PADRE GIULIO MARIA SCOZZARO.jpegNella giornata appena trascorsa è circolato, attraverso internet ed sms,  un presunto “appello” della Madonna riguardo la necessità di pregare per scongiurare un imminente conflitto bellico di proporzioni mondiali  che partirebbe proprio dalla Siria dove, come è noto,  il Presidente Usa Obama è oramai determinato ad intervenire con le armi. Non entrando nel merito della veridicità di tale messaggio si riporta una riflessione di padre Giulio Maria Scozzaro a riguardo. Eccola:

 

Oggi mi sono arrivati numerosi sms preoccupati e animati dall’ansia di recitare una Corona del Santo Rosario per fermare la guerra in Siria. Sembrerebbe una richiesta come tante altre che circolano spesso, invece questa volta è stata la Madonna a Medjugorje a parlare della gravità del conflitto in Siria, ha detto che questo scatenerà un conflitto mondiale. Pochi giorni fa ho accennato in una newsletter che alcuni potenti hanno trovato una giustificazione per dare inizio ad un conflitto per poi cercare una falsa pace e così arrivare alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.

La preoccupazione della Madonna è immensa, oggi ci invita a recitare la Corona del Santo Rosario per fermare la guerra in Siria.


Ha detto espressamente che l’inizio del bombardamento in Siria scatenerà un conflitto mondiale e nessuno può prevederne le tremende conseguenze. Gli Stati Uniti vogliono sfruttare il petrolio, si era associata l’Inghilterra ma gli inglesi hanno fortemente protestato e il governo è stato costretto a rinunciare anche per paura delle ripercussioni dei terroristi siriani e di altri loro complici.

Preghiamo secondo l’intenzione della Madonna, aiutiamola con molte preghiere nel fermare uno scontro armato agghiacciante.

Sono pochi nel mondo i cristiani che pregano veramente Gesù, il resto dell’umanità è convinta di risolvere in questa vita la vicenda esistenziale ed agisce di conseguenza, senza limiti alle trasgressioni e con molto egoismo. I potenti del mondo sono bramosi di potere, infatti sono potenti, ma non sono mai appagati e cercano di sconfiggere altri popoli e Nazioni per dominare e usurpare le ricchezze.

Sono potenti che non concepiscono un Dio che li ha creati e che potrebbe annientarli in un millesimo di secondo. Non possono capire.

La parabola dei talenti ci rivela in modo esplicito il significato della nostra vita terrena. Ad ogni creatura umana il Signore dà delle capacità perché le metta a frutto. Il nostro vivere sulla terra non è fine a se stesso: ha un grande valore agli occhi di Dio. Ed è per questo che ci mette alla prova.

Dobbiamo far fruttare i doni che Egli ci dà, di qualunque genere essi siano: uno può avere forza fisica, può avere capacità di studio, capacità artistiche, capacità organizzative, dono di parola, attitudine ad assistere i malati, i poveri. Deve quindi impiegare queste capacità per quanto gli è possibile.

Nulla deve essere sprecato dei doni di Dio. Se meditiamo attentamente, ci accorgiamo che la sorte del servo fannullone di questa parabola è uguale a quella delle cinque vergini stolte, dell’invitato senza l’abito di nozze, dei peccatori ostinati. Per tutti questi, “sarà pianto e stridore di denti”.

“Il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre… così le cinque vergini stolte… l’invitato senza l’abito di nozze… i peccatori ostinati…”.

foto2.jpgL’Ufficio Stampa del Comune fa pervenire una sorta di resoconto redatto da Chiara Mazza Amministratrice della “Eliconarte” la Società che ha gestito l’iniziativa “Mini crociera nel porto di Brindisi 2013 ”: in esso è illustrato detto progetto e gli obiettivi raggiunti. Lo riportiamo in forma integrale:

