Santoro (PDL): Consales stia tranquillo, D’Attis ha la fiducia di tutto il partito.

Da lui usati toni inqualificabili. Aspettiamo di sentire e di capire quale futuro immagina per Brindisi sul piano dello sviluppo.

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Le  dichiarazioni del Sindaco Consales rese con i soliti toni di chi mal sopporta ogni sia pur legittima osservazione sul suo operato, mi impongono di intervenire per riportare il dibattito sul piano della politica, ammesso che il Sindaco sia in grado di coglierne l’occasione.
Sino ad oggi abbiamo letto soltanto farneticanti dichiarazioni sull’operato (quale?) di questa amministrazione. Abbiamo letto di tante inaugurazioni di opere indubbiamente valide e complesse che necessariamente hanno avuto bisogno di lunghi momenti di programmazione e di realizzazione, che non possono condensarsi nell’ultimo anno.
Al capogruppo del PDL D’Attis che faceva osservare tale situazione, il Sindaco ha risposto con un documento non qualificabile. Un Sindaco consapevole delle sue competenze e della sua responsabilità avrebbe certamente risposto, con ben altri toni, su di un piano squisitamente politico.
Il susseguirsi delle legislature fa si che ci siano Sindaci che programmano e Sindaci che inaugurano.

Brindisi non fa eccezione, nella misura in cui chi governa ha una visione di città, programmando e pianificando le opere di largo respiro per il futuro di Brindisi. È accaduto per Mimmo Mennitti, accade oggi per Consales, in virtù del principio della continuità amministrativa.

La domanda che va posta oggi al Sindaco Consales è, qual è la sua visione di Brindisi, cosa lascerà da inaugurare al prossimo Sindaco.


Consales amministra Brindisi da oltre un anno, la luna di miele con i cittadini (e con la sua maggioranza politica) sembra essere finita. Non basta più prendersi i meriti nelle cerimonie inaugurali e addossare agli anni del centrodestra tutte le responsabilità per i malfunzionamenti, i disagi, i ritardi, etc. è un gioco che non funziona più e i toni sempre più nervosi del Sindaco ne sono la riprova.
Piuttosto Il Sindaco ci dica qual è la sua visione di città. Aspettiamo di sentire e di capire quale futuro immagina per Brindisi sul piano dello sviluppo.


Per quanto riguarda poi le valutazioni circa gli equilibri interni del PDL cittadino, il Sindaco farebbe bene a guardare in casa propria, dove le delusioni e le conseguenti fibrillazioni sono note. Capisco che egli voglia coprire le proprie difficoltà inventando situazioni inesistenti come quella del PDL. Consales stia tranquillo, Mauro D’Attis ha la fiducia e il sostegno di tutto  il partito che non è stato e non è impegnato in alcuna attività di emarginazione di chicchessia ed è pronto ad affrontare i futuri impegni per la città.
Su un punto sono d’accordo con Consales: purtroppo non ci sono appuntamenti elettorali imminenti, perché la città dimostrerebbe a lui ed alla sua maggioranza di aver capito l’errore fatto con il voto dello scorso anno.
Il PDL è pronto a qualunque appuntamento elettorale, Sindaco Consales lei lo è?

Pietro Santoro – Segretario cittadino PDL Brindisi

 

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SIENA: Kasun 6 , Brown 18, Eze 12, Carraretto 7, Rasic 9, Kangur 9, Sanikidze 9, Ress , Lechthaler, Janning, Hackett 7, Moss 15. Allenatore: Banchi.

BRINDISI: Viaggiano 11, Robinson 4, Reynolds 8, Formenti 10, Fultz 4, Ndoja , Simmons 7 , Zerini 3, Gibson 17, Grant 1. Allenatore Bucchi.

Parziali: 25-17, 43-42, 67-54, 92-65

 


Se in ambito calcistico risulta abbastanza complicato stabilire quale sia la squadra maggiore della regione –ne abbiam parlato proprio di recente- altrettanto non si può dire della pallacanestro: la regina indiscussa del basket pugliese è Brindisi. Anzi: forse con una forzatura ci fregiamo del titolo di “stella del sud” (la forzatura è tale: Reggio Calabria, Napoli e soprattutto Caserta hanno storicamente qualcosa piu di noi) che era, fra parentesi, uno striscione che campeggiava dai tempi di Via Ruta: io lo riproposi in uno scritto del 98 o del 99 e da allora è tornato in auge. Mica voglio i diritti d’autore (non l’ho certo inventato io!) ma vorrei solo dire che tale appellativo sarebbe finito nel dimenticatoio senza la mia modesta rievocazione.

