LE SUE PAROLE - Padre Pio scrisse spesso del suo amore per la Madre di Dio, ricordandoci di “porgere il nostro orecchio al Suo cuore materno ed ascoltare i Suoi suggerimenti, sarà allora che sentirete nascere in voi tutti i migliori desideri per raggiungere la perfezione”. Egli considerava la Madonna la grande forza capace di indirizzare e armonizzare che sta dietro al Santo Sacramento della Penitenza, ed affermava che “per capire e per mettere meglio a frutto il Sacramento, dovete affidare voi stessi alle ispirazioni ed alla guida della Beata Vergine”.

LE SUE PAROLE – Padre Pio scrisse spesso del suo amore per la Madre di Dio, ricordandoci di “porgere il nostro orecchio al Suo cuore materno ed ascoltare i Suoi suggerimenti, sarà allora che sentirete nascere in voi tutti i migliori desideri per raggiungere la perfezione”. Egli considerava la Madonna la grande forza capace di indirizzare e armonizzare che sta dietro al Santo Sacramento della Penitenza, ed affermava che “per capire e per mettere meglio a frutto il Sacramento, dovete affidare voi stessi alle ispirazioni ed alla guida della Beata Vergine”.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,15-20.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;
un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere».

CIELO

Oggi la Chiesa ci propone nella Liturgia un passo del Vangelo di Matteo. Con tutti i miei personali limiti e con tutte le difficoltà è il vangelo che ho sempre cercato di vivere e che, tuttora, provo a mettere in pratica. Naturalmente non sempre ci riesco ma ho totale fiducia in quello che Gesù stesso ci dice. Riporto proprio queste parole: Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate?

MURGE 21 APR 14Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani.

Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.

Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue preoccupazioni. A ciascun giorno basta la sua pena.

MURGE 21 APR 14Primo Maggio, giorno di gite fuori porta. Che poi posson esser fatte anche al di fuori di questo giorno, anzi è pure meglio: c’è meno folla.

Noi italiani siam fortunati: non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. E’ così bello il nostro Paese che basta solo spostarsi un po’ per “scoprire” luoghi meravigliosi. Certo, c’è chi si ingegna –soprattutto per le ferie estive- di trovare luoghi esotici, lontanissimi (spesso pur’essi affollatissimi).

Spiagge, monti, fiumi, valli…

Si rischia di scordare che siamo già perennemente immersi in una valle. E che, volenti o nolenti, dobbiam percorrerla, star in essa. Si, certo: è la valle del titolo. Il trovarci in una lacrimarum valle non deve spaventarci. Né toglierci la gioia. L’importante è aver la consapevolezza di esserci, di trovarci lì, in quella valle.

Mica il saperlo è pessimismo, anzi. La persona saggia ed avveduta sa bene che è così. Spiace, semmai, per chi cerca di dimenticarlo. Certo, è tipico della giovinezza –ed ancor più della adolescenza- il cercare la felicità piena ed assoluta. Nulla di male, per carità. Ci mancherebbe altro. Ma normalmente uno dovrebbe comprendere che –come è proverbiale- la felicità piena non è di quaggiù.

E’ triste constatare che, sovente, imputiamo la colpa di questo ad altre persone. E’ frequentissimo il ritenere la causa della nostra infelicità una o piu persone. Con quel che ne consegue: tante volte pensiamo (o pure lo diciamo esplicitamente!) “se non fosse per quella persona sarei felice!”

Quando si insinua tale insano pensiero (fisiologico, diciamo così, per un tredicenne. Il fatto grave è che si arriva agli anta, e pure ben oltre, con tale errata convinzione) si diventa capaci di tutto. Anche dell’omicidio. O dell’odio sviscerato che degenera talora nel “volere male” (letteralmente). Ed il volere il male di una persona, oltre ad esser peccato, può portare anche a cose orripilanti. Il riferimento è ai malefici, al ricordo a maghi, cartomanti e santoni.

Ed invece quanta saggezza vi è nell’accettare, placidamente, le avversità. Che non mancano mai nella nostra valle. E’ ben risaputo che è un inganno (diabolico) il ritenere come un rimedio la “eliminazione” della persona che ci nuoce. Quand’anche essa non ci fosse più (magari per “merito” nostro!) ci accorgeremmo di come la infelicità non p scomparsa ma, anzi, è aumentata.

Affidiamoci, dunque, a Lei, che questa valle l’ha percorsa, eccome. Ed anzi, la conosce palmo a palmo più della migliore guida turistica! E se siamo gementi e piangenti Ella è ancor più propensa a soccorrerci. E nessuno come Lei è felice del nostro sorriso.

 "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore.  Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia.

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
che pone nella carne il suo sostegno
e il cui cuore si allontana dal Signore.
Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
quando viene il bene non lo vede;
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è sua fiducia.

 

PADRE MANNELLI.jpgVerrebbe da dire “Roma locuta causa soluta”. Infatti interviene, opportuna e davvero provvidenzialmente, la Santa Sede a fare chiarezza attorno alla “questione Francescani dell’Immacolata” la Congregazione Religiosa mista (uomini e donne) che è stata “commissariata”  e che pertanto ha visto mettere da parte il Fondatore e Superiore di detto Istituto , Padre Mannelli indiscusso e carismatico leader e tutto il Consiglio della Congregazione.

Il Portavoce di Papa Francesco, padre Lombardi, sgombra il campo da errate interpetrazione attorno al Decreto che non va letto come una “bocciatura” alla Messa in latino (come sbrigativamente e superficialmente  hanno detto e scritto tutta una serie di persone di area fascio tradizionalista che strizza l’occhio agli scismatici lefreviani) e pertanto non sussiste nessun “complotto”. E’ semmai un provvedimento, da tempo meditato, riguardante la Congregazione nel suo complesso, inclusi ovviamente i vertici di Essa. Già Benedetto XVI , in riferimento a certe questioni, si era prefissato – ha detto  padre Lombardi – “di superare tensioni e non crearne.”

Da fonti non certe ma certissime  riferiamo quindi,  quanto segue:

 

Francescani dell’Immacolata: non solo una questione liturgica

Secondo quanto riferito dal portavoce vaticano, padre Lombardi, la nomina di un Commissario Apostolico riguarda la vita della congregazione nel suo insieme

CITTA’ DEL VATICANO, 02 Agosto 2013 (Zenit.org) – La nomina di un Commissario Apostolico per la Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata riguarda la vita e il governo della Congregazione nel suo insieme e non solo questioni liturgiche. Lo ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, rispondendo alla domanda di un giornalista.

La prescrizione di celebrare la liturgia secondo il rito ordinario – salvo esplicite autorizzazioni delle autorità competenti per l’uso della forma straordinaria – non intende contraddire le disposizioni generali espresse da Benedetto XVI con il Motu Proprio “Summorum Pontificum”, ma rispondere a problemi specifici e tensioni createsi in questa Congregazione a proposito del rito della celebrazione della Messa, ha specificato il portavoce vaticano.

Lo scopo che Benedetto XVI si era prefissato – ha concluso padre Lombardi – era infatti di superare tensioni e non crearne.

***

Fonte: Radio Vaticana