Il progetto “Mini crociera nel porto di Brindisi”, si è svolto come da programma nei giorni di seguito indicati, per un totale di 20 appuntamenti e sempre nella stessa fascia oraria dalle 18.00 alle 20.00 ( l’uscita del giorno 10, sospesa a causa mal tempo è stata recuperata giorno 27)
1-2-3-4-8-9-10-11-13-14-16-18-22-23-24-25-28-29-30 Agosto
La società Eliconarte snc, che si è occupata di effettuare il servizio di guida turistica, info e prenotazione, ha potuto rilevare punti di forza e di debolezza che hanno caratterizzato l’iniziativa.
Il progetto, come per le precedenti edizioni, ha riscosso un’enorme successo tanto da registrate una grande numero di partecipanti, tenendo soprattutto presente che la lista d’attesa di questa quarta edizione conta circa 1400 persone, superando quindi, quella relativa allo scorsa edizione che ne contava circa 1200.
Dalla rilevazione dei dati da noi raccolti durante tutto il periodo di svolgimento del progetto, è emerso che 600 persone hanno usufruito del servizio e che sommandole alle 1400 persone in lista d’attesa, sono stati circa 2000 gli interessati.
Nel dettaglio, così come è visibile dai grafici, tra i partecipanti: 265 (44%) sono stati brindisini, mentre 210 (35%) provenienti dalla provincia di Brindisi e limitrofe e 125 (21%) sono stati i turisti provenienti da altre regioni.
Dai dati raccolti risulta interessante rilevare alcuni fondamentali aspetti, indici del gradimento riscontrato tra la folta e variegata utenza.
Il tour rappresenta un’ottima attrattiva per la città che richiama turisti e curiosi da ogni parte, anche delle nostre province limitrofe, muovendo interessanti numeri di gente. Circa la metà delle richieste, infatti, sono pervenute da turisti sparsi nel Salento e da tante località del nostro territorio.
Inoltre, abbiamo registrato un ampio e variegato target che va dai più giovani ai più grandi. Famiglie, gruppi di amici, turisti e appassionati sono andati presto a colmare le prenotazioni.

Tutto questo a testimonianza del fatto che il progetto “Minicrociera nel porto di Brindisi” rappresenta un ottimo incentivo e un ottimo richiamo turistico per la città, si configura quindi come una valida proposta per la qualificazione dell’offerta turistica nel nostro territorio, volta alla promozione e fruizione dei beni culturali di Brindisi.
Attraverso il tour è infatti possibile ammirare ed apprezzare la città da un nuovo punto di vista, comodamente seduti in motobarca si gode del magnifico skyline del porto e si scorgono alcuni dei monumenti simbolo della città, suggestiva anche la visita nella cripta sacrario del Monumento al Marinaio d’Italia spesso chiusa e quindi poco fruibile e quasi del tutto sconosciuta.
Tra i punti a nostro sfavore abbiamo rilevato numerose lamentele per quanto riguarda lo stato di abbandono in cui versa il Castello Alfonsino – Aragonese, che nonostante tutto resta l’attrattiva maggiore.
Il numero delle uscite, se si tiene presente la lista d’attesa, è stato insufficiente rispetto alla richiesta registrata, in tanti infatti, hanno espresso il desiderio che il progetto potesse essere prorogato, ampliato e rafforzato facendo in modo che potesse diventare un appuntamento costante per la stagione primaverile ed estiva.
La società, al termine di questa esperienza, intende continuare a promuovere il nostro territorio attraverso questa ed altre iniziative, auspicando che nel futuro il progetto possa essere ripetuto e ampliato

 

foto6.jpg


CONSALES PD BR.jpgDATTIS NEW FOTO.jpgPiu di qualcuno dei cittadini, appena sentite le prime parole, ha cominciato a storcere il naso. Indipendentemente dal palese attribuirsi meriti non propri quello che francamente ha “stonato” è stato proprio il tono. Era la Solennità dei Santi Patroni, ricordiamolo. Giunge, manco a dirlo, subito –nel giro di poco meno di un’ora- il Comunicato di D’Attis. Non sappiamo dire se, a sua volta, sia stato opportuno. Di certo non dice cose false e comunque lo pubblichiamo integralmente, eccolo:

“Non c’è più limite alla faccia tosta di Consales che in ogni occasione ostenta risultati che dipendono dalle scelte di altri. Persino alla festa patronale, davanti a tanti fedeli, fa lo sproloquio su se stesso dimenticando di dire che in quasi tutto ciò che ha elencato lui e la sua amministrazione non c’entrano niente”.

