Una Lourdes troppo buia per essere vera

di Vittorio Messori

La prospettiva di Jessica Hausner nel suo Lourdes è dichiarata subito, sin dalla scena iniziale, coll’inquadratura dall’alto della sala da pranzo per i pellegrini. Nessuna finestra, ma una luce artificiale fioca, su un ambiente claustrofobico: nero il pavimento, nere le pareti cui sono appesi crocifissi neri, nere le gonne e i pantaloni del personale, neri i mantelli delle hospitalières con la croce di Malta, nere le divise dei Cavalieri dell’Ordine, neri i clergyman dei preti. A quei tavoli funerei prende posto,in silenzio, una turba da corte dei miracoli di nani, paralitici, cancerosi,  assistiti da volontari tanto formalmente educati quanto distratti o perplessi (“che ci faccio, qui?”), vivi solo nello scambio di sguardi tra ragazze col velo e giovanotti col basco.     Poca, pochissima luce in tutto il film, la cui cifra cromatica è il plumbeo: nuvole nere nel cielo persino nelle pochissime scene all’aperto. Anche la benedizione eucaristica del pomeriggio –l’appuntamento quotidiano più amato dai pellegrini, assieme alla processione notturna con le fiaccole– non è girata, come è nel vero, sulla grande,   luminosa  Esplanade che fronteggia i tre santuari sovrapposti. No, la Hausner ha scelto di ambientarla nell’enorme chiesa sotterranea, dove non penetra alcuna luce. Poca luce pure per la lugubre festicciola finale. E buia, ovviamente, la scena topica della guarigione –miracolosa o casuale che sia– della tetraplegica venuta a Lourdes non per fede, ma per sfuggire dalla casa dove il male la imprigiona.

Crediamo abbia visto bene la UAAR, “Unione degli atei e degli agnostici razionalisti“ nell’attribuire a questo film il suo beffardo premio intitolato a Brian, dal nome di una dissacrante pellicola su Gesù. Dicono, questi atei organizzati, che l’opera della Hausner potrà aiutare a perdere la fede “chi non è ancora approdato a una visione disincantata e scettica“. Pure la Massoneria ha espresso il suo apprezzamento. Che dire, allora,   del premio attribuito dagli uomini di cinema cattolici, riuniti in un’associazione   riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede? Che dire della diocesi milanese che ha deciso di sponsorizzare quest’opera, diffondendola nelle parrocchie?

Verrebbe in mente quanto mi disse un Umberto Eco ironicamente deluso, quando analoghi premi cattolici (uno, addirittura dalla Loyola University, l’ateneo dei gesuiti americani) furono attribuiti al film tratto dal suo Il nome della rosa: “Io ho faticato per fare un libro radicalmente agnostico se non ateo, sperando di suscitare un dibattito infuocato. E invece no, ‘sti preti mi fregano ,  applaudendomi  e  riempiendomi  di premi. Quasi quasi ho nostalgia dei bei, vecchi tempi  della Santa Inquisizione. Quei tosti domenicani erano meno noiosi del frate e del sagrestano “ adulti“ che, entusiasti, acclamano il miscredente“.

Ma sì, sarebbe facile sorridere del masochismo clericale, cui peraltro siamo ormai rassegnati. Qui, però, occorre forse riconoscere delle attenuanti. In effetti, a una prima lettura il film della regista austriaca (la solita ex-cattolica: l’Occidente ne è ormai pieno) pare accattivante per i devoti. Non c’è nulla dell’anticlericalismo di un Emile Zola che si intrufolò, da anonimo, nel Pellegrinaggio Nazionale francese e ne trasse il suo fazioso  romanzo, dove tutto inizia, per lui, da “une pauvre idiote“, da una piccola isterica chiamata Bernadette. Nulla, qui, delle invettive delle Logge ottocentesche,  che chiedevano la chiusura manu militari  di Lourdes “per abuso della credulità pubblica“, nonché per “ragioni igieniche“. Il vecchio mangiapretismo  vociferante ha fatto posto, nella Hausner, a un ateismo radicale, ma politically correct. E una simile negazione della fede -durissima nei contenuti, ma molto soft nei modi- può avere depistato i clericali entusiasti. L’ateismo, peraltro onestamente    dichiarato nelle interviste, non sta tanto nella barzelletta del capo dei Cavalieri hospitaliers (la Madonna che vuole andare a Lourdes, perché non vi è mai stata), battuta un po’ blasfema che svela l’incredulità di quei volontari. Non sta tanto nei dubbi dei pellegrini, nel loro spiarsi invidiosi, ciascuno temendo che il vicino di stanza sia guarito e lui no. E non sta neppure in quei cappellani che, alle domande dei malati, replicano con slogan, quasi fossero distributori automatici di risposte apologetiche. No, l’ateismo radicale del film sta nell’annuncio che il cristianesimo è morto, perché proprio la cartina di tornasole di Lourdes rivela che sono morte le tre virtù teologali che lo sorreggevano: morta la Fede, morta la Speranza, morta anche la Carità, malgrado le apparenze di chi, come i volontari, sembra esercitarla. Ma per amore di sé, non dei bisognosi. Per sfuggire alla noia, per trovare un senso o un marito, più che per aiutare il prossimo.

Papa Giovanni definì Lourdes, che molto amava, “una finestra che si è spalancata all’improvviso, mostrandoci il Cielo“. La Hausner, quella finestra la chiude: da qui, la mancanza di luce, il senso di oppressione, la claustrofobia, il nero che segnano tutta la sua pellicola. Quel Cielo di Roncalli è ormai sbarrato, uccidendo la Speranza. 

