«Cari figli
con materno amore vi prego: amatevi gli uni gli altri!
Che nei vostri cuori sia come mio Figlio ha voluto fin dall’inizio: al primo posto l’amore verso il Padre Celeste e verso il vostro prossimo, al di sopra di tutto ciò che è di questa terra.

Cari figli miei, non riconoscete i segni dei tempi?
Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo, accade perché non c’è amore?
Comprendete che la salvezza è nei veri valori, accogliete la potenza del Padre Celeste, amatelo e rispettatelo. Camminate sulle orme di mio Figlio.
Voi, figli miei, apostoli miei cari, voi vi radunate sempre di nuovo attorno a me perché siete assetati, siete assetati di pace, di amore e di felicità.
Dissetatevi dalle mie mani!

Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura.
Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori, perché mio Figlio ama con cuore puro ed i cuori puri amano mio Figlio.
Solo i cuori puri sono umili e hanno una fede salda.
Io vi chiedo cuori del genere, figli miei!

MED 2 NOV 12

MEDJUGORJE – MESSAGGIO DEL 2 OTTOBRE 2014

LE SUE PAROLE - Padre Pio scrisse spesso del suo amore per la Madre di Dio, ricordandoci di “porgere il nostro orecchio al Suo cuore materno ed ascoltare i Suoi suggerimenti, sarà allora che sentirete nascere in voi tutti i migliori desideri per raggiungere la perfezione”. Egli considerava la Madonna la grande forza capace di indirizzare e armonizzare che sta dietro al Santo Sacramento della Penitenza, ed affermava che “per capire e per mettere meglio a frutto il Sacramento, dovete affidare voi stessi alle ispirazioni ed alla guida della Beata Vergine”.

LE SUE PAROLE – Padre Pio scrisse spesso del suo amore per la Madre di Dio, ricordandoci di “porgere il nostro orecchio al Suo cuore materno ed ascoltare i Suoi suggerimenti, sarà allora che sentirete nascere in voi tutti i migliori desideri per raggiungere la perfezione”. Egli considerava la Madonna la grande forza capace di indirizzare e armonizzare che sta dietro al Santo Sacramento della Penitenza, ed affermava che “per capire e per mettere meglio a frutto il Sacramento, dovete affidare voi stessi alle ispirazioni ed alla guida della Beata Vergine”.

Sinodo, divorziati/risposati, Papa Francesco: ecco chi getta benzina sul fuoco

La questione del divieto di accedere alla Comunione per chi si trova in permanente situazione di peccato è oggi in primo piano.

La questione del divieto di accedere alla Comunione per chi si trova in permanente situazione di peccato è oggi in primo piano.

Avete tre minuti? Bene. Allora dedicateli a questo articolo. Leggetelo con calma. Se uno vuole realmente comprendere il clima creato attorno al Sinodo della famiglia (la annosa questione dei divorziati/risposati et cetera) non deve far altro che legger piano piano quanto ha pubblicato oggi Riccardo Cascioli e che riproponiamo integralmente. Buona lettura e, naturalmente, i commenti sono aperti. (cdm)

La strategia è chiara: far passare quanti difendono la dottrina tradizionale della Chiesa in fatto di famiglia e matrimonio – vescovi, cardinali, teologi – come “nemici del Papa”, che tramano nell’ombra con strategie senza precedenti, come addirittura un libro in cui riaffermano la validità della visione della Chiesa contro i tentativi di trasformarla in qualcosa di simile a una denominazione protestante. Loschi figuri che vogliono discutere pubblicamente di cose di cui si dovrebbe parlare soltanto durante il Sinodo, e che impongono una discussione soltanto sulla comunione ai divorziati risposati quando il Sinodo dovrebbe occuparsi di tante altre sfide che riguardano la famiglia.