Interviene così Mauro D’Attis, capogruppo del PdL, commentando il discorso del Sindaco in occasione della festa patronale.

“È pervaso dalla mania di comunicare, di apparire, di rispondere e ribbatere a tutti, pretendendo di dare lezioni a tutti. Anche lezioni di trasparenza e legalità, come per l’ennesima volta ha fatto in questa occasione. Continua a tagliare nastri senza aver mai dato una idea di città ben chiara se non quella copiata in forma sbiadita da quelli che lo hanno preceduto. Intanto consente ai rifiuti baresi di riempire la nostra discarica senza battere ciglio e trascurando l’interesse pubblico. Poi, sostiene la sua battaglia per il porto e si scopre che tutto è orientato a imporre la nomina di un segretario generale leccese e targato Partito Democratico. Facesse il Sindaco e non il ‘Peppone di periferia’. Nel frattempo visto che proprio gli piace, gli faremo dono di un rotolo di nastro da inaugurazione”.

Dalla Amministrazione Comunale di Brindisi ricevo e pubblico, integralmente, il seguente Comunicato Stampa corredato da foto:

Si è tenuta ieri sera, nella splendida cornice della Corte delle Scuole Pie, in via Tarantini, la presentazione del libro “Da qui è nato il vento”, del giornalista inviato delle reti Mediaset Remo Croci.

Remo Croci.jpg


Alla presenza del numeroso pubblico presente, il cronista marchigiano è stato intervistato dalla giornalista Pamela Spinelli che ha puntato l’attenzione non soltanto sui contenuti dello stesso libro, ma anche sul rapporto di Croci con la città di Brindisi, sul suo esordio televisivo e sulla professione in generale e diversi altri argomenti, emersi grazie anche al coinvolgimento del pubblico presente. Croci ha rimarcato il suo affetto nei confronti della nostra città, al quale – ha detto – “sono chiaramente legato da motivi professionali”.


Ricordiamo, infatti, che il giornalista è, ormai da anni, inviato per la Puglia e per Brindisi in particolare.  “Sono anni, ormai – ha detto Croci – che faccio tappa in questa splendida città per seguire fatti di cronaca. La prima volta è stata nel 1991, in occasione dello sbarco degli albanesi, ma nel corso di questi anni sono state numerose le occasioni in cui ho passato periodi più o meno lunghi a Brindisi, l’ultimo dei quali è stato in occasione della sentenza del processo relativo al tragico attentato del 19 maggio 2012 alla scuola ‘Morvillo – Falcone’. L’unica cosa che mi rammarica è dover raccontare, per mestiere, fatti poco piacevoli che accadono in questa terra che, al contrario, è ricca di tanto altro e meriterebbe attenzioni di ben altro tipo”.

L’intervista a Croci si è poi spostata sui contenuti del libro, in cui il cronista parla della sua città, San Benedetto del Tronto, “molto simile, anche grazie alla presenza del mare, alla vostra Brindisi. La città in cui tuttora mi rifugio, appena il lavoro me lo consente”.  “Da qui è nato il vento”, infatti, è un viaggio a ritroso tra personaggi, luoghi e aneddoti dell’infanzia del cronista. Un viaggio che parte da un episodio, una scena in particolare, che Croci vede rientrando da una delle sue tante trasferte per lavoro, quando tornando a San Benedetto ritrova la sua casa paterna ed il negozio di sua madre ridotti ad un cumulo di macerie. “Una scena che, per ovvi motivi, mi ha colpito e segnato molto – ha proseguito Croci – ma che tuttavia mi ha fatto comprendere come, da una ‘distruzione’ parta sempre un cambiamento, una evoluzione”.