Ecco, come è inevitabile(almeno: per me lo è) nel parlar di basket il discorso tocca il passato. Ma, fortunatamente e non per caso!, Brindisi ha un presente radioso sicché il nostro indugiare nel passato non è un “rifugiarsi” negli allori degli scorsi decenni ma un fisiologico considerare  come un meraviglioso continuum la storia della pallacanestro brindisina.

Storia che continua: oggi, mercoledì 26 settembre 2012, Brindisi inizia il suo ennesimo campionato nella massima serie nazionale. E, come ben sapete, si gioca contro i pluri Campioni di Italia (palla a due  alle 20.30). E pazienza se non torneremo da Siena con i due punti: come ha scritto Pompeo Barbiero “la squadra partirà in condizioni di inferiorità tecnico-atletiche a causa dei vari contrattempi che  hanno impedito a coach Bucchi di avere fin dall’inizio della preparazione il roster al completo”. Ed ha aggiunto che è un peccato non potersela giocare in condizioni “normali”. Ad ogni modo, già tre giorni dopo arriva a Brindisi Varese e bisognerà pur “bagnare” questo nuovo Torneo con una bella vittoria. E se giunge stasera –come nel sogno-visione di Piermassimo Proto, noto tifoso della New Basket Brindisi- allora festeggeremo. Con un bel brindisi, naturalmente!

cosimo de matteis

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Roster Enel Basket 2012

 

 4 VIGGIANO Jeffrey Donald – ala 1984  ITA

 

6 ROBINSON Antywane Frederick – ala  1984  USA

 

7 REYNOLDS Scottie Michael – play-guardia  1987  USA

 

9 FORMENTI Matteo – guardia  1982  ITA

 

11 MILOSEVIC Stevan – pivot  1985  MNE

 

12 FULTZ Robert – play 1982  ITA

 

13 NDOJA Klaudio – ala 1985  ITA

 

14 SIMMONS Cedric – pivot  BUL

 

15 PACELLA Daniele – guardia-ala 1994  ITA

 

16 PORFIDO Alessandro – guardia-ala 1993  ITA

 

19 ZERINI Andrea – ala 1988  ITA

 

22 GIBSON Jonathan Mychal – play-guardia 1987  USA

 

32 NIKOLAIDIS Prodromos – guardia-ala  1978  GRE

 

33 LEGGIO Gianmarco – ala 1994  ITA

 

34 ROSATO Antonio J. – ala 1995  ITA

 

35 PREITE Elio – ala  1994  ITA

 

45 GRANT Harvey Jerai – pivot  1989  USA

 

Allenatore:  BUCCHI Piero
Vice Allenatore:  MICHELUTTI Daniele
Preparatore atletico: SIST Marco
Medici:  MANCA Sandro – D’ANDRIA Giuseppe – GIOIA Piero
Massaggiatori:  LONGO Rino – CAIULO Salvatore
Osteopata :  PEDIO Salvatore

*

 

Presidente  Antonio CORLIANO’
Vicepresidente  Fernando MARINO
Vicepresidente  Luigi BAGNATO
Amministratore Delegato  Giuseppe MARINO’
General Manager  Santi PUGLISI
Direttore Sportivo  Renato NICOLAI
Team Manager  Maurizio CARONE
Resp. Marketing  Enrica IGNAZZI
Addetto stampa  Enrica IGNAZZI
Addetto stampa  GianPiero LOFOCO
Segreteria  Carlo GUADALUPI
Resp. sito Internet  Giovanni MEMBOLA
Resp. statistiche Lega  Claudio QUARTA
Resp. Settore Giovanile  Claudio OLIVIERI

 

 