L’esplosione gioiosa dell’alba della Risurrezione è rimossa a favore di una routine devozionale grigia, noiosa, segretamente ipocrita. Ma è sul serio così? Chi ha esperienza vera di Lourdes sa (e non è retorica) che questo è il regno del dolore ma anche della gioia; della disperazione e della speranza; del dubbio e della fede; dell’egoismo di mercanti, osti, professionisti dell’assistenza e della generosità di infiniti anonimi. Un impasto contradditorio, certo, ma pieno di vita e plasmato, malgrado tutto, da una fede tenace, che non si arrende. Vi sono talvolta nubi, sui Pirenei. Ma, ancor più spesso, vi splende un sole caldo. La Hausner ha le sue ragioni, cui va il nostro rispetto. Ma, attorno alla Grotta –quella vera, non quella della ex allieva delle suore che ha perso la fede- c’è un braciere che continua ad ardere, simboleggiato dalle mille candele accese giorno e notte, da 150 anni. Non c’è il cero ormai spento, o solo fumigante, che vorrebbe questo film, tanto eccellente nella tecnica quanto unilaterale nei contenuti.

Un F I G L I O …….

un angelo innocente che dipende totalmente dalla madre, se la madre lo rifiuta, soffre e lo fa in silenzio, toglie il disturbo…e nessuno saprà mai che lui è esistito, magari solo qualche settimana, ma c’è stato, lui ha vissuto un breve istante della sua vita.
” va via “ perché la madre non lo può tenere, “non se lo può permettere”, quasi come se fosse un oggetto “ non potro’ mai dare una vita degna a mio figlio” ma cosa c’è peggio del nulla????
Privi ( senza diritto) la possibilità ad un essere umano di

V I V E R E !!!! , giocare, ridere, correre , scherzare, scartare i regali di Natale, andare al mare, diventare uno scienziato , e per le mamme quei bacini umidicci la sera nel lettone……( UN BACINO….è SOLO UN BACINO MA TI RIEMPIE IL CUORE DI GIOIA…TI FA CAPIRE CHE NON POTEVANO ESSERCI DUBBI SUL DA FARSI……COME HAI SOLO POTUTO PENSARE A QUELLA EVENTUALITA’!!!!!! Capisco il panico di una donna incinta…..che non sa che fare…problemi + grossi di lei…..ma un figlio non è un problema….un figlio TI RISOLVE IL PROBLEMA.
Mi rivolgo alle donne: NON SEMPRE LA STRADA CHE APPARENTEMENTE + FACILE E BREVE, RISULTA ESSERE QUELLA GIUSTA….è l’errore + grosso che una donna puo’ commettere ……una TRAGEDIA per la sua vita fisica e morale futura.
E a questo punto mi chiedo, bastano 7 giorni per far riflettere la donna? Può essere aiutata? Ha parlato delle sue difficoltà con una persona cara?
A me DISPIACE , perché quel macigno se lo porteranno dietro per tutta la vita e non ci sarà mai una scusa o una giustificazione al loro gesto, mai niente che possa darle consolazione.
S******, E**** e dulcis in fundo G***** R***** M**** ….siete la MIA RAGIONE DI VITA, le mie 3 STELLE.!!!

 

 

 una mamma



 

Una voce familiare(credo). Cliccate e…
 http://cosimino.myblog.it/media/02/01/54255963.MP3

INDICAZIONI PER ASCOLTARE:
se cliccando il tasto verde(col triangolino)
l’audio non parte(oppure parte E POI SI INTERROMPE)
vi consiglio di cliccare-più volte- sul logo nero “PODCAST”:
dovrebbe attivarsi la funzione “windows media player”
con la quale ascoltare tranquillamente
il file audio.
Eventualmente CONTATTATEMI PURE: dematteiscosimo@hotmail.it

madonna delle lacrime, civitabvecchi.jpg

Cari figli,

con amore materno oggi vi invito

ad essere un faro

per tutte le anime che vagano

nella tenebra

della non conoscenza dell’amore di Dio.

Per poter illuminare

più fortemente possibile ed attirare

quante più anime possibili,

non permettete che le falsità

che escono dalle vostre bocche

facciano tacere la vostra coscienza.

Siate perfetti!

 Io vi guido con mano materna,

con mano d’amore.

Vi ringrazio.

pannella.jpg
A questo punto possiamo (e dobbiamo) solo pregare per la sua anima: presto si troverà al cospetto di Dio con l’enorme fardello di peccati (aver introdotto l’abominevole delitto in italia, il divorzio e tentato di inserire la eutanasia e la droga libera)e speriamo che in questa fase di incoscienza il Signore possa toccare il suo cuore indurito da ottanta anni di porcherie dette fatte e insegnate. E’ penoso ascoltarlo ultimamente nella sua radio (ed è palese il fastidio persino dei suoi adepti più fedeli) e speriamo che prevalga da quelle parti il buonsenso e gli tolgano il microfono. ma, ripeto: da cattolico mi preoccupa il destino eterno della sua anima ed allora prego che DAVVERO la Vergine Santa possa cercare in tutti i modi di salvare dalla morte eterna questo figlio sventurato. Chi legge, per favore, dica una AVE MARIA per la conversione e la salvezza dell’anima di pannella.ne ha tanto bisogno, specie con questi problemi di salute.