SUOR CRISTINA: un commento a due voci….

Provo a dire la mia su Suor Cristina Scuccia, la giovane religiosa reduce da uno straordinario successo televisivo e successivo record di visualizzazioni su yuotube della sua performace canora.

Si, canora: suor Cristina ha cantato –non ballato: a quello ci pensa una certa suor Anna, sempre che sia ancora suora- dentro un programma della Rai (The Voice, mi pare si chiami. L’approssimazione –che può infastidire, lo so, è reale: tranne il pallone non guardo la televisione da un lustro or sono).

Il programma era condotto (non so se solo quella puntata. Ripeto: non vedo la televisione) da Raffaella Carrà, Piero Pelù (quello di El Diablo e che nei concerti criticava in modo scurrile Giovanni Paolo II) un DJ-rapper italiano che sapevo solo di nome –tatuato fino all’inverosimile, come Pelù- ed una donna che m’è parsa la più equilibrata.

Mi fermo qui perché temo d’aver già indisposto qualche lettore e “passo la palla” a chi è scrittore di professione. Tornerò a dir due o tre altre cose al termine:

Ammetterete che dissentire da trenta milioni di clic non è semplice. E poi anch’io mi sono commosso, anch’io ho ricliccato. Dopo però mi sono fermato a guardare dentro di me un clic vero non informatico che era scattato, un qualcosa che non va.
Escludo – come ho letto – di aver paura che suor Cristina perda la vocazione. Saranno attrezzate, queste orsoline. Ha il vantaggio che non patirà le invidie delle consorelle come accade in ogni professione, anzi quello che non escludo è di avere invidia io, per cui mi dico: ok, Mauro, piantala di stare a spaccare il capello in quattro: arrenditi e parlane bene pure tu. Lo faccio: la sua canzone è la cosa meno interpretata che si possa ascoltare. È proprio suor Cristina. Bene. Avanti con i complimenti. C’è una ragazza di 25 anni che ha un dono e lo dona. Ma non si dice sempre i giovani di oggi? i bamboccioni? eccoli, cantano, ballano e donano il dono. “Perché sei qui?” “ho un dono, ve lo dono”. Cavolo, è più madre questa di una madre con il figlio in braccio. “Sono una suora verissima”. Raffaella: non ci capisco più niente, evvai! Ricominciano le domande di senso e il cappello me lo levo davvero perché qui ci facciamo le domande che ormai vengono solo davanti allo Tsunami e alla mamma che uccide tre figlie: le domande che nascono dal dolore qui nascono dalla gioia, da una canzone a The Voice. Ce l’eravamo scordato che il senso della vita si trova anche nella gioia? male e suor Cristina ce lo ricorda. “Se avessi trovato te da bambino” dice J. Ax, uno che canta ohhh Maria, e non parla della Madonna ma della marijuana. E lei è emozionata di stare con lui e gli dice: “Mi hai trovata adesso!”. Mi hai trovata adesso! Questa frase viene diretta dal vangelo, domenica scorsa l’ha detta Gesù alla Samaritana “sono io che ti parlo” (Gv 4,26).
Alla decima volta capisco il mio problema. Alle chiacchiere con i big non si parla della canzone ma del fatto che è suora. È giudicata per la voce o per l’abito? una religiosa, che lo si voglia o no, è giudicata per l’abito che porta e non per quella che è. Se una monaca va scalza quando nevica qualcuno rimane edificato e qualcuno ride, e il tutto per l’abito, senza conoscerla. Con lei succede questo. J.Ax ha ragione quando dice che quello che funziona è mettere assieme il diavolo e l’acqua santa, ma sbaglia quando dice che dovrebbe cantar con lui e perché lei, la fusione, l’ha già fatta. Sr Cristina è tutte e due: monaca e Alicia Keys. Auguro a sr Cristina che il successo sia per la voce e non perché è suora, spero non sia una specie di Susan Boyle (che peralto ha dimostrato di essere bravissima e pure cattolica). Anche lei era un talent televisivo, anche lei segno di qualcosa: la bruttezza e la sfigataggine di vita redente da una voce meravigliosa.