AQ7STPHCAV3IVTSCAN20LEACA5EIRYQCAOP12CJCAFEP7KACAHA0QRFCA4R92P8CA9GKNN9CAR6LVU7CAHD5TXSCAVFSOCJCAKX4A4PCAOQMC26CAVZ5CH9CA96EFRUCAU5TUSCCAFQCAQVCAVYZUZI.jpgIl frate Cappuccino San Lorenzo da Brindisi (al secolo Giulio Cesare Russo) è l’unico santo della città di Brindisi. L’unico. Ecco. San Lorenzo e basta. Almeno finora. E pertanto si mettano l’anima in pace coloro i quali – ci sono davvero, sapete?- vanno raccogliendo informazioni (talora “estorcendole” e/o senza chiedere nessun permesso, registrando all’insaputa di chi parla – è reato, no?- “testimonianze” talmente irrilevanti da fare ridere) perché hanno in animo di presentare in Diocesi una richiesta ufficiale per la istituzione di una fase diocesana di un improbabile processo di beatificazione riguardo alcuni concittadini. Parliamo chiaro: uno dei PRE-requisiti acchè la Chiesa possa anche solo pensare di iniziare un Processo di Beatificazione ed istruirlo è la fama di santità. E che io sappia nessun concittadino è morto in odore di santità. Certo, qualcuno forse dopo essere morto ha fatto poco purgatorio, o forse qualche anima eletta è andata direttamente in Cielo (chessò, penso a Don Beniamino Elefante –che, peraltro, era sanvitese- o a Don Quirico Terrulli –pure lui non brindisino- o la stessa Grazia Balsamo, Francesca Morelli. Son i primi nomi che mi son venuti alla testa di anime che con ogni probabilità non han fatto neppure un giorno di purgatorio). Magari un centinaio- o poco più- nell’ultimo secolo. Ma la santità –intesa come Canonizzazione- rimane un fatto esclusivo di Giulio Cesare Russo. Il quale, divenuto Religioso, non tornò mai più a Brindisi. E, a quanto pare, le notizie che gli giungevano dei nostri concittadini dell’epoca –clero incluso- non erano proprio edificanti, anzi.

E, oggi come ieri, la città di Brindisi non è proprio una fucina di anime sante. E’ certamente esagerata la nomea –“brindisini: latri e assassini”– ed è persino ingenerosa rispetto ad una comunità di quasi centomila persone. Però, ricordiamo: questa è la città di sindaci arrestati e finanzieri uccisi dalla criminalità; dei medici e dipendenti Asl arrestati perché non andavano a lavoro e quella delle pulizie gli timbrava il cartellino a tutti; del piu alto numero di sinistri simulati (“ponci”) e tante altre cose tipo l’abusivismo selvaggio e prepotente, i posti pubblici ricoperti in buona parte da raccomandati di partito e (micro?)criminalità dilagante.

