LOGO ASD APPIA DON BOSCO BRINDISILe partite dei campionati giovanili generalmente non hanno un grande seguito di pubblico: un po’ di genitori e qualche addetto ai lavori. Ma tanta è la passione che anima queste gare dei giovanissimi calciatori. E c’è chi, con l’ausilio che le nuove tecnologie offrono, prova ad offrire una eco: giornalismo in erba, si direbbe. Effettivamente in alcuni casi sussistono persone che hanno una passione innata per la cronaca, il racconto ed ecco che vi parliamo di Samuele Avantaggiato un tredicenne brindisino che, sfruttando saggiamente le opportunità che l’informatica offre, ha organizzato un vero e proprio “battage” simil-giornalistico per seguire le gesta dell’Appia Don Bosco, società calcistica locale, affiliata alla Figc, che appunto disputa i suoi campionati. In particolare Samuele segue la squadra dell’Appia che prende parte al Campionato “Giovanissimi Provinciali”.

Il torneo in questione, organizzato dalla Figc di Brindisi –presieduta da Ferdinando Distante- conta ben 21 squadre, divise in due gironi. Girone all’italiana, con gare di andata e ritorno. Due tempi di 35 minuti e tanto entusiasmo. L’Appia milita nel Girone B e, ad onor del vero, non ha racimolato molti punti in classifica. Ma questa è una cosa abbastanza normale nei settori giovanili (anche negli altri sport succede lo stesso) dove non è infrequente il verificarsi di risultati roboanti e diverse squadre in classifica a quota zero. Ma, è bene ribadirlo, è una cosa assolutamente normale.

E torniamo al “lavoro giornalistico” di Samuele Avantaggiato: anzitutto si è ingegnato di dare una copertura informativa all’Appia. E non si limita a pubblicare post su facebook: tramite una piattaforma apposita (“spreaker” si chiama) presente in rete Samuele parla, intervista, racconta le partite dell’Appia Brindisi. Ed ha il suo seguito: altri appassionati si collegano a spreaker ed ascoltano i suoi servizi e le sue radiocronache.

La formazione dell'Appia Don Bosco Brindisi che disputa il Campionato Provinciale "Giovanissimi".

La formazione dell’Appia Don Bosco Brindisi che disputa il Campionato Provinciale “Giovanissimi”.

Né solo questo: assieme ad altri amici si è organizzato per fare delle riprese video e trasmetterle utilizzando il medesimo sistema.

Non ci credete? Ed allora fate così: sabato 4 gennaio , attorno alle tre del pomeriggio, andate su questo link: http://www.spreaker.com/user/5996363 e vedrete coi vostri occhi. In quella occasione la piccola redazione organizzata da Samuele racconterà la gara tra Appia Don Bosco Brindisi e Mariano Carone Oria e qui cedo la parola allo stesso Samuele: la radiocronaca partirà dalle ore 14:50 del 4 Gennaio. La partita sarà: Appia Calcio-Mariano Carone Oria. Faremo un ampio post-partita e pre-partita. Il commento sarà di Samuele Avantaggiato e di Matteo Sergi. Nel finale ci saranno anche le interviste. La sera stessa dopo l’incontro verrà pubblicato il servizio video del match. Le riprese saranno affidate a Lorenzo Papeo. La squadra dell’Appia Calcio è allenata da Luigi Carrisi e Andrea Giudice. Fischio d’inizio alle ore 15:00 presso il campo  della Cedas Avio Brindisi di Sant’Elia.”

Ecco, cos’altro aggiungere? Per informarvi sul campionato in questione ora riporto le partite in programma per quella Giornata che è l’Ottava del girone d’andata. A titolo informativo il Girone è guidato da due squadre della provincia ossia Fasano ed Olimpia Carovigno ma pure gli oritani della “Mariano Carone” puntano ai primi posti. Ma sabato dovranno vedersela coi ragazzi dell’Appia. E Samuele Avantaggiato racconterà la partita.

