LIBRERIA PAOLINE - FRONTEE’ iniziato nel migliore dei modi il 2014 , anno centenario per la famiglia Paolina. Nel 1914 don Giacomo Alberione (oggi Beato, presto Santo della Chiesa cattolica) diede vita alla Società San Paolo primo “ramo”  di quel grande albero che poi sarà, appunto, la “famiglia” paolina. Il virgolettato è voluto: proprio il Fondatore, piemontese classe 1884, volle che la Congregazione fosse tale: una famiglia. Alla Società San Paolo fecero seguito altre Congregazioni ed Istituti sia maschili che femminili.BEATO ALBERIONE CELEBRA L'EUCARISTIA

Si diceva che è iniziato nel migliore dei modi: il riferimento è alla realtà pugliese –più specificamente brindisina- dato che la libreria Paoline di Brindisi (da decenni, amorevolmente e con competenza, tenuta da Assuntina Marra e Patrizia Colaluce, dell’Istituto Maria SS.Annunziata che è un altro ramo della famiglia Paolina) ha organizzato una serie di incontri (si veda la locandina ed i brevissimi articoli precedenti) riccamente partecipati proprio presso la libreria di Viale Commenda (che da qualche anno ha “sostituito” la storica sede di Via San Lorenzo, aperta che il Fondatore era ancora vivo).

La intuizione –davvero felice- è stata quella di chiamare come relatori dei sacerdoti che hanno avuto la fortuna –meglio: la Grazia- di vivere e lavorare accanto al Fondatore. Così don Carmine Bruno, don Giuseppe Mastrandrea e don Tommaso Mastrandrea: dalle loro parole (e dai loro occhi) era possibile “sentire” davvero il carisma paolino così come don Alberione lo intendeva (ispirato e poi mosso da Dio) e così come lo aveva trasmesso ai suoi figli.

Il Beato Alberione, quindi, (ed anche Madre Tecla Merlo ed altri Paolini della prima ora, molti di essi già sugli altari) e la concretizzazione del suo disegno di evangelizzazione, sul modello di Paolo apostolo delle genti, incarnato da migliaia di paolini e paoline mossi unicamente dal santo desiderio di vivere e donare Gesù Maestro. Brindisi è grata alla libreria Paoline –e, si intende, ad Assuntina e Patrizia- per questa bella iniziativa. Davvero l’Anno Centenario è iniziato nel modo migliore. Prosegua così e produca abbondanti frutti di Grazia.

cosimo de matteis

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LIBRERIA PAOLINE BRINDISI

 

Inizia domani, martedì 21 gennaio, una serie di incontri per il 1° Centenario della Famiglia Paolina (1914-2014) : si parte come detto martedì, alle ore 19, presso la Libreria Paoline di Brindisi (situata in Viale Commenda 182/184). Tema dell’incontro sarà la nascita ed i primi passi compiuti dal Fondatore –il Beato Giacomo Alberione- nel natio Piemonte. A relazionare ci sarà il Sacerdote paolino don Carmine Bruno. 100 anni famiglia paolina LOGO

CONVEGNO TORRE SS 9 GEN 2014

Il Giornale di Torre Santa Susanna invita la cittadinanza alla presentazione del libro “La storia di un protagonista del sud:  Antonio Somma” a cura di Alessandro Rodia.

La presentazione avverrà giovedì 9 gennaio 2014 alle ore 18.30 presso la Sala Convegni Convento Padri Carmelitani a Torre Santa Susanna (Brindisi).

Interverranno:Antonio Buccolieri, Alessandro Rodia, Concetta Somma, Michele Saccomanno, Michela Almiento

Modera Rossella Piconese

L’OTTIMISMO DI MEDJUGORJE

 Un nuovo libro racconta la presenza di Dio
la promessa di pace e la speranza

che si respirano nel villaggio d’Erzegovina
dove ancora oggi la Madonna appare

 

MEDJUGORJE

PARADISO SOLA ANDATA 

di Riccardo Caniato

 «Spero che questo libro faccia a tutti – e siano tanti!
il bene che ha fatto a me»
Dalla Prefazione di Mons. Luigi Negri

 

«Medjugorje paradiso sola andata» di Riccardo Caniato,


(pp. 352, Euro 14,80)