Mò i miei concittadini che leggono si risentono. E’ normale: quando tocchi un  nervo scoperto fa male. Epperò, nel giorno del nostro santo Patrono, abbiamo un po’ di umiltà: invece di schermirci (e magari ringraziare chi ci aiuta a comprendere certe realtà) e/o accusare e/o offendere preghiamo questo nostro Concittadino illustre, ed illustre principalmente perché santo. Questo Dottore della Chiesa, questo Cappuccino (scommettiamo che molti solo ora “scoprono” che San Lorenzo era francescano?) santo ed innamorato della Vergine Santa ci aiuti. Si, aiuti questa sventurata Città. E cominci proprio dalle “autorità” e via fin all’ultimo bimbo appena nato o al concittadino piu stupido (io). Un discorso a parte va fatto per la Chiesa: si, Benedetto XVI ha parlato del fango della Chiesa. Ma, attenzione amici a non confondere le parole di un santo (lui si) Papa, ultra ottuagenario e che ben conosce le piaghe che affliggono il Corpo Mistico di Cristo, con le critiche senza raziocinio – e spesso pregiudiziali e figlie della ignoranza- verso la Chiesa di persone che in chiesa non ci vanno dal giorno del matrimonio (o del funerale del nonno o dell’amico morto tragicamente) e che non si confessano da trenta o 40 anni. O peggio ancora con le blasfeme stupidaggini di chi diffonde messaggi sedicenti “celesti” contro i preti e le (presunte) loro nefandezze. La Vergine non fa altro che dirci di amare la Chiesa e di pregare per i nostri Pastori: solo un visionario eterodiretto e forse indemoniato può raccontare delle allucinazioni così strampalate e, ripeto, blasfeme. E comunque la Chiesa, nella fattispecie, ha fatto il suo dovere: ogni battezzato ha da adeguarsi ed ubbidire. Punto, parentesi chiusa. Torniamo ai nostri “aspiranti santi” (e pure taumaturghi, mi riferiscono) e ribadiamo: nessuno, in Brindisi, è morto in concetto di santità. Si eviti di diffondere “culti” spropositati in modo piu o meno lecito. Si abbia la umiltà di accogliere benevolmente le parole di chi vi parla e prova a correggervi. Non abbiate la stolta imprudenza di ostinarvi o, peggio, attaccare. Conosco molto piu di quanto ho scritto fin qui e non avrei altro che mettermi a scrivere ulteriormente e svergognare ancora i disubbidienti e gli immorali. Accogliete l’invito: pregate, pregate San Lorenzo. Lui ci farà capire quanto siamo distanti da una vera ed autentica conversione. Lui, che quella chiesa-santuario l’ha fatta costruire e donata alla città, ci farà capire quanto è importante, utile e benefico per le nostre vite il recarci lì, davanti a Gesù Eucaristia, solennemente esposto ogni giorno nella “sua” chiesa. E li c’è l’anziano e bravo don Mario: lui è un Sacerdote secondo il cuore di Cristo ed è confessore esperto. Vi ricordo, fratelli, che siam tutti peccatori e che se i peccati non ce li perdona , tramite il Sacerdote nel Sacramento della Confessione, Iddio poi ci troverà carichi di fardelli pesantissimi e maleodoranti. Non attendiamo la morte per confessarci: spesso si muore all’improvviso e non c’è tempo. E non c’è bisogno che dico quale è il rischio concreto di chi muore in peccato mortale. Ed è peccato mortale anche – e soprattutto- il vivere situazioni stabili e permanenti di peccato: adulterio, convivenza. Queste cose le sappiamo, e se qualcuno non lo sapeva mò lo sa.

Per concludere: lasciate perdere visionari e guaritori, maghi e cartomanti, prostitute ed amanti. E, una buona volta, convertiamoci. Ci aiuti, in questo duro ma necessario percorso, la Vergine Santa ed il nostro concittadino San Lorenzo da Brindisi che Le era così devoto.

 

cosimo de matteis

D'ATTIS: “GARANTIREMO UN FUTURO BRILLANTE ALLA CITTA' DI BRINDISI”, elezioni al comune di brindisi, mauro d'attis, centrodestra, angelino alfano, pdl,

Angelino Alfano e Mauro D’Attis in Piazza Vittoria, Brindisi 3 maggio 2012


 

Apriamo una “vertenza Brindisi” a livello nazionale per salvaguardare la città sul piano ambientale e dello sviluppo. La regione lo ha fatto a Taranto, ignorandoci completamente. Ci penseremo noi, appena andremo al governo della città”, dice D’Attis.

“Il popolo del centro destra e i brindisini non hanno nessuna voglia di tornare indietro, al contrario vogliono andare avanti veloce, rimboccandosi le maniche verso un futuro migliore. Noi governeremo per essere  protagonisti e la presenza ieri sera di Angelino Alfano, davanti ad una piazza gremita come da molto tempo non si vedeva, testimonia la volontà, anche della politica nazionale, di guardare a Brindisi come una città disponibile a credere nei suoi giovani, nella sua università, nella sua cultura, nel suo porto, nel suo sociale. Apriamo una “vertenza Brindisi” a livello nazionale per salvaguardare la città sul piano ambientale e dello sviluppo. Per avviare le bonifiche che devono essere pagate dallo Stato. La regione lo ha fatto a Taranto, ignorandoci completamente. Ci penseremo noi, appena andremo al governo della città. Siamo liberi e forti per farlo, siamo puliti, non abbiamo alle spalle grandi industrie che ci sovvenzionano. Siamo la Brindisi  vera, quella che governerà la città per i prossimi dieci anni”.

 Lo dichiara Mauro D’Attis, candidato sindaco per la coalizione del centro destra al comune di Brindisi, a conclusione della sua campagna elettorale.