GIRONE B – Ottava Giornata

3 GEN h.14.30 Fasano-Olimpia Francavilla (Campo di Montalbano)

4 GEN h.14.30 Appia Don Bosco Brindisi-Mariano Carone Oria (Campo Cedas)

4 GEN h.14.30 Olimpia Carovigno-Nitor Brindisi Sq.B (Campo di Carovigno)

4 GEN h.18 Euro Sport Academy-Brindisi (Precampo Brindisi)

6 GEN h.17.30 Virtus Francavilla-Atletico Ostuni (Campo Francavilla)

6 GEN h.14.30 San Vito-Soccer Team Fasano (Campo di San Vito dei Normanni)

giovanissimi_provinciali

Riportiamo questo episodio perchè è sintomatico delle situazioni che spesso si verificano nell’ambito del calcio giovanile. Chi frequenta questi campi sa bene che è una costante. E che la “reazione” di mister Birindelli non può essere biasimata. Ecco il fatto:

BIRINDELLI

Finalmente un gesto da incorniciare che speriamo resti scolpito nelle menti di tanti genitori che non prendono nel giusto modo l’avventura nel calcio dei propri figli. Una partita fra bambini che si deve concludere per una motivazione assurda, rissa verbale fra due papà e anche della stessa squadra.

Due papà lanciatissimi in giudizi tecnici ma soprattutto, nell’offesa facile, troppo facile. Il campionato, che si chiama Esordienti Fai Play, non è stato evidentemente “registrato” negli appunti dei focosi genitori-tecnici presenti sul campo di Putignano alla periferia di Pisa.

In campo la squadra del Settore Giovanile dei nerazzurri pisani e i pari età dell’Ospedalieri, ragazzi di undici e dodici anni. Un giocatore del Pisa sbaglia l’appoggio che per sua sfortuna finisce preda dell’avversario, il quale, innesca un contropiede che si conclude con un gol. Dalla tribuna un papà urla “levalo!!!” ma il “consiglio tecnico” non viene raccolto dal Mister che è un esperto vero del rettangolo verde trattandosi di Alessandro Birindelli, 39 anni, ex Juve, vice di Bonetti allo Zambia e alla Dinamo Bucarest, oltre che Mister della Pistoiese.

Il “suggerimento” viene ripetuto con foga fino a quando, il padre del ragazzo preso di mira perde la pazienza e gli risponde in modo altrettanto concitato. Birindelli a quel punto chiede il time-out e si porta sotto la tribuna per sedare gli animi mentre i ragazzi restano attoniti: “o la smettete o ce ne andiamo” queste le parole dell’ex difensore bianconero. La gara ricomincia, ma purtroppo, anche la lite e a quel punto le squadre interrompono ed escono dal campo. Birindelli non accetta: “del risultato non mi interessa, certi atteggiamenti sono vergognosi, se fanno così non hanno capito niente. Voglio prima di tutto educazione, rispetto e sportività, la voglio dai giocatori e dai genitori”. I ragazzi sono dalla sua parte e gli dicono che ha fatto bene e anche noi, non possiamo aggiungere che condividiamo.

Troppo spesso accade di constatare che i primi che devono essere educati sono i giocatori altrimenti, i giocatori del futuro che sono i figli, non capiranno mai.

Bravo Mister

ENOCH BALOTELLI.jpgIl trasferimento di un calciatore ventenne in una squadra del Campionato Regionale di Eccellenza non sarebbe proprio una notizia da prima pagina. Però il ventenne in questione è il fratello del piu noto Mario Balotelli (o anche “supermario” se preferite) ed allora tutto ciò che riguarda Enoch Barwuah diventa una notizia che è, si, di calcio ma anche un po’ di “gossip”.

Ad ogni modo, proviamo di far il punto della situazione: Enoch, come il fratello Mario, è un calciatore. Non gioca in Serie A né nella Premier League però gioca. Ruolo attaccante. Negli ultimi giorni era parso imminente il suo arrivo in Puglia, destinazione Manduria (un tiro di schioppo dalla tristemente nota Avetrana) per indossare la maglietta biancoverde della locale squadra di pallone. Il Manduria gioca in Eccellenza, un campionato regionale, ma per Balotelli Junior va bene lo stesso. La tifoseria già sogna, la squadra potrà puntare alla promozione in Serie D ed il Manduria avrà il suo Balotelli.