Ieri avevamo già commentato l’editoriale sul Corriere della Sera di Alberto Melloni, ma il Corriere insiste, stavolta con Massimo Franco, che cerca di ricostruire ancora più precisamente questo clima da congiura di palazzo contro lo spirito innovatore di papa Francesco. E a dare man forte ci pensa anche La Stampa, che addebita ai cardinali “conservatori” un clima da guerra da cui ovviamente il cardinale Walter Kasper rifugge, lui – si confessa a Vatican Insider – ha posto solo delle questioni, peraltro «in accordo con il Papa»: nessuna volontà di cambiare la dottrina, ci mancherebbe, ma solo domande su come aiutare persone e coppie nei casi complessi.
Ovviamente, ieri giornali, radio, tg ripetevano la parola d’ordine: cardinali escono allo scoperto contro il Papa, e via di questo passo.

Il Papa

Come abbiamo spiegato ieri, la realtà è ben diversa. Ma non solo non c’è alcun attacco al Papa – casomai c’è il tentativo di Melloni e soci di arruolarlo – ma tutta la ricostruzione del dibattito pre-sinodale è palesemente mistificatoria, tesa a dividere i padri sinodali tra una parte cattiva e mentalmente chiusa (i difensori della dottrina, diventata ormai una parolaccia) e una tutta dedita alla misericordia, dentro e fuori la Chiesa. Si ripropone il vecchio schema del Concilio Vaticano II.
Basta però avere un minimo di memoria storica per ricordare che a scatenare un’offensiva sulla comunione ai divorziati risposati e a farlo diventare tema unico del Sinodo sono stati invece proprio Kasper e soci, tanto che questa testata a un certo punto ha sentito il bisogno di proporre una serie di articoli per spiegare continente per continente le vere sfide che la Chiesa deve affrontare in fatto di famiglia. Altro che divorziati risposati, un problema che comunque riguarda una piccola minoranza nei soli paesi occidentali.
Ricordiamo allora brevemente come sono andate le cose. Quando papa Francesco all’inizio di ottobre 2013, ha annunciato il doppio Sinodo (straordinario e ordinario) dedicato alla famiglia, è stato come se il trombettiere avesse suonato la carica: immediatamente esplode il caso della diocesi di Friburgo, dove l’allora arcivescovo nonché presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zoellisch, difende un vademecum preparato dalla sua diocesi per accompagnare il cammino spirituale di separati, divorziati e divorziati risposati in cui è previsto un percorso per i divorziati risposati che li porti a riaccostarsi alla Comunione.

PADRE LOMBARDI Immediata la reazione della Santa Sede: il portavoce padre Federico Lombardi parla di «fuga in avanti» e dice che non c’è alcun cambiamento nella posizione della Chiesa sui divorziati risposati.

In Germania la situazione è calda, allora l’Osservatore Romano pubblica il 22 ottobre un intervento – originalmente pubblicato in tedesco alcuni mesi prima – del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, che spiega come il dibattito non significhi che tutto possa essere messo in discussione e che non si può trasformare la misericordia in una sua caricatura. Intervengono allora – con interviste ai giornali – l’appena nominato segretario del Sinodo, Bruno Forte, e il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Vincenzo Paglia, ad affermare che al Sinodo «si parlerà di tutto» e che non possono esserci delle pregiudiziali dottrinali.