D'ATTIS: “GARANTIREMO UN FUTURO BRILLANTE ALLA CITTA' DI BRINDISI”, elezioni al comune di brindisi, mauro d'attis, centrodestra, angelino alfano, pdl,

 

www.maurodattis.it

 


 

 

download 1 gen 01 027.jpgLo STEMMA della Città di BRINDISI.jpgParlo a titolo personale, e del resto a nome di chi altri potrei o dovrei parlare? Però è bene che io lo puntualizzi per evitare ogni fraintendimento e/o strumentalizzazione. Chi parla è cosimo de matteis. Di più: il cittadino-elettore cosimo de matteis. E basta.

Ebbene, è giunta la eco di un accordo raggiunto fra un movimento localistico leccese (credo si chiami regione salento lu sule e lu ientu, o qualcosa del genere) ed il Popolo della Libertà. Qualcuno ha parlato (e scritto) di “patto di ferro” con una enfasi che non riusciamo a comprendere. Poi, come ogni cittadino di buonsenso, mi son informato ed ho visto trattasi di una cosa che riguarda esclusivamente la puppitania e che non tange la nostra Terra. Oddio: sempre da cittadino/elettore con precise simpatie per il centrodestra (alleato in Europa alla grande famiglia del Partito Popolare) non mi entusiasma comunque la cosa ma, come si dice, son affari loro.

Il problema sorgerebbe semmai nel momento in cui tale accordo potesse avere ripercussioni sugli attuali equilibri politici della città di Brindisi: Mauro D’Attis guida una ampia coalizione –che, con buona probalità sarà vincente- che unisce tutto il Popolo della Libertà (le due tre defezioni lasciano il tempo che trovano. Anzi, come diciamo a Brindisi “tanta valunu”) ma che ha aggregato attorno a se anche altre forze politiche nazionali –pensiamo a La Destra o l’Alleanza di Centro- e alcune Liste Civiche (su tutte ricordiamo “Brindisi Avanti Veloce” che si preannuncia come la vera sorpresa di queste Amministrative). Bene. Hic manebo optime. O, per restare al nostro vernacolo, a ci stà buenu e va circandu guai. Già. E cosa altro sarebbe se non, appunto, un guaio il confluire nella sana coalizione che intende proseguire il ciclo virtuoso condotto con passione e coraggio da Mennitti di elementi totalmente estranei ad essa?

Mi spiego, provo a farlo. A parte la ovvia considerazione (mica tanto banale, però) che le megacoalizioni rischiano di diventare delle armate brancaleone sgangherate e perdenti (e per andare sul concreto si pensi alle fallimentari esperienze dei due governi prodi o, ancor prima, alla gioiosa  macchina da guerra che il comunista occhetto pensava nientemeno di fermare Silvio Berlusconi).

Ma oltre al discorso della eterogeneità e della frammentazione si tratterebbe di un non trascurabile errore sul piano politico: gli avversari, come sempre a corto di argomenti oltre alla trita e ritrita demonizzazione (parentesi: in tre anni bersani, in ogni dichiarazione, ha solo detto che Berlusconi era il male della nazione) avrebbero un assist straordinario che, appunto, coprirebbe (certo, sarebbe una foglia di fico o poco più. Però…) la titale mancanza di progettualità. Sarebbe un invito a nozze per certa intellighenzia nostrana: già li vedo blaterare di “solita destra razzista che sposa l’ennesimo progetto di divisione di stampo leghista” o cose simili –eh gia: in settanta anni di vita e di professione ancora commettono gli stessi errori e cioè mentire, demonizzare, ferire la verità, sfigurarla.

Nessun politologo, ma neanche uno da quattro soldi, si sognerebbe di accostare il fenomeno Lega (che, un giorno, nel bene o nel male, finirà sui libri di storia) con altre cose. E del resto abbiamo visto, proprio nell’ambito del centrodestra, la breve vita e la morte di alcuni soggetti politici quali DCA o MPA che cullavano ambizioni di consenso e di potere soffiando sulla spinta localistico (in realtà son serviti solo ad alcuni per raggiungere certe poltrone, nullatro).

E, per parlare della nostra regione, si pensi all’ambizioso progetto di quella ex missina ed i danni provocati al territorio (le saremo grati per averci regalato vendola a via capruzzi, nonostante scandali ed arresti di uomini del terlizzese coll’orecchino).

