sacro cuoreOggi, venerdì 27 giugno 2014, è la festa del Sacro Cuore di Gesù. Una solennità molto sentita nella cristianità. L’impulso maggiore venne dalle Divine manifestazioni di cui fu favorita la santa francese, suora visitandina, Margherita Maria Alacoque (e successivamente dalla nascita dell’Apostolato della Preghiera).

Nella nostra realtà diocesana la solennità è vissuta in modi diversi: particolare giornata è per la parrocchia brindisina di Via Appia –retta dai Sacerdoti Salesiani- che è appunto intitolata al “Sacro Cuore”.

26 giugno 2011 + altre 058Presso la Parrocchia di “Cristo Salvatore”, al quartiere Sant’elia, la giornata coincide con il secondo giorno del Triduo in preparazione della festa di Cristo Salvatore (in programma Domenica 29 giugno): sono “mobilitati” tutti gli aderenti, associati e simpatizzanti dell’Apostolato della Preghiera.

Va ricordato inoltre che è anche la giornata per la Santificazione Sacerdotale.

Infine un appuntamento in provincia: presso il “Villaggio Sos” sito in Ostuni ricorre il 50° Anniversario della Fondazione (ed il 45° dell’inizio delle attività). Si terrà, alle ore 18 una manifestazione celebrativa. Alle 19 la Santa Messa.

VILLAGGIO SOS OSTUNI

SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE (e la Devozione al Sacro Cuore di Gesù)

 

Le promesse di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque

per i devoti del suo Sacro Cuore

1) Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2) Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise.

3) Li consolerò nelle loro afflizioni.

4) Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5) Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere.

6) I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia.

7) Le anime tiepide si infervoreranno.

8) Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione.

9) Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata.

10) A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò loro il dono di commuovere i cuori più induriti.

11) Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato.

12) Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti coloro che si comunicheranno al Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà il loro asilo sicuro in quell’ora estrema.

TOTA PULCRA 3“Cari figli!

L’Altissimo mi dona la grazia di poter essere ancora con voi e di guidarvi nella preghiera verso la via della pace.

Il vostro cuore e la vostra anima hanno sete di pace e d’amore, di Dio e della sua gioia.

Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e nella preghiera scoprirete la sapienza del vivere.

Io vi benedico e intercedo per ciascuno di voi davanti al mio Figlio Gesù.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,15-20.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;
un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere».

CIELO

Oggi la Chiesa ci propone nella Liturgia un passo del Vangelo di Matteo. Con tutti i miei personali limiti e con tutte le difficoltà è il vangelo che ho sempre cercato di vivere e che, tuttora, provo a mettere in pratica. Naturalmente non sempre ci riesco ma ho totale fiducia in quello che Gesù stesso ci dice. Riporto proprio queste parole: Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate?

MURGE 21 APR 14Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani.

Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.

Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue preoccupazioni. A ciascun giorno basta la sua pena.

maggio 2011 032Io non conosco di persona i lettori –saltuari o “fedeli” – di questo mio blog. Però mi sento di chiedervi un favore: una preghiera in suffragio di una persona morta questa notte. Si, è morto le prime ore di oggi, mercoledì 18 giugno 2014, Antonio Petronelli.  Antonio –per tutti Tonino- lascia questo mondo a soli 52 anni. Primogenito maschio di una numerosa famiglia -11 fra fratelli e sorelle- lo ricordo negli anni della mia infanzia in quello che era –ed ancor oggi è- un piccolo grande mondo ossia Piazza Andrea Mantegna.

Naturalmente Tonino non abitava più in piazza Mantegna ma sovente ci ritornava. Ed era sempre piacevole vederlo e salutarlo. Così come sul posto di lavoro (presso la stazione ferroviaria di Brindisi). Sorridente, simpatico, scherzoso. Una delle ultime volte che lo vidi fu abbastanza traumatico per me: già minato dalla malattia ma manteneva intatte le sue caratteristiche prima descritte.

Nelle ultime settimane avevo saputo del suo aggravamento, ed ho subito pregato per lui. E’ morto questa notte ed ha incontrato il Creatore. E’ sempre dolorosa la morte, ma essa ci richiama alla transitorietà della vita terrena. Siamo di passaggio quaggiù. Come pellegrini, viandanti. Ce lo ricorda spesso la Regina della Pace nelle sue apparizioni, soprattutto a Medjugorje. Ed è così: giova molto il  ricordarcelo a vicenda, ricordarcelo spesso, senza inutili superstizioni o scongiuri.

Siamo solo di passaggio quaggiù in questi pochi anni di vita sulla terra. La vera vita è quella eterna: quaggiù siamo chiamati a conoscere, amare e servire Dio. Ora Tonino comprende bene questa semplice verità, perché vede nitida la Verità. Perché ha incontrato il Suo Signore, quel Gesù che ha detto “Io Sono la Via, la Verità, la Vita”.

Nel rinnovare l’invito a pregare per l’anima di Tonino, e per i suoi parenti tutti (lascia moglie e due figlie giovanissime) e nel comunicare che il funerale sarà domani alle 10, giovedì 19 giugno, presso la chiesa “SS. Resurrezione”(quartiere Cappuccini), intendo salutarlo con commozione assicurandogli la mia povera preghiera di suffragio. Le mie condoglianze ai suoi cari –in particolare ai fratelli Maurizio, Roberto ed Enzo ed alla sorella Cristina- in unione di preghiera. Addio Tonino, ci vedremo Lassù (spero) dove Dio tergerà ogni lacrima dal nostro volto e dove non vi sarà più lutto né dolore. E saremo sempre nella gioia piena.

