In Italia il trionfo della Croce

 

Rivolta popolare contro la sentenza della Corte di Strasburgo

 

(articolo preso dal sito www.zenit.org a firma Antonio Gaspari)

ROMA, venerdì, 6 novembre 2009 (ZENIT.org).- La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo in cui si chiede la rimozione dei crocifissi dalla aule scolastiche ha scatenato una rivolta popolare in tutta l’Italia. c r o c e.jpg

Rivolta con finalità benefiche visto che adesso si stanno appendendo crocifissi dove non c’erano e si stanno promuovendo iniziative e manifestazioni in favore della Croce.

Da quando è stata resa nota la sentenza della Corte, è iniziato un tam tam di lettere ai giornali, interpellanze nei consigli comunali, messaggi via mail, telefonate alle radio, discussioni in ogni luogo, messe e incontri di preghiera, per difendere e sostenere la presenza del crocifisso, non solo nelle aule scolastiche ma in tutti i luoghi pubblici.

A conferma di quanto il popolo italiano abbia radicato nel cuore l’identità con il crocifisso basta osservare cosa stanno facendo sindaci, presidi, consigli comunali, direttori di giornali, ministri, deputati, senatori, parroci, vescovi, insegnanti, province, teatri, associazioni di imprenditori, cittadini tutti.

Un enorme numero di presidi ha chiesto di provvedere affinché tutte le aule abbiano il crocifisso. Nelle scuole di Parma c’è stata una vera e propria mobilitazione, nelle scuole elementari, alle medie ed alle superiori, i crocifissi sono stati appesi anche nelle aule che ne erano sprovvisti.

I presidi concordano: nessuno si è mai lamentato e il crocifisso non si toglie.

In una scuola di Roma, in una classe elementare dove erano stati fatti lavori di pittura, i bambini hanno chiesto alla maestra di appendere il crocifisso più in alto, dove nessuno potrà mai toglierlo.

A Imperia come a Sanremo e decine di altre città le amministrazioni comunali hanno dato ordine di portare il crocefisso anche nelle aule che ne sono sprovviste.

A Sassuolo, in provincia di Modena, il sindaco ha acquistato 50 crocifissi per gli istituti scolastici che ne fossero sprovvisti.

A Trapani il presidente e gli assessori della giunta provinciale hanno pagato di tasca loro 72 crocifissi da portare nelle aule scolastiche dove il crocefisso manca.

A Trieste il sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato “fintanto che sarò io il sindaco di Trieste nessun crocifisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, né tantomeno dagli uffici municipali”.

Il sindaco di Galzignano Terme in provincia di Padova ha emanato l’obbligo di affissione del crocifisso in tutti gli edifici pubblici, con tanto di multa di 500 per i trasgressori.

Ad Assisi il sindaco ha proposto di esporre nelle aule pubbliche non solo il crocifisso ma anche il presepe.
 

A Busto Arsizio in provincia di Varese, l’amministrazione comunale ha protestato con la sentenza della Corte di Strasburgo, mettendo a mezz’asta la bandiera europea.

Il sindaco di Loreto, in provincia di Ancona, qualora la sentenza di Strasburgo diventasse esecutiva, ha già pronta un’ordinanza per impedire la rimozione dei crocifissi.

L’amministrazione comunale di Montegrotto Terme (Padova), sta utilizzando i tabelloni per una campagna dove compare un crocifisso con la scritta “Noi non lo togliamo”.

In rete sul social network Facebook il nuovo gruppo “Sì al crocifisso nelle scuole”, (sialcrocifis­so@gmail.com) ha raccolto più di 27mila adesioni.

Ed un altro gruppo “Riportiamo il crocifisso nelle scuole”, in pochissimo tempo ha raccolto 8.872 adesioni.

Nella capitale la Confcommercio di Roma ha chiesto a tutti gli associati di esporlo nei propri negozi, aggiungendo: “Se vogliono togliere i crocifissi dalle nostre scuole, vuol dire che li metteremo nelle nostre aziende”. 

Il quotidiano romano “Il tempo” ha lanciato un appello pubblico (appello@iltempo.it) al Governo e al Parlamento per controbattere alla sentenza di Strasburgo contro l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

Secondo quanto riportato da “Avvenire” ad Abano Terme, dove è iniziata la protesta della signora Soile Lauti, il parroco del Duomo, don Antonio Toigo, ha detto che la “laicità non è sottrazione ma moltiplicazione. Protesta chi il crocifisso non lo ha dentro”.

Mentre il preside dell’Istituto “Vittorino da Feltre”, fre­quentato dai figli della signora Soile Lauti sottolinea che, dal 2002, anno del primo ricorso, nessun’altra famiglia ha chiesto di togliere i crocifissi dalle aule a dimostrazione che “l’integrazione e l’inserimento promossi dalla scuola hanno funzionato”. 

(CHIOSA FINALE: l’ennesima dimostrazione che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” e che Dio sa trarre il BENE anche dai comportamenti sbagliati)

 

 

nessuna nostalgia dell’assistenzialismo, dello sperpero di denaro pubblico, della corruzione, del clintelismo, della ipocrisia.

Nessuna nostalgia della DC ma, semmai, di Luigi Sturzo. 

trinacria 068.jpgIl chiarimento è necessario: Sturzo ha duramente ammonito la diccì con tutte le sue forze(ricevendo da costoro indifferenza o peggio). Ed erano critiche giuste, sacrosante. Nessuno si appropri indebitamente di Sturzo, tantomeno chi dice di rifarsi alla DC

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non ti conoscevo ma….
“sentivo” che eri una persona di Dio e vivevi in Dio.
Ora sei nella Gloria.
Significativo il giorno della tua Nascita al Cielo.
Il giorni di TUTTI I SANTI.

Anche il “dies natalis” del grande don Oreste Benzi
è stato il 1° Novembre: e Dio solo sa il Bene che don Benzi ha fatto
(fra le sue ultime “buone battaglie” quella per gridare agli italiani rintontiti che halloween è un grande rituale satanico collettivo).

Tornando a te, Natuzza: dicevo che nn ti conoscevo e così è. Ho letto qualcosa di te. sapevo delle Divine Rivelazioni di cui il Cielo t’aveva fatto dono. E i “compiti” che l’Amorevole Disegno del Padre affidava a te.
Particolarmente so del tuo apostolato per diffondere
la necessità della PREGHIERA DI SUFFRAGIO
per le Anime del Purgatorio:
una opera veramente meritoria.

Sei nella Gloria, Natuzza!!!!

Alleluja.

A Dio!

cosimo de matteis

http://piangerestedigioia.splinder.com/
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