Tutto bene fin giorno 26 quando:  “Enoch Barwuah ha avuto un imprevisto e ha rinviato il suo arrivo a Manduria. Ma la trattativa continua”. E’ Silvio Allegro, direttore sportivo del Manduria, che ha fatto questa dichiarazione.

E così ieri, venerdì 27, si sono “scatenati” i siti web: e quelli che seguono il calcio locale ma anche quelli specialisti in gossip.

Potremmo far un florilegio delle diverse versioni date ma noi ci fermiamo a quella ufficiale fornita dalla Società anche se, sempre nel pomeriggio di ieri, una Testata specializzata di calciomercato, rivela di avere in esclusiva le dichiarazioni dell’agente di Enoch Balotelli. Le riportiamo così come sono state pubblicate: “Confermo – esordisce Giorgio Timpani, agente di Enoch Barwuah, ai microfoni di Calciomercato.it -, la trattativa non si chiuderà per motivi, soprattutto personali. C’è stato un ripensamento, dunque Enoch non giocherà per il Manduria. Mancanza di visibilità? Ripeto, si sono valutati tutti gli aspetti e alla fine si è deciso così. Futuro? Ci sono varie situazioni in ballo, vedremo. Il suo desiderio è quello di giocare in Italia“, ha concluso Timpani a Calciomercato.it.”

Ecco, pare davvero sfumare, quindi, il sogno del Manduria di avere il suo Balotelli. Però domani chissà. Vi terremo informati.

 

flora.jpgAbbiamo già, più volte, evidenziato la serietà del Presidente Flora fin dal suo arrivo a Brindisi e la sua cortese saggezza nel rapportarsi con la città (tifoseria, istituzioni e, in genere, con tutto l’ambiente). Il lavoro, svolto in sinergia con la società del Monopoli, di “preparazione” del derby fra le due squadre ne è solo l’ennesima conferma. Già disponibili a Brindisi i tagliandi per chi vorrà recarsi al “Veneziani” a sostenere le “maglie con la V” ed una bella collaborazione con la Società biancoverde. L’eco di tutto ciò, unitamente ad un bell’invito alla tifoseria, lo troviamo in queste dichiarazioni che proprio il Presidente Antonio Flora ha voluto fare e diffondere. Ascoltiamolo:

Il Presidente della S.S.D. Calcio Città di Brindisi Dott. Antonio Flora, nel ringraziare e confermare la stima e i rapporti di amicizia che legano le società, invita le due tifoserie a confrontarsi sportivamente per dar vita a un grande derby che possa contribuire a qualificare sempre di più il calcio di Puglia attraverso l’impegno di due realtà calcistiche che stanno dando lustro alle rispettive città.

 

 


LOGO BRINDISI.jpg

S.S.D. Calcio Città di Brindisi

Il Presidente

Dott. Antonio Flora                                                                                                                                             

 

 

 

emigrante poppito.jpgCircolano ancora le barzellette -sovente scaturite da fatti verosimili o proprio realmente accaduti- dei leccesi, con la loro valigia di cartone e la loro proverbiale avidità, che sbarcavano impauriti e spaesati alla stazione di Milano o di Torino. Le sentivo da bambino, le risento ancora oggi e, soprattutto, mi capita di rivedere le stesse scene. Ebbene, nonostante tutto ciò, con la tipica sindrome di contadini un po’ arricchiti (ci sono veri e propri casi da manuale di sociologia) questi poppiti -che magari non vanno piu scalzi come un tempo ma sempre poppiti restano- che ti fanno? Danno del “provinciale” al piemontese. Non ci credete? Allora, date uno sguardo ad alcuni siti internet (di serie b, se non proprio blogghetti piu sgangherati del mio) leccesi e troverete filippiche piene di boria e saccenza contro il Cuneo e contro il loro “campetto di paese” (lo definiscono così o pure peggio) reo di non esser abbastanza grande per accogliere il grande Lecce-che-tremare-il-mondo-fà- e soprattutto le loro decine e decine di migliaia di ultras (residenti in piemonte e in regioni limitrofe, cvd…) che starebbero riscontrando mille difficoltà a causa della improvvisazione e del provincialismo del Cuneo che, scrivono proprio così, non è ancora pronto per il grande calcio. Ora, a parte che parliamo di Serie C, ma suscita davvero ilarità un editorialista (diciamo così, in realtà sono improvvisati-loro si!- “giornalisti” di paeselli rurali) che con superbia neppure malcelata accusa il piemonte di non essere all’altezza (sic!) del Lecce! Beh, se vi ho incuriosito, non vi resta che godervi le sgrammaticate ed involontariamente comicissime critiche di alcuni “giornalisti” leccesi sull’affaire Cuneo-Lecce e quel pasticciaccio brutto dei biglietti per i leccesi in altitalia (sbarcati con le valigie di cartone).

