Pentecoste è la parola greca per dire «cinquantesimo». Quel cinquantesimo giorno, celebrato dal popolo degli ebrei, era calcolato a partire del giorno in cui era stato immolato l’agnello pasquale; e ciò perché, cinquanta giorni dopo l’uscita dall’Egitto, la Legge era stata data sulla cima infiammata del monte Sinai. Allo stesso modo, nel Nuovo Testamento, cinquanta giorni dopo la pasqua di Cristo, lo Spirito Santo scese sugli apostoli e apparve loro sotto l’apparenza di lingue di fuoco; la Legge è stata data sul monte Sinai, lo Spirito sul monte Sion; la Legge sulla cime della montagna, lo Spirito nel Cenacolo.

        «I discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo»… come dice il salmo: «Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio» (Sal 45,5). Un rombo accompagna l’arrivo di colui che veniva ad ammaestrare i fedeli. Notate quanto questo si accorda con ciò che leggiamo nell’Esodo: «Appunto il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo fu scosso da tremore» (19,16). Il primo giorno fu l’Incarnazione di Cristo; il secondo fu la sua Passione; il terzo giorno, è la missione dello Spirito Santo. Questo giorno sta arrivando: si sente il tuono, si ode un suono fortissimo; i lampi brillano – i miracoli degli apostoli – una nube densa – la compuzione del cuore e la penitenza – copre il monte, il popolo di Gerusalemme ( At 2,37-38)…

        «Apparvero loro lingue come di fuoco». Delle lingue, quelle del serpente, di Adamo e di Eva, avevano aperto alla morte l’accesso a questo mondo… Percui lo Spirito apparve sotto la forma di lingue, confrontando lingue con lingue, guarendo il veleno mortale con il fuoco… «Cominciarono a parlare». Ecco il segno della pienezza; il vasoio pieno trabocca; il fuoco non può contenersi… Queste lingue diverse sono le varie lezioni che Cristo ci ha lasciate, come l’umiltà, la povertà, la pazienza, l’obbedienza. Noi parliamo queste varie lingue quando diamo al prossimo l’esempio di tali virtù. Viva è la parola, quando parlano i cuori. Facciamo parlare le nostre opere!