È con la pubblicazione del Questionario distribuito a tutte le conferenze episcopali che però si aprono le cataratte. I giornali di tutto il mondo titolano sui cambiamenti dottrinali in materia di famiglia che ormai sono ineluttabili per la Chiesa cattolica. In realtà il questionario riguarda tutti gli aspetti possibili che riguardano la famiglia ed è preceduto da un documento introduttivo che fissa dei paletti dottrinali ben precisi alla discussione. Catechismo della Chiesa cattolica, esortazione apostolica Familiaris Consortio ed enciclica Humanae Vitae – che tanti episcopati non hanno ancora digerito – sono indicate come fonti di sicuro riferimento.
Ma è come se non fosse stato scritto: a dare materiale ai giornali ci pensano (siamo intorno al 10 novembre) anche il cardinale austriaco Christoph Schonborn e il cardinale tedesco Reinhard Marx. Il primo, al termine dei lavori della Conferenza episcopale austriaca afferma che «sul Sinodo ogni questione è aperta»; il secondo attacca invece direttamente Muller affermando che il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Chiesa «non può bloccare la discussione» sui divorziati risposati. E a conferma che il problema non è solo pastorale, ma dottrinale, Marx aggiunge che un gran numero di fedeli non può del tutto comprendere «che una seconda unione non è accettata dalla Chiesa». E a dare seguito a questa affermazione arrivava anche il rifiuto dell’arcivescovo Zollitsch di bloccare le linee guida per la comunione ai divorziati risposati. E anche altri vescovi tedeschi intervengono sulla stessa linea.
Muller replica all’inizio di dicembre, parlando con un giornale tedesco, negando che abbia intenzione di chiudere il dibattito. Ma, ha detto, «l’insegnamento di Cristo e della Chiesa non possono essere oggetto di discussione». E questo perché «il credo religioso non deve essere confuso con un programma di partito, che può essere sviluppato a seconda dei desideri degli appartenenti a quello stesso partito». La responsabilità pastorale, infatti, «deve basarsi sulla dottrina».

IL CARDINALE WALTER KASPER

IL CARDINALE WALTER KASPER

Concetti molto semplici, nessuna “guerra” ma difesa di una posizione pesantemente attaccata. Ed è a questo punto che entra in scena anche il cardinale Walter Kasper che all’inizio di dicembre viene intervistato dal settimanale Die Zeit e si dice quasi certo che entro breve tempo le persone divorziate e risposate potranno accedere ai sacramenti. Kasper ribadisce la necessità di «riforme, modifiche e aperture» su certi temi e ha sottolineato che i divorziati risposati devono avere la possibilità di «partecipare pienamente alla vita ecclesiastica». E questo perché «ciò che è possibile a Dio, cioè il perdono, deve valere anche per la Chiesa». Contrariamente a quel che si vuol fare credere oggi, è evidente che la posizione di Kasper e compagnia non ha una prospettiva soltanto pastorale, ma punta diretta al cambiamento della dottrina.

Davvero sconcertanti le parole dette dal Cardinale dell'Honduras Maradiaga: ha accusato il confratello nell'Episcopato e Cardinale -Kasper- di essere "troppo Tedesco" e cioè ottuso e chiuso.

Davvero sconcertanti le parole dette dal Cardinale dell’Honduras Maradiaga: ha accusato il confratello nell’Episcopato e Cardinale -Kasper- di essere “troppo Tedesco” e cioè ottuso e chiuso.

Muller peraltro diventa un bersaglio costante, c’è un sistematico tentativo di screditarlo che raggiunge il vertice nell’intervento di un altro cardinale, l’honduregno Oscar Rodriguez Maradiaga, che addirittura in una intervista a un giornale tedesco in gennaio sembra prendersi gioco del prefetto dell’ex santo Uffizio: «Penso di capirlo – dice Maradiaga -. È un tedesco, si deve dirlo, è anzitutto un professore di teologia tedesco, nella sua mentalità c’è solo il vero e il falso. Però io dico: fratello mio, il mondo non è così, tu dovresti essere un po’ flessibile, quando ascolti altre voci. E quindi non solo ascoltare e dire no».
Tra gennaio e febbraio inoltre cominciano ad arrivare i questionari dalle varie Chiese locali: nelle intenzioni del Papa sarebbero dovuti restare riservati, e invece gli episcopati di Germania, Svizzera, Austria – fortemente schierati per la comunione ai divorziati risposati – fanno trapelare le risposte che vanno ovviamente in quella direzione. L’obiettivo è chiaro: appellarsi ai questionari per chiedere il cambiamento della dottrina su famiglia e omosessualità. Ed è chiara anche la richiesta di superare la Humanae Vitae, quasi l’enciclica di Paolo VI fosse stata un brutto incidente di percorso.PAOLO VI