lecce spa.jpgIo vorrei trattenermi, dovrei trattenermi. Ed infatti avevo deciso di non scrivere nulla in merito alla Sentenza odierna. Quello che avevo da dire –ben poco in verità: i fatti da cui scaturiscono le indagini, l’inchiesta ed il successivo verdetto non lasciano molto spazio ai commenti: è tutto così chiaro- l’ho già detto. Però, per caso, mi son imbattuto in una dichiarazione di un sudamericano –non so di che paese sia e mi interessa poco- che dice addirittura: “il Lecce non può fare la Serie C”. Si. Avete letto bene. Ha detto proprio così. Ci mancava solo che dicesse non può fare la serie c e non la farà.

Ed invece il Lecce non solo può fare la serie c –come ha fatto per tanti anni, anzi: decenni. Ed ha fatto pure tanti anni di serie d. E non stuzzicatemi sennò vi dico quanti anni di quarta serie ha fatto con esattezza- ma d e v e fare la Serie C. E pure con la penalizzazione.

Del resto questa sentenza (che, felice coincidenza, giunge dopo la meritata retrocessione) mette fine ad una anomalia del calcio italiano. Una delle tante, sia chiaro. Un impazzimento generale che perdura, imperterrito, da oltre venti anni, e che ha trasformato e rovinato la nostra sana passione per il pallone trasformandolo in un oggetto di marketing. Maledetti soldi.

Sto andando abbastanza a ruota libera – né mi preoccupo tanto di ciò- ma dico quello che ho sempre detto chiacchierando con gli amici. E dico pure che ho sempre visto come simbolico inizio di questo “calcio moderno” la capotica operazione di “calcio-mercato”(termine bruttissimo, che richiama lo sporco denaro. E la schiavitù finanche) che fece il presidente del Milan quando, testardamente appunto, quasi a voler dimostrare il potere dei soldi (suo e della sua squadra) si ostino a prendere dal Torino un modesto giocatore (si chiamava Lentini, lo dico per i più giovani) che non serviva proprio al Milan –la rosa era già ampia, forte e competitiva- eppure Berlusconi volle prenderlo ugualmente. Il costo? Settanta miliardi. Credo che fece una decina di partite o poco più. Poi scomparve, come tante altre meteore.

Perché mi soffermo su Lentini e cosa c’entra col Lecce in serie c, mi chiederete. A parte che scrivo quel che voglio, ma a voler dare una spiegazione vi dico che fu allora – in quegli anni- che iniziò la rovina: rose ampie (in nome del “turn-over”: che sciocchezza) e colme di bidoni costosi (molti provenienti dall’estero), pay tv ( i vecchietti come me ricorderanno che fu allora che nacque Tele +, genitrice naturale della attuale sistema di televisioni a pagamento), diritti televisivi esorbitanti, prezzi dei biglietti inaccessibili, partite anticipate, posticipate e messe in orari incredibili (siam giunti alla bizzarria delle partite a mezzogiorno della Domenica!), serie A che dalle 16 squadre, formato ideale, passa prima a 18 e poi a 20, per aumentare il numero delle partite (e quindi diritti televisivi ergo: denaro,.mammona) e rendendo così il campionato lungo e snervante che inizia ad agosto (invece che a metà o fine settembre come è giusto che sia) e che quindi rende i dodici mesi pallonari un circo impazzito senza soluzione di continuità che dallo scudetto si ritrova immersa nel “calciomercato” e poi le presentazioni alle tv e poi i tornei in estremo oriente a fine luglio (non certo per beneficenza) e poi le amichevoli “di lusso” e poi il campionato e poi la champion anzi no, i preliminari di champions, europa league ed intertoto.