Contenuto

È dal 25 giugno 1981 che la Gospa (Madonna in croato) appare ogni giorno per dirci che esiste un Padre nei Cieli, su cui vale la pena scommettere sé stessi. La sua preoccupazione? «Vi voglio tutti salvi. Tendete al Cielo!». Queste pagine danno conto del cammino di conversione dell’Autore e si propongono come uno strumento originale per interpretare Medjugorje e vivere con frutto il pellegrinaggio. In stile giornalistico sono poi ripercorsi tutti i fatti salienti di questo grande avvenimento attraverso la viva voce dei principali protagonisti. Caniato, infatti, ha tradotto qui anni di incontri e di interviste con i sei veggenti, con padre Livio Fanzaga di Radio Maria, con altri personaggi del posto, fra cui Jelena Vasilij e padre Jozo, parroco di San Giacomo all’in! izio della nostra storia. Ma prendono la parola anche tantissime persone guarite nel corpo e, soprattutto, nello spirito; come la principessa Milona d’Asburgo, o i responsabili di diverse comunità religiose e di accoglienza presenti oggi nel villaggio della Vergine. Uomini e donne che hanno lasciato casa, lavoro, sicurezze umane, e che ora o vivono in Bosnia o in ogni caso si dedicano con generosità al servizio degli altri; segni vivi di questo luogo speciale, dove veramente si fa esperienza dell’amore di Dio e ci si sente chiamati a cambiare vita.

 

L’autore

Riccardo Caniato, sposato con Benedetta e padre di 5 figli, è andato a Medjugorje e ha cominciato a scrivere della Madonna quasi per caso, e non si è più fermato. Giornalista professionista, è caporedattore delle Edizioni Ares, per cui ha pubblicato di tema mariano i volumi Maria alba del terzo millennio (con V. Sansonetti), Jakov un angi! oletto per Maria (per bambini, con Claudia Radici e la moglie) e La Madonna si fa la strada. Collaboratore di diverse testate, ha contribuito – progetto e testi – a diversi numeri speciali di argomento religioso (di cui quattro su Medjugorje) dei settimanali Oggi e Gente.

 

Per approfondire

 

http://www.ares.mi.it/uploads/anteprima/caniato_medjuparadisosche.pdf

Acquista il volume

www.ares.mi.it

 

   

I MESSAGGI DI MEDJUGORJE

(in ordine cronologico)

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Due impegni nella prima metà di giugno per Annalisa Colzi: come riportato sopra gli appuntamenti sono uno al nord -ad Imperia Oneglia– sabato 8 giugno ed uno al sud: lunedì 17 giugno presso la chiesa S.Maria degli Angeli a Nicosia (Enna).
 
Per meglio seguire le sue attività: si può dare uno sguardo   ad un gruppo su facebook (CLICCARE QUI). e ,naturalmente , visitare il suo personale blog:   http://annalisacolzi.wordpress.com/

Maria è la strada....jpg

Di seguito un video di una sua conferenza sui media, il satanismo e la massoneria:


Un sito internet (www.cristianita.com) ha pubblicato un articolo-intervista al Sacerdote modenese Don Gabriele Amorth, noto esorcista del quale proprio in questi giorni è uscito il suo ultimo libro “Il segno dell’esorcista“, edito da Piemme e scritto a quattro mani con il vaticanista Paolo Rodari .

L’intervista rivela un Padre Amorth sempre schietto e lucido: alla soglia dei novant’anni il Religioso Paolino prosegue il suo instancabile compito di Esorcista ma parallelamente quello di comunicare ed annunciare -da degnissimo Figlio di Don alberione- il Vangelo di Cristo senza tacere quello che il mondo, stoltamente, si rifiuta di credere.

Ci riferiamo alla presenza del maligno operante nel mondo attraverso la sua azione ordinaria e straordinaria. Riportiamo dunque, senza ulteriori commenti ed in forma integrale, l’articolo-intervista che ha per titolo orginale “Padre Amorth teme per l’Italia” :

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Tratto da un articolo di Stefano Lorenzetto su “Ilgiornale.it” . Un giudizio senza appello sul capo dello Stato ormai a fine mandato e sul presidente del Consiglio in carica ancora per pochi giorni. Anzi, un anatema, considerato che a pronunciarlo è padre Gabriele Amorth, il più famoso esorcista del mondo, oltre 160.000 riti di liberazione compiuti su indemoniati.

Eccolo, trascritto alla lettera: «Chi comanda è chi ha i soldi. Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini. Di Monti cosa vuole che dica? Non per niente è stato messo su da un massone! Perché Napolitano è massone. Non lo conosco personalmente (Monti, ndr), però per essere arrivato così, di colpo, al ruolo che ha… Solo con la potenza della massoneria poteva arrivarci».