Finora, a contrastare questa offensiva che gode del grande sostegno della stampa laicista di tutto il mondo, è il solo Muller, peraltro soltanto con gli interventi citati. Qualcosa cambia con il Concistoro del 21 e 22 febbraio, dedicato alla famiglia, nel quale la relazione principale viene dal Papa affidata proprio al cardinale Kasper. Qualcuno la legge come una scelta di campo, ma c’è da dubitarne visto che questo è il Concistoro in cui viene consegnata la porpora cardinalizia a Muller, appena riconfermato alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede.
La relazione di Kasper che, nella parte finale, apre alla possibilità della comunione per i divorziati risposati suscita dure reazioni da parte di altri cardinali e – per quello che è dato sapere – la discussione è stata molto animata. Il fatto che la relazione di Kasper diventi pubblica – è anche stata messa in commercio – fa sì che escano allo scoperto anche alcuni dei suoi critici. Così ecco il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna – uno dei “cattivi” che secondo Corriere e Stampa manovra contro il Papa – spiegare in una lunga intervista al Foglio tutti i punti di disaccordo. Altri cardinali a questo punto intervengono nella critica a Kasper.

Alla fine, il libro di cui tanto si parla in questi giorni – Permanere nella verità di Cristo, editrice Cantagalli –, che sarebbe un’operazione editoriale senza precedenti, è la raccolta dei loro interventi sull’argomento, altro che macchinazione anti-Papa.
Peraltro non è che si fermi l’offensiva pro-Kasper. E il 21 marzo sull’argomento interviene colui che è stato nominato segretario generale del Sinodo, il neo-cardinale Lorenzo Baldisseri, che mette in soffitta la Familiaris Consortio e sostiene la necessità di «attualizzare la dottrina» in materia di famiglia. Anche perché, spiegherà in aprile al mensile Jesus, non esiste un solo modello di famiglia.
Si va avanti così fino ad oggi, ed ecco la nuova strategia: si rovescia la realtà e si fa credere che Muller e Caffarra abbiano dichiarato guerra al Papa; e Kasper, nell’intervista di ieri a Vatican Insider, si presenta come un agnellino che i lupi vorrebbero sbranare.
Un anno fa dicevano che non si doveva bloccare il dibattito, ora cercano di chiudere la bocca a chi non si allinea al loro progressismo. E possiamo stare tranquilli che da qui al 5 ottobre, quando il Sinodo inizierà, ne vedremo ancora delle belle.
RICCARDO CASCIOLI

(Articolo pubblicato sul giornale “La Nuova Bussola Quotidiana” il giorno 19 settembre col titolo “Chi vuole la “guerra” al Sinodo” . Link diretto all’articolo: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chi-vuole-la-guerra-al-sinodo-10367.htm)

JAGUAR

Non amo il lusso –anzi: lo fuggo- e pertanto neppure le auto lussuose. Va più che bene una modesta macchina usata purché cammini. E mai, naturalmente, prenderei una macchina senza pagarla. Si, dico una ovvietà eppure. Sapete che ci sono persone che non le pagano? E’ una vecchia storia e non ho voglia di tornarci. Ma magari più avanti ritornerò sulla vexata quaestio.

(e scegli, naturalmente, Radio Maria)

 

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E’ la votazione popolare “My Best” , dove gli ascoltatori e gli internauti sono chiamati a sostenere radio, programma e personaggio preferiti, esprimendo la propria preferenza online fino al 15 settembre.

 

Clicca sul link seguente:

http://www.cuffiedoro.it/interna_voto_category.php?id=21

e vota la tua Radio Preferita!

 

RADIO MARIA

“Cari figli!

 Pregate per le mie intenzioni perché Satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace.

Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi.

I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio.

Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

***

Le parole della Vergine Santa sono fin troppo chiare e, in molte regioni di questo mondo, questa è già una terribile realtà con incredibili prove, sofferenze e morte:

Questo il messaggio in lingua inglese:

***Dear children! Pray for my intentions, because Satan wants to destroy my plan which I have here and to steal your peace.

Therefore, little children, pray, pray, pray that God can act through each of you.

May your hearts be open to God’s will.

I love you and bless you with my motherly blessing.

Thank you for having responded to my call***

http://dongabrieleamorth.wordpress.com/2014/08/25/satana-vuole-distruggere-e-rubarvi-la-pace/

Oggi, martedì 5 agosto, è il compleanno della Beata Vergine Maria.

TOTA PULCRA 3

Si, lo so bene: per alcuni -cattolici inclusi- è una affermazione ininfluente, falsa e/o addirittura priva di senso.

A malapena viene “tollerata”  -parlo sempre di pochi- la festa liturgica della Natività (8 settembre)..

figuriamoci poi l’odierna data che, come molti sanno, deriva da una rivelazione privata, da parte della stessa Vergine, a dei veggenti. Se poi si aggiunge che ci riferiamo a Medjugorje -una delle mariofanie più “contestate” allora il quadro è completo!

Qui non si vuole insistere

(semmai solo rimandare a questo articolo del Sussiario.net: “MARIA NASCENTE – Quel “doppio compleanno” che attreversa la fede di venti secoli” dello scrittore Rino Cammilleri http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2012/9/8/MARIA-NASCENTE-Quel-doppio-compleanno-che-attraversa-la-fede-di-20-secoli/319058/ ) ed allora almeno ricordiamoci che è comunque una festa mariana: la Madonna della Neve cui è legata la costruzione della grandiosa Basilica romana di Santa Maria Maggiore.

Auguri!

Cari figli, il motivo per cui sto con voi, la mia missione, e’ di aiutarvi affinché vinca il bene, anche se questo adesso a voi non sembra possibile.

So che molte cose non le comprendete, come anch’ io non avevo compreso tutto quello che mio Figlio mi insegnava mentre cresceva accanto a me, ma io gli credevo e l’ho seguito.

Questo chiedo anche a voi di credermi e di seguirmi, ma figli miei, seguire me significa amare mio Figlio al di sopra di tutti, amarlo in ogni persona senza distinzione. Per poter fare tutto ciò io vi invito nuovamente alla rinuncia, alla preghiera e al digiuno.

Vi invito affinché la vita per la vostra anima sia l’Eucaristia. Io vi invito ad essere miei apostoli della luce, coloro che nel mondo diffonderanno l’amore e la misericordia.

Figli miei, la vostra vita e’ solo un battito in confronto alla vita eterna. Quando sarete di fronte a mio Figlio, lui nei vostri cuori vedrà quanto amore avete avuto.

Per poter nel modo giusto diffondere l’amore io prego mio Figlio affinché attraverso l’amore vi doni l’unione per mezzo suo, l’unione tra di voi e l’unione tra voi e i vostri pastori.

Mio Figlio sempre vi si dona nuovamente attraverso di loro e rinnova le vostre anime. Non dimenticate questo. Vi ringrazio.

IL PERDONO DI ASSISI

 Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell’Indulgenza, che va sotto il nome di “Perdono d’Assisi”, e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini. Milioni e milioni di anime hanno varcato questa “porta di vita eterna” e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra il 2 Agosto (“Festa del Perdono”).
L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla Confessione e alla Comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da San Francesco e Santa Chiara, stato di vita iniziato da entrambi alla Porziuncola.
L’evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di San Francesco d’Assisi.
COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L’INDULGENZA DEL PERDONO
Una notte dell’anno del Signore 1216, Frate Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella Chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa Chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande -gli disse il Signore-, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione.
Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”.
Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”.
E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò:
“Come, non vuoi nessun documento?”.
E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.
E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”. (FF 3391-3397)
CONDIZIONI PER RICEVERE L’INDULGENZA PLENARIA
DEL PERDONO DI ASSISI
(per sé o per i defunti)

Tale indulgenza è lucrabile per sé o per le Anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l’anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, visitando una qualsiasi altra Chiesa francescana o Basilica minore o Chiesa Cattedrale o parrocchiale.

Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:

1) Confessione sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);

2) Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;

3) Visita alla Chiesa della Porziuncola (o un’altra Chiesa francescana o Chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere. In particolare:

Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;

Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;

UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.