Sul numero odierno de “La Nuova Bussola Quotidiana” appare un articolo del Direttore Riccardo Cascioli. Lo riportiamo integralmente perchè affronta una questione che non si può più far finta di non conoscere:

Come avevamo previsto a caldo subito dopo il voto per le elezioni europee, la schiacciante vittoria di Renzi porta ad accelerare il processo di disgregazione della famiglia (leggi qui). Uno degli effetti immediati sarà infatti l’approvazione di una nuova legge sulle unioni civili (ma sarebbe meglio dire sulle unioni gay) che saranno di fatto un para-matrimonio. L’intenzione di procedere velocemente in questo senso l’ha manifestata lo stesso Renzi sabato all’Assemblea del Partito Democratico, ricordando che si trattava di una promessa fatta in campagna elettorale. Il compito poi ora gli è certo facilitato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale di cui abbiamo diffusamente parlato (leggi qui).

E ieri l’Unità apriva la prima pagina proprio presentando «la legge sulle unioni gay» che il governo vuole approvare a settembre, tema a cui il quotidiano fondato da Antonio Gramsci ha dedicato anche ampi servizi all’interno. Secondo quanto riferito dall’Unità il progetto sulle unioni civili è in effetti particolarmente rivolto alle unioni di persone dello stesso sesso che potranno godere di tutti i diritti delle coppie sposate ad eccezione dell’adozione: è prevista però la possibilità di adottare il figlio o la figlia del partner. Conviventi eterosessuali invece si dovranno accontentare dei “patti di convivenza”, una forma di riconoscimento più lieve. Il motivo di questa distinzione lo spiega la stessa Unità: «La filosofia è che mentre le coppie omosessuali non possono unirsi in matrimonio, le coppie etero possono sposarsi e quindi se non si sposano è perché non lo vogliono fare e quindi non possono essere estesi a loro i diritti ma anche i doveri che discendono dal matrimonio».

In pratica, come si vede, l’idea di fondo è quella di consentire i matrimoni gay senza chiamarli con questo nome: l’ultimo passaggio – come già messo in rilievo per il caso Gran Bretagna – seguirà dopo un po’ di tempo quando tutti si saranno assuefatti all’idea delle coppie gay così che la legalizzazione del matrimonio vero e proprio sarà indolore (leggi qui).

Ma in realtà l’equiparazione al matrimonio è già presente in questo progetto di legge, solo l’ipocrisia fa sì che non venga chiamato in questo modo.

Chissà se Avvenire e Sir continueranno a definire Renzi «cattolico vero» e adeguato interprete della Dottrina sociale della Chiesa (vedi qui); certo fa impressione notare che nell’intervista all’Unità il sottosegretario alle riforme Ivan Scalfarotto, relatore del disegno di legge sull’omofobia, parlando di Renzi usa le stesse categorie di Avvenire, Sir e dell’editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia: «Il premier può fare queste cose – dice Scalfarotto – perché non ha retaggi ideologici ma da uomo di governo si rende conto che ci sono emergenze e bisogni che emergono dalla società a cui c’è da dare una risposta senza perdersi in posizionamenti tattici. Così sulle unioni civili nessuno potrà mai accusarlo, lui cattolico praticante, di brandire ideologicamente certi temi. Sa ascoltare gli altri anche su temi che non gli sono familiari e io che vengo da un’altra storia apprezzo questa scelta di non girare intorno ai problemi, ma di affrontarli e risolverli».

Ecco di nuovo teorizzato il catto-pragmatismo, come se affrontare i problemi e risolverli fosse un valore in sé a prescindere dai criteri usati. È vero che in Italia già la sola idea che qualcuno provi a cambiare qualcosa sembra una novità assoluta, ma credo non sfugga a nessuno la consapevolezza che quello che conta davvero sia la visione del mondo che porta a riconoscere i problemi, a ordinarli secondo una priorità e a suggerire i criteri con cui affrontarli. Anche Hitler e Stalin sapevano affrontare i problemi e risolverli,peccato che il loro modo di muoversi creasse qualche problema a centinaia di milioni di persone. E non c’è dubbio che in Italia non si sono mai fatte tante riforme come durante il ventennio fascista. E ancora: anche le agenzie delle Nazioni Unite fanno tanto per risolvere il problema della povertà, solo che la loro concezione del mondo fa sì che pensino che la soluzione stia nell’eliminare direttamente i poveri con aborto, contraccezione e sterilizzazioni di massa.

Il problema è che sul tema della famiglia, nel mondo politico assistiamo a una omologazione culturale che è davvero impressionante. Il recente voto alla Camera sul divorzio breve lo ha messo chiaramente in evidenza: salvo pochi “ribelli” e la Lega anche i partiti del centrodestra si sono schierati compatti a favore di una legge che già banalizza il senso del matrimonio e della famiglia. E sulle unioni gay non c’è da aspettarsi granché di diverso: anche per alcuni di coloro che provengono dal mondo cattolico vige il pragmatismo della poltrona da salvare. O peggio: magari mettono a rischio la poltrona in occasione del voto sulla riforma del Senato, ma mai l’hanno fatto per salvare la famiglia o la libertà di educazione.

Di fronte a questo spettacolo deprimente, soltanto dalla società può partire una ribellione che coinvolga anche le parti più sensibili del mondo politico e delle gerarchie ecclesiali. Da più parti si evoca un secondo Family Day – che nel 2007 riuscì a fermare la proposta di legge sui Dico, le unioni civili di allora -, o comunque una mobilitazione nazionale che ne faccia rivivere lo spirito. È venuto il momento di pensarci seriamente.

Tratto da “La Nuova Bussola Quotidiana”, martedì 17 giugno 2014.

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-cattolico-verovuole-unioni-gay-tempodi-mobilitarsi-9496.htm