È una videointervista che dura quasi due ore, raccolta l’11 marzo. Mi è stato concesso di visionarne un estratto di 24 minuti. Davanti alla telecamera l’anziano sacerdote della Società San Paolo denuncia come l’associazione segreta si sia infiltrata nel cuore stesso della Chiesa: «La massoneria ha i rami dappertutto. Anche in Vaticano, purtroppo. Esiste. Perché è basata sul denaro, sulla carriera. Si aiutano reciprocamente».
In una successiva testimonianza di 15 minuti filmata il 13 marzo, nel pomeriggio in cui il conclave ha eletto il cardinale Jorge Mario Bergoglio al soglio di Pietro, l’esorcista racconta di come la massoneria sia riuscita a cacciare Ettore Gotti Tedeschi dalla guida dello Ior, dove Benedetto XVI l’aveva chiamato per uniformare la Santa Sede alle normative in materia di trasparenza e di antiriciclaggio. In una pausa delle riprese, il paolino ha espresso un terribile presentimento, portandosi una mano sul cuore: «Papa Luciani ce l’ho qua e non vorrei che il nuovo pontefice facesse la stessa fine».
I due video sono stati girati dal regista Massimo Emilio Gobbi, convocato a Roma da un cardinale (non italiano) della curia romana conosciuto anni fa attraverso monsignor Emmanuel Milingo, l’arcivescovo-esorcista dimesso dallo stato clericale nel 2009 e finito a recitare in Kamorrah days, un film di Gobbi. «Il porporato», spiega il cineasta, «mi ha informato che padre Amorth, 88 anni a maggio, intendeva dettare una sorta di testamento spirituale, ma soprattutto farne giungere uno spezzone ammonitorio al presidente degli Stati Uniti. S’è infatti convinto che Barack Obama, protestante aderente alla United Church of Christ, sia passato dalla parte di Satana dichiarando incostituzionale il divieto dei singoli Stati americani alla celebrazione delle nozze gay».
Ma perché il cardinale straniero amico di padre Amorth ha deciso di affidare il delicato compito proprio a Gobbi, autore di film non propriamente per educande? È presto detto: il regista, fondatore del movimento politico «Il Kennedy italiano» ispirato a sé medesimo, nel 2007 incontrò Obama: «Lo conobbi attraverso Ron Paul, candidato alla presidenza degli Stati Uniti, appoggiato con 50 milioni di dollari dal finanziere George Soros, per il quale ho lavorato».
Gobbi riferisce che fra lui e padre Amorth, partigiano a 18 anni nella Brigata Italia, ordinato prete nel 1954 e laureato in giurisprudenza, s’è subito instaurato un clima di grande fiducia: «Nonostante l’età avanzata, ha una lucidità mentale straordinaria. Prima di cominciare le riprese, mi ha persino chiesto: “Ha fatto il bianco?”. È l’espressione gergale usata dai cineoperatori quando bilanciano la telecamera puntando l’obiettivo su un cartoncino di quel colore».
Mentre il neoletto Papa Francesco manifesta con forza un anelito di spiritualità («ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»), il vecchio esorcista traccia nella videointervista un profilo esattamente opposto della barca di Pietro: «Purtroppo anche nella Chiesa ci sono quelli che vanno avanti a forza di carriera, a forza di soldi, a forza di corruzione. Anche nella Chiesa c’è una grande massa di massoni. E anche tra i cardinali ce ne sono, altroché, altroché!

Perché di fronte al dio denaro uno ammazzerebbe suo padre, sua madre, i suoi figli. Anche un uomo di Chiesa lo fa, se non ha fede. La massoneria è diventata la padrona nella gestione del denaro, un qualcosa di una potenza enorme. Ma cosa crede? Che sia il capoccia degli Stati Uniti, Obama, a comandare? Macché. Gli uomini politici sono tutti soggetti alla massoneria».
A questo punto padre Amorth sferra l’attacco a Giorgio Napolitano, definito senza perifrasi «massone», e a Mario Monti, imposto come premier dal capo dello Stato nel novembre 2011: «Sappiamo solo che hanno pestato i poveri e non hanno toccato i ricchi. Questo lo sappiamo con certezza. Pestato i poveri e non toccato i ricchi», ripete. «Per prima cosa io avrei dimezzato la paga a tutti i parlamentari, ai ministri».

E ancora: «Le leggi di Monti… Ho visto varie persone che si sono suicidate in seguito a queste leggi. Un caso comunissimo: un cittadino possiede un appartamentino dove abita, quindi che non gli rende, e non ha entrate. Gli mettono tasse da pagare, e robuste, oltre 2.000 euro l’anno. Che fa? Io ne ho già conosciuti tanti che mi hanno detto: guardi, padre, l’unica soluzione è il suicidio».
«L’intervista con padre Amorth era fissata per il 6 marzo, ma alle 3 di notte ho avvertito un dolore lancinante al petto», racconta il regista Gobbi, cardiopatico iperteso, già colpito da infarto miocardico acuto nel 1992. «Alle 9 del mattino, anziché prendere l’aereo per Roma, sono stato ricoveraro all’ospedale civile di Venezia, dove mi è stata diagnosticata un’ischemia coronarica acuta», ed esibisce tanto di referto medico. «Era già stato programmato per l’indomani un intervento chirurgico. Verso sera viene al mio capezzale un medico e mi dice: “Lo sa che l’ischemia non c’è più? Completamente sparita. Non riusