napoli.jpgAncora un’aggressione da parte dei centri sociali. Questa volta l’obiettivo è il candidato del Pdl a sindaco di Napoli, Gianni Lettieri. Alcune persone hanno avvicinato il politico spintonandolo e sputandogli addosso. La Digos è riuscita a sventare il linciaggio. Alcuni componenti dello staff di Lettieri hanno subìto delle percosse. E’ il secondo caso nel giro di due settimane. Il 21 aprile veniva aggredito il consigliere comunale del Pdl, Vittorio Aliprandi, ferito alla testa e ricoverato in ospedale.
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Città di Messico (Agenzia Fides) – Il sacerdote Francisco Sánchez Durán, 60 anni, è stato ucciso all’alba di martedì 26 aprile, nella chiesa El Patrocinio di San José, che si trova sulla Avenida Ocho, presso il quartiere Educacion, a Coyoacán (al sud della capitale messicana ).

Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il corpo di padre Sánchez Durán è stato trovato intorno alle ore 9.30 «con ferite al collo», fatte con un’arma da taglio, hanno spiegato fonti della Procura della capitale. Secondo i media locali l’omicidio può essere stato la tragica conclusione di un tentativo di furto in chiesa, come risultato dell’opposizione del sacerdote ai ladri.

L’Arcidiocesi di Mexico ha condannato l’omicidio di P. Francisco Sanchez Duran e ha invitato le autorità ad indagare su questo crimine e a punire i colpevoli. Il comunicato dell’arcidiocesi, firmato dal Cardinale Norberto Rivera, Arcivescovo di Mexico, invoca da Dio l’eterno riposo per l’anima del sacerdote Francisco Sánchez, e ribadisce che «qualsiasi atto di violenza è deprecabile in sé e ancor di più se effettuato nei confronti di persone consacrate a Dio», fatto che rende molto più grave la colpa degli assassini. (CE)

Da Agenzia Fides del 27 aprile

 

                                                        (Riceviamo e VOLENTIERI pubblichiamo)

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  Evento di sabato 30 aprile 2011 dalle ore 10,30 alle 19 in C.so Buenos Aires

  Vi comunichiamo che un gruppo di amici si troverà a Milano in C.so Buenos Aires all’altezza del n. civico 32 per un volantinaggio/testimonianza contro l’eutanasia, la “buona morte” a cui si fa riferimento negli spropositati cartelloni ivi affissi a cura del gruppo Luca Coscioni, nei quali si leggono le parole “Lasciatemi morire in pace”.

  Noi intendiamo contrastare l’emanazione delle leggi inerenti il bio-testamento e le DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento).

  Riteniamo, infatti, che il compito del medico sia quello di curare e non di uccidere, che la “persona” non possa essere considerata alla stregua di una “cosa” da manipolare  a piacimento e che la sofferenza non si possa allontanare eliminando la persona ammalata. Lottiamo quindi contro questa “ideologia di morte”.  Il nostro motto, esposto in apposito striscione, sarà come sempre:

BASTA  PARLARE  DI  MORTE

CREDIAMO  NELLA  VITA

RESTIAMO  UMANI

Tutti siete invitati a partecipare.  

Cordiali saluti.

                                                                                                                      Il presidente

                                                                                                                      Giorgio  Celsi

 

Altri siti di interesse:

http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=848:pasqua-a-milano-chi-difende-la-vita-chi-vuole-la-morte-di-paolo-deotto-&catid=60:spazio-per-la-vita&Itemid=123

http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=849:la-concezione-cristiana-del-male-di-p-giovanni-cavalcoli-op&catid=52:-a-cura-di-piero-vassallo&Itemid=123

http://www.comitatoveritaevita.it/pub/index.php

http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/

 

 

Solo un brevissimo pensiero: strano che a nessuno -che io sappia, almeno- sia venuta in mente la felice “coincidenza” della data della Beatificazione di Giovanni Paolo Magno: è si, certamente, la grandissima Festa della Divina Misericordia (sebbene, purtroppo, moltissimi parroci neppure la conoscono e neppure lo dicono ai fedeli a Messa) ma è pure la Festa di San Giuseppe Artigiano! Quale felice coincidenza!

Lui, l’uomo giusto, il Custode del Redentore.

Lui, l’uomo del silenzio, il vero Sposo di Maria Vergine.

Lui, il Padre Putativo di Gesù Cristo, il patrono degli agonizzanti.

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San Giuseppe, PATRONO DELLA CHIESA UNIVERSALE, prega per noi.