E poi tanti gli aneddoti presenti nel libro. Alcuni legati a quando il giornalista era un bambino ed iniziò a lavorare come garzone nella bottega di Mariano Caponi, il barbiere vicino la sua casa, in via Montebello, la strada del mercato. Altri legati, invece, al mondo del calcio ed alla squadra che è stata fiore all’occhiello della sua terra, la Sanbenedettese, che è riuscita a raggiungere la serie B. Altri aneddoti ancora legati al suo esordio da giornalista, a Telecavo, una emittente privata del posto.

Ciò che si evince dal libro – è stato detto al termine della presentazione – è che nonostante la professione abbia portato il giornalista Mediaset a conoscere realtà e scenari ben diversi da quelli in cui è cresciuto, questo non ha scalfito neppure un po’ i ricordi e l’affetto verso il quartiere e le persone che lo hanno visto bambino.

Infine, spazio alle domande da parte sia dei giornalisti sia del pubblico presente che hanno mostrato interesse e curiosità per un personaggio che, nonostante i suoi 35 anni di esperienza e la sua notorietà consolidata nel mondo del giornalismo nazionale, ha mostrato una sensibilità ed una disponibilità rare che hanno impressionato favorevolmente i partecipanti. Un fatto, questo, dimostrato anche al termine della serata, quando Croci si è reso disponibile a farsi fotografare con chiunque glielo abbia chiesto e ad autografare, rigorosamente con dedica, i libri in vendita nel cortile delle Scuole Pie.

 

Brindisi, 29 agosto 2013

 

 

 

LE ULTIMISSIME SUL CONCERTO DI FEDEZ A BRINDISI

 

Info: Fondazione Nuovo Teatro Verdi 0831 229 230

Ancora poche ore e la città di Brindisi ospiterà l’evento clou della programmazione estiva allestita dall’Amministrazione comunale di Brindisi. Oggi, infatti, venerdì 30 agosto, con inizio alle ore 22.30, sul Piazzale Lenio Flacco, si terrà l’attesissimo concerto di Fedez, il rapper milanese diventato popolarissimo anche grazie ai suoi duetti ed alla partecipazione, in qualità di ospite, alla trasmissione televisiva di Mediaset Amici di Maria De Filippi. Artista tra i più promettenti del panorama della musica italiana, Fedez è diventato in poco tempo un fenomeno mediatico grazie alla popolarità nel web.

I suoi video, infatti, sono visti da milioni di ragazzi di tutte le età ed i suoi brani scaricati da centinaia di utenti. Per il rapper lombardo si tratta dell’unica tappa in Puglia e ad ingresso gratuito della tourneè estiva.


La novità delle ultime ore è che, considerata l’alta possibilità che numerose persone non riescano ad assistere al concerto, il sindaco Mimmo Consales ha deciso che farà allestire un maxi-schermo sul piazzale sottostante al Monumento al marinaio.  

 

FEDEZ.jpg


 

Mancano soli due giorni all’evento clou della programmazione degli eventi estivi allestita dall’Amministrazione comunale di Brindisi. Venerdì 30 agosto, infatti,  con inizio alle ore 22.30, sul Piazzale Lenio Flacco, si terrà l’attesissimo concerto di Fedez, il rapper milanese diventato popolarissimo anche grazie ai suoi duetti ed alla partecipazione, in qualità di ospite, alla trasmissione televisiva di Mediaset Amici di Maria De Filippi.

Artista tra i più promettenti del panorama della musica italiana, Fedez è diventato in poco tempo un fenomeno mediatico grazie alla popolarità nel web. I suoi video, infatti, sono visti da milioni di ragazzi di tutte le età ed i suoi brani scaricati da centinaia di utenti.

Per il rapper lombardo si tratta dell’unica tappa in Puglia e ad ingresso gratuito della tourneè estiva.