Ed infine: cosa c’entra Brindisi col salento? Chi ha nostalgie della vetusta Terra d’Otranto si aggreghi pure: la Costituzione prevede il passaggio di un paisotto da una provincia ad un’altra. Non è complicato: un po’ di firme, un referendum e cellino (o lizzano, o san pancrazio) passano sotto lecce.Punto. Che necessità c’è –se non appunto smodate ambizioni personali- di creare una fantomatica regione salento?

A Taranto riderebbero di gusto solo all’idea ed io pure. Anzi: mi sono quasi già pentito di aver fatto pubblicità a sbafo a qualcosa di inutile e persino irrazionale. Verrebbe pure da aggiungere, ma non lo farò, che intruppare pure questi significherebbe un “tornare indietro” altro che andare avanti come Domenico Mennitti ci sprona a fare per il bene della città. Quel passato, quelle brutture non esistono più: morte e sepolte. Il riciclo, del resto, va di moda su altri lidi (dove, evidentemente, son di bocca buona e si caricano tutto). Noi siamo un cosa diversa.

 

cosimo de matteis

Ieri è venuta Paola Binetti a Brindisi. Non farò un bell’articolo o un servizio: c’erano tanti operatori e colleghi molto più bravi e titolati di me , ci penseranno loro a riferirvi le parole della Senatrice romana dell’Udc. Oppure lo farà l’impeccabile Addetto Stampa dell’Ente che ha organizzato il Convegno. Io dico solo due tre cose, anzi pure di meno. Facciamo così: ne dico solo una così vi faccio risparmiare tempo. Ed è questa: la signora Binetti è una persona timorata di Dio. Direte: “dov’è la notizia?”. E magari aggiungerete: “non è quella cattotalebanPAOLA BINETTI A BRINDISI 13 FEB 12a dell’opus dei col cilicio?” con la variante/aggiunta dei militanti piddì “meno male si è tolta dalle scatole!”. Scusate la terminologia, che poi non sono parole mie: ripeto gli stolti slogan. Certo, mia madre mi ha insegnato che le parolacce neppure si ripetono. Ma ho detto solo le cose entro il limite della decenza -piu o meno – dette riguardo questo grande medico prestato alla politica. Molti degli ex compagni (di strada, di partito) della Binetti neppure sanno esattamente cosa sia il timor di Dio. Ed è anche inutile provare a spiegarlo: dopo un po’ ti ridono in faccia e ti guardano con saccente sufficienza : “è un povero cattolico” pensano tra loro (e certe volte non si limitano a pensarlo ma cotanto filosofema fuoriesce dall’encefalo ed approda alle corde vocali). Pazienza. Beati voi quando….

Ecco. Senza volerlo (senza volerlo?) vi ha riferito una dei messaggi più importanti che la Senatrice ha voluto trasmettere all’uditorio (in vero abbastanza modesto. Come numero, non fraintedete). Create una rete dei buoni, ha detto. Ma solo i buoni, i giusti hanno compreso.

C’erano dieci giusti fra noi?

Richiesta all’Assessore della Sanità Tommaso Fiore, al Consigliere Maurizio Friolo, vice Presidente Commissione Sanità, alla Giunta Regionale Pugliese e a tutti i Politici della nostra Provincia.

Il sottoscritto Fortunato Giancarlo di Brindisi, obbligato a pagare parecchi euro al mese di ticket, pari ad 1 euro per ogni ricetta, che Voi avete deciso di introdurre dal 2 gennaio 2001 per sanare il PASSIVO SANITARIO REGIONALE causato non dai Cittadini ma da chi non ha saputo amministrare,

chiede

di sapere da qualcuno di Voi Politici che si sente d’essere più trasparente, quando questo sfruttamento finirà? Inoltre, si spera (con questa crisi) che non si arrivi ad imitare il Governo Centrale che da alcuni decenni, ogni aumento aggiunto con le accise sui carburanti per brevi periodi, le ha lasciate per sempre.

Chiede inoltre, che i Cittadini sappiano il Governo Regionale quanto ha incassato dai milioni di ricette farmaceutiche e tutti gli altri ticket e se ancora non fossero sufficienti, togliere il ticket almeno ai disagiati coi redditi bassi.
Sarebbe ora che qualcuno si interessasse seriamente per la soluzione di alcuni problemi di sopravvivenza prima di arrivare al collasso.

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