Morto e sepolto -è proprio il caso di dire- sai baba anche l’altro capo religioso dell’estremo oriente esce di scena. L’oramai anziano  leader buddista dalai lama, infatti, ha rinunciato alla guida dei tibetani dopo essere stato saldamente al timone per quasi cinquanta anni. Vedremo le ripercussioni sul piano politico e religioso. E non solo in oriente ma anche nello scristianizzato e disperato occidente che si aggrappa a questi guru. Ecco comunque la notizia così come la riporta l’agenzia Agi:Dharamshala (India), 27 aprile dalai Lama.jpgLobsang Sangay, 43 anni, docente a Harvard, e’ stato eletto primo ministro del governo tibetano in esilio. Lo ha annunciato la commissione elettorale da Dharamshala, in India. Sangay, un esperto di diritto internazionale, succede al Dalai Lama che dopo decenni ha rinunciato al ruolo di guida politica dei tibetani. Con il 50% al primo turno ha battuto gli altri due candidati, anche loro laici, Tenzin Tethong, gia’ rappresentante del Dalai Lama a New York e Washington, e Tashi Wangdi, un ex ministro del governo in esilio. Sangay, nato da una famiglia di esuli nel nord-est dell’India, non ha mai visitato la sua patria. La prima elezione diretta del premier tibetano in esilio era avvenuta nel 2001, per la volonta’ del Dalai Lama di rendere piu’ democratico e trasparente l’esecutivo.

TERZO POLO DIVISO

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Sul biotestamento si spacca il “terzo polo”. Alla Camera Futuro e libertà ha votato contro la proposta dell’Udc di invertire l’ordine del giorno dei lavori parlamentari al fine di anticipare la discussione del ddl sul testamento biolgico. La proposta, illustrata da Pier Ferdinando Casini, è passata grazie al sostegno della maggioranza. Il Popolo della libertà lascerà “libertà di voto” sul testamento biologico, ma “la maggioranza è compatta” e “non ci sono rischi per la legge”. Così il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, alla vigilia della riapertura del dibattito sul ddl. 

873502770.jpgLa generazione sessantottina, la mia, si esaltò col «vietato vietare». In base a tale giro mentale educò (si fa per dire) i suoi figli. I quali, non avendo altro orizzonte, fecero lo stesso con i loro. Da tre generazioni, dunque, siamo abituati ai «diritti» e guai a quelli che osano farci osservare che anche nella più sperduta tribù amazzonica esistono i doveri. Paradossalmente, in quest’ultima esistono solo i doveri, mentre nelle nostre, «avanzate», essi tendono a sparire.

Il luogo d’elezione in cui ognuno ha «diritto» a fare quel che gli pare è, oggi, il cosiddetto “centro sociale”. La sua massima espressione è il «rave», dove l’istintualità più totale e profonda si manifesta all’antico grido hippie di «paradise now!». Ma due ignari carabinieri osano ricordare che civiltà e anarchia alcolico-tossica sono incompatibili. Da qui l’incoercibile emergere dell’altro volto, quello non ludico, della jungla: la violenza bestiale.

Si badi: se i due carabinieri massacrati nelle campagne di Grosseto avessero sparato ad altezza d’uomo, magari uccidendo, oggi l’indignazione dei «buoni» sarebbe al colmo. I preti, nessuno-tocchi-caino, le sinistre e i magistrati avrebbero già fatto immediata e sommaria giustizia. E i due carabinieri avrebbero dovuto cambiare pure faccia e indirizzo, per sottrarsi alla vendetta della galassia anarcoide. I «ravers» uccisi avrebbero avuto un’aula parlamentare a loro intitolata e la presidenza della repubblica avrebbe finanziato un film celebrativo del loro martirio. Giusto ieri sera, a cena con amici, il sottoscritto misurava la difficoltà somma di spiegare a un quindicenne liceale la differenza “naturale” tra un uomo e una donna. Figuratevi il resto. Già sta crescendo la generazione che considera normale avere due babbi o due mammine. Aveva la stessa età quella ragazzina che, al tiggì di qualche tempo fa, prendeva il sole in un parco milanese insieme al suo gigantesco cane. L’intervistatore si avvicinò e chiese come mai la belva non avesse né guinzaglio né, figurarsi, museruola. L’intervistata fu svelta a rispondere: «Come si permette di riprendermi senza il mio permesso?».

Chiaro, sapeva a menadito i suoi, di «diritti». La coltivazione dell’egoismo individualistico spinto all’esasperazione è l’altra faccia del relativismo, quella filosofia nichilistica contro cui combatte oggi la Chiesa. La generazione sessattottarda, oggi sessantenne, occupa tutti i gangli più importanti. E impone la sua visione huxleyana. I massacratori dei due carabinieri delle campagne di Grosseto? Verranno contesi dai talkshow; nella peggiore delle ipotesi saranno «recuperati» da qualche prete «di strada». D’altra parte, anche la sola idea di «punire» è ormai un ricordo preistorico. Ma perché continuano a chiamarlo Codice Penale ?

(RINO CAMMILLERI, La generazione dei diritti e il “tutto è permesso”,  sta in  La Bussola Quotidiana, mercoledì 27 aprile 2011)

 

Cari figli,
oggi vi benedico in modo particolare e prego perché torniate
sulla strada giusta
a mio Figlio,
al vostro Salvatore, al vostro Redentore,
a Colui che vi ha dato la vita eterna.

Pensate a tutto ciò che è umano,
a tutto ciò che non vi permette di seguire mio Figlio,
alla transitorietà, all’imperfezione e alla limitatezza

e poi pensate a mio Figlio, alla sua immensità divina.
Con l’abbandono e la preghiera nobilitate il vostro corpo e perfezionate l’anima.
Siate pronti, figli miei.
Vi ringmadonna delle lacrime, civitabvecchirazio