***

Info: Fondazione Nuovo Teatro Verdi 0831 229 230


remo dcrociMercoledì 28 agosto, alle ore 21,30, nella splendida cornice della Corte dell’ex Convento delle Scuole Pie (via Tarantini) il giornalista Remo Croci presenterà il suo ultimo libro “Da qui è nato il Vento” edito da “Inchiostroedizioni”. Croci, giornalista professionista, è nato a San Benedetto del Tronto, ed è inviato delle reti Mediaset. Ed è proprio in virtù della sua assidua presenza, per questioni professionali, in Puglia ed a Brindisi in particolare, che il cronista marchigiano ama definirsi “brindisino d’adozione”.

remo croci, pamela spinelli, brindisi, presentazione del libro, "da qui è nato il vento"

Nel corso della serata, intervistato dalla giornalista Pamela Spinelli, Remo Croci racconterà la sua ultima “fatica” letteraria, un viaggio a ritroso tra ricordi, aneddoti e personaggi della sua infanzia, vissuta nella cittadina marchigiana, San Benedetto del Tronto,  dove tuttora vive con la sua famiglia e dove si rifugia appena il lavoro glielo consente. Tante le foto presenti all’interno del libro, molte delle quali raffiguranti i personaggi maggiormente caratteristici del ventennio compreso tra gli anni ’60 ed ’80. Centinaia i nomi riportati all’interno del libro, ognuno con una storia e con aneddoti degni di essere raccontati.

 

IL LIBRO

 

copertina-libro-croci.jpg

E’ come se, in un giorno di luglio del 2013, Remo Croci fosse salito su una macchina del tempo. Una specie di congegno piazzato nel bel mezzo di via Montebello e avesse ripercorso, a ritroso, gli ultimi cinque decenni. Per la sua ultima fatica letteraria il giornalista Mediaset indossa i panni di un vero e proprio viaggiatore impegnato in un percorso tra tempo e memorie attraverso i personaggi, i luoghi e le vicende che, tutte insieme, hanno fatto la storia recente del cuore cittadino.

Chi ha vissuto in quell’intimo reticolato di stradine che compongono l’anima del centro sambenedettese, può ritrovare tra le pagine del libro personaggi spesso finiti in quel cassetto della memoria dove ognuno di noi finisce con l’accantonare la quotidianità che non è più tale. E così ecco riemergere la bottega di Romolo, la pizzeria di Osvaldo, le immancabili pallonate contro muri e finestre degli anni in cui erano le pochissime auto a dover fare attenzione ai bambini e non viceversa.

Quella di Croci somiglia alla macchina del tempo di Wells, sempre ferma nello stesso punto ma capace di voli pindarici da un’epoca all’altra. La rampa di lancio e di arrivo è quella di un tratto di strada abbracciato da un lato dalla casa natale dell’autore e dall’altro dalla barberia dove il futuro giornalista, poco meno che adolescente, ha scoperto il mondo dei grandi indossando la casacca di ragazzo di bottega.

Il viaggio si sofferma su luoghi storici e mai dimenticati come la Cantina di Mazzucche, la pizzeria di Osvaldo, le bancarelle del mercato settimanale con i caratteristici personaggi che riuscivano, tra mille sacrifici a portarle avanti. Tra le vie attraversate dal viaggio di Croci passano il carretto di frutta della “Palomma”, quello di cartoni di “Giusì” e quello tutto bianco dei gelatai della Veneta. E ai bordi di queste vie tutta una serie di figure che rispondono a un nome e, soprattutto, a un soprannome.

Gente che, in questi decenni, ha vissuto la via come una sorta di comune a cielo aperto, tutti uniti nella gioia per il ritorno in B della Samb del 1974, ugualmente compatti nel dolore e nella rabbia per la tragedia del Rodi di quattro anni prima. Il viaggio termina negli studi televisivi della Telecavo, nel suo primo giorno di lavoro da cronista dell’autore. Forse l’ultima volta in cui, quella via, ha potuto guardarla con gli occhi di un bambino.