Basta, torno al Lecce. Allora, in questo calcio malato (e precisamente nevrotico. E ditemi pure se la diagnosi è secondo voi errata) son sorte qua e la delle “sacche” create da società che in un sistema così folle (comandato dalle tv, dagli sponsor e in definitiva dal dio denaro) son crollate, fallite. Io ricordo, ad esempio, la coraggiosa scelta del Piacenza che trovandosi in Serie A (una parvenu, come diremo fra poco) rinunciò ai calciatori stranieri. Era il “disperato” tentativo di opporsi a quel sistema che ha portato al paradosso di una squadra che vince il campionato italiano senza un calciatore italiano in campo. Il Lecce in tale circo ci è giunto, il giusto va pure detto, abbastanza meritatamente grazie ad un presidente (Jurlano) ed un Direttore Sportivo (Cataldo) che riuscirono a portare una squadra che fino ad allora aveva fatto i suoi campionati di serie c e di serie b (con cadute in quarta serie) senza mai pensare di poter aspirare alla massima serie. Ma ci riuscirono. Ci riuscirono sul campo, questo è giusto sottolinearlo. Naturalmente fu una meteora: dodici mesi dopo era già tornata in quella Serie B  (che secondo me è persino troppo per una comune come Lecce) da cui era incredibilmente salita in Serie A. E poi cosa è successo? E’ successo che il circo cominciò l’impazzimento di cui ho già detto (Lentini, settanta miliardi, turnover, sponsor, pay tv eccetera) ed in tale contesto le varie Società che han saputo giostrarsi in tale mondo sostanzialmente guidato dal marketing e dai soldi son andate avanti. Fra queste il Lecce. Ed altre anomalie: Siena, Piacenza, Empoli, Chiedo, Treviso in Serie A! Da non crederci. E, parallelamente, in serie b paeselli sconosciuti ai più e noti solo agli appassionati di geografia: Albino Bergamasco, Castel di Sangro, Portogruaro, Leffe, Fermo, Castellamare ed altri minuscoli centri senza nessuna tradizione calcistica.

Ecco. Mò mi sono stancato di scrivere epperò debbo concludere coll’argomento da cui son partito. Quel colombiano (o di dove è lui) che sostiene “il Lecce non può fare la Serie C” deve capire che invece la può fare –ed anzi: la deve fare- e se a lui non va bene prenda la nave e se ne torni laggiù e trovi una squadra di Serie A boliviana che se lo carichi, se è così forte. Noi vivremo lo stesso anche senza di lui. E senza il Lecce o il Portosummaga in serie b.

cosimo de matteis

stadio portogruaro.jpg


cosimino.jpgE’ iniziata ufficialmente la Stagione 2012-2013 del calcio italiano professionistico con la disputa delle gare relative al Primo Turno della Coppa Italia (che, col “calcio moderno” -che non ci piace per nulla- s’appella “coppa italia tim” o qualcosa del genere).
 
Le “grandi” (certo è arduo definire “grande” il Siena -cento anni fra Serie C e quarta serie- o chessòio il Lecce o il Chievo) naturalmente non c’erano: entrano in campo nei turni successivi: mò sono impegnate nelle amichevoli e nei danarosi tornei e nelle gare in estremo oriente od in america nientemeno.
 
Comunque, questi sono i risultati:
 
Cremonese-Chieri 4-0 (giocata sabato)
Portogruaro-Cosenza 3-1 (giocata sabato)
Nocerina-Paganese 1-0
Vicenza-Andria 6-0
AlbinoLeffe-Chieti 0-3
Sorrento-Treviso 2-0
 
Avellino-Sambenedettese 3-1
Lumezzane – Sarnese 3-0
Carrarese – Catanzaro 5-4
Alto Adige – Cuneo 6-5 
Carpi – Marino 5-0
Pisa – Arezzo 2-0

Barletta – Perugia 0-3
Benevento – San Marino 1-0
Frosinone – Porto Tolle 2-0
Gubbio – Ponte San Pietro 4-5
Reggiana – Entella 0-2
Trapani – Este 2-1


(in neretto le squadre qualificate al II turno)