Sicuramente lei e suor Cristina rompono lo stereotipo “la suora sta in convento e le brutte sfigate stanno a casa”, però a me piacerebbe che l’entusiasmo fosse per la voce e basta.
A me piace Gaetano Scirea. Nessuno sapeva che era cattolico fino a quando è morto. Allora poi fai due più due, per come era corretto, per come faceva il capitano, per come chiudeva un attacco avvesario. Ho trovato il clic dentro. Il mio sogno è che J.Ax e Pelù girandosi dicessero che voce!, però guardando una ragazza carina normale (carina-cantante), che arriva a 30 milioni di dischi (non di clic: Cristina te li auguro, i dischi) e che magari in un’intervista lascia cadere che con il fidanzato ci sta provando a non fare sesso prima del matrimonio anche se, insomma, è dura.
Lo so, io sono un prete normale e forse non capisco tanto la vita religiosa. Papa Francesco dice che i religiosi devono fare cose che colpiscono, ma a me non piace che il mercoledì stia senza ombrello quando piove.

Perché si prende l’influenza a stare bagnato un’ora prima dell’udienza e un’altra ora dopo. Io voglio che duri a lungo Papa Francesco e sono contento se – come sembra – cambia idea e usa l’ombrello. Io sono stanco degli eroi, non voglio più intitolare aereoporti a Falcone e Borsellino. Il pensiero che siano gli eroi a combattere la mafia è dannoso: esime dall’impegno quotidiano. Nella Lettera a Diogneto si dice che “i cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per il territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti, perché i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo”. Si parla dei primi cristiani. Cristina, Pelù, J.Ax &C, parlano del fatto che una suora canta così, non solo della tua voce. A loro – tutto sommato – va bene che una cristiana sia una suora, non va bene che sia cristiana una cantante normale. E tu, Cristina, sei fantastica ma normale non sei.
Allora Mauro, era meglio se non cantavo? no Cristina: hai fatto bene perché ci hai ricordato che l’unico abito che portiamo è la gioia. Ma adesso mi piacerebbe che la voglia di cantare venisse alla cristiana “ragazza qualsiasi “che non è segno di qualcosa e che sarebbe ascoltata solo per quello che è. E questo sarebbe merito tuo. –

Allora, facciamo un po’ d’ordine: le prime dieci/dodici righe sono scritte da me (io mi chiamo cosimo de matteis, molto lieto), poscia ho proposto l’articolo di don Mauro Leonardi (che è apparso stamane su Il Sussidiario.net e ripubblicato all’interno di “Come Gesù” il sito di don Mauro Leonardi) ed ora chiudo con queste ulteriori mie considerazioni. Eccole: Suor Cristina, un “fenomeno” di voce o di abito? È il titolo dell’articolo di Don Mauro. E la risposta non può che essere netta. Poi magari uno si dilunga, fa qualche digressione ma non si può eludere l’interrogativo. Ebbene, non lo eludo. E’ chiaro: è l’abito.

Ed aggiungo Credo che la lettura da parte di Don Mauro del “fenomeno Suor Cristina” (con o senza virgolette, ognuno decida) è davvero molto acuta e impregnata di buonsenso.
E di vero cristianesimo.

La voce è notevole (per quel pochissimo che ne capisco)
ma il successo
-e ricordiamoci sempre i criteri del mondo per valutare il successo e quello evangelico dei “frutti”-
è indubitabilmente legato al fatto che sia suora.

Se avesse avuto una voce così così i clic sarebbero stati 27 milioni (invece che trenta)ma 27 milioni di visualizzazioni sono comunque un successo.
Per il mondo.

SUOR CRISTINA: un commento a due voci….ultima modifica: 2014-03-26T16:23:33+00:00da dematteiscosimo
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