TOTA PULCRA 3

“Cari figli!
Pregate e siate coscienti che senza Dio siete polvere. Perciò volgete i vostri pensieri e il vostro cuore a Dio e alla preghiera. Confidate nel Suo amore. Nello Spirito di Dio, figlioli, tutti voi siete invitati ad essere testimoni.
Voi siete preziosi e io vi invito, figlioli, alla santità, alla vita eterna. Perciò siate coscienti che questa vita è passeggera. Io vi amo e vi invito alla nuova vita di conversione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Carissimi,

mi spinge a scrivervi una lieta ricorrenza di famiglia. Il prossimo 10 maggio compirà 90 anni l’arcivescovo emerito mons. Settimio Todisco . Nella discrezione e nel nobile riserbo che lo contraddistingue da quando ha lasciato la guida della diocesi – e anche in considerazione delle inevitabili limitazioni che l’età impone – egli mi ha pregato sentitamente di non pensare a manifestazioni speciali intorno alla sua persona. Comprendo e rispetto il suo desiderio.

MONS. TODISCO

Al tempo stesso mi preme cogliere questa fausta occasione per invitare l’intera diocesi a pregare per lui , esprimendogli così, nel modo più bello, i nostri sentimenti di affetto, di gratitudine e di ammirazione. Operosa e feconda è stata la lunga giornata terrena che la Provvidenza ha concesso a mons. Todisco fino ad oggi. E ad multos annos ancora gli diciamo, perché la sua presenza silenziosa e orante continui ad accompagnare il cammino della nostra Chiesa locale.

Tanto egli ha tanto lavorato per questa amata diocesi . Nella città di Brindisi, da giovane sacerdote, si è speso generosamente come rettore del Seminario, insegnante di religione e assistente degli universitari cattolici. Poi è stato vicario generale in Ostuni , godendo la piena fiducia del Vescovo e interpretando il suo ruolo con fedeltà intelligente e solerte . Rientrato nella terra di origine dopo il breve periodo di episcopato a Molfetta, per l’arco di ben 25 anni è stato tra noi Pastore illuminato e aperto, equilibrato e saggio, nella linea tracciata dal Concilio Vaticano II.

Sempre attento e delicato verso le persone, pur senza rinunciare all’occorrenza al servizio dell’autorità, ha preferito abitualmente far maturare e convincere, anziché forzare e imporre. Essenziale e sobrio nel suo stile personale, con il suo costante esempio ha educato a non cercare forme esteriori, manifestazioni eclatanti ed eventi con larga risonanza, quanto piuttosto la formazione delle coscienze, la crescita delle persone, la corresponsabilità ecclesiale, la testimonianza della vita. “ Corde et fide ”, con il cuore e con la fede : più che un motto da abbinare a un blasone, è stato veramente la sintesi del suo modo di essere e l a connotazione tipica del suo agire.

Al suo cuore ora sia caro l’omaggio corale che gli rende, insieme a me , tutta la diocesi. Alla sua fede sia motivo di gioia il senso ecclesiale che anima il nostro ricordo e la nostra preghiera per lui , al felice compiersi dei suoi 90 anni !

+ Domenico CALIANDRO Arcivescovo di Brindisi – Ostuni

MONS. DOMENICO CALIANDRO

TOTA PULCRA 3

“Cari figli,

io vostra Madre, sono con voi per il vostro bene, per i vostri bisogni e per la vostra personale consapevolezza.
Il Padre Celeste vi ha dato la libertà di decidere da soli e affinché da soli comprendiate.
Io desidero aiutarvi.

Desidero esservi madre, maestra di verità, affinché con la semplicità del cuore aperto, conosciate l’incommensurabile purezza e la luce che da essa proviene e rompe le tenebre, la luce che porta la speranza.
Io, figli miei, comprendo il vostro dolore e la vostra sofferenza: chi vi potrebbe comprendere meglio di una madre?
E voi, figli miei?

Pochi sono coloro che mi comprendono e che mi seguono.
Grande è invece il numero di coloro che si perdono, coloro che non hanno conosciuto la verità in mio Figlio, perciò apostoli miei, pregate e operate, portate la luce e non perdete la speranza, io sono con voi.
In modo particolare, sono con i vostri pastori: con cuore materno, li amo e li proteggo perché loro vi guidano al Paradiso che mio Figlio vi ha promesso.
Vi ringrazio.”

MURGE 21 APR 14Primo Maggio, giorno di gite fuori porta. Che poi posson esser fatte anche al di fuori di questo giorno, anzi è pure meglio: c’è meno folla.

Noi italiani siam fortunati: non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. E’ così bello il nostro Paese che basta solo spostarsi un po’ per “scoprire” luoghi meravigliosi. Certo, c’è chi si ingegna –soprattutto per le ferie estive- di trovare luoghi esotici, lontanissimi (spesso pur’essi affollatissimi).

Spiagge, monti, fiumi, valli…

Si rischia di scordare che siamo già perennemente immersi in una valle. E che, volenti o nolenti, dobbiam percorrerla, star in essa. Si, certo: è la valle del titolo. Il trovarci in una lacrimarum valle non deve spaventarci. Né toglierci la gioia. L’importante è aver la consapevolezza di esserci, di trovarci lì, in quella valle.

Mica il saperlo è pessimismo, anzi. La persona saggia ed avveduta sa bene che è così. Spiace, semmai, per chi cerca di dimenticarlo. Certo, è tipico della giovinezza –ed ancor più della adolescenza- il cercare la felicità piena ed assoluta. Nulla di male, per carità. Ci mancherebbe altro. Ma normalmente uno dovrebbe comprendere che –come è proverbiale- la felicità piena non è di quaggiù.

E’ triste constatare che, sovente, imputiamo la colpa di questo ad altre persone. E’ frequentissimo il ritenere la causa della nostra infelicità una o piu persone. Con quel che ne consegue: tante volte pensiamo (o pure lo diciamo esplicitamente!) “se non fosse per quella persona sarei felice!”

Quando si insinua tale insano pensiero (fisiologico, diciamo così, per un tredicenne. Il fatto grave è che si arriva agli anta, e pure ben oltre, con tale errata convinzione) si diventa capaci di tutto. Anche dell’omicidio. O dell’odio sviscerato che degenera talora nel “volere male” (letteralmente). Ed il volere il male di una persona, oltre ad esser peccato, può portare anche a cose orripilanti. Il riferimento è ai malefici, al ricordo a maghi, cartomanti e santoni.

Ed invece quanta saggezza vi è nell’accettare, placidamente, le avversità. Che non mancano mai nella nostra valle. E’ ben risaputo che è un inganno (diabolico) il ritenere come un rimedio la “eliminazione” della persona che ci nuoce. Quand’anche essa non ci fosse più (magari per “merito” nostro!) ci accorgeremmo di come la infelicità non p scomparsa ma, anzi, è aumentata.

Affidiamoci, dunque, a Lei, che questa valle l’ha percorsa, eccome. Ed anzi, la conosce palmo a palmo più della migliore guida turistica! E se siamo gementi e piangenti Ella è ancor più propensa a soccorrerci. E nessuno come Lei è felice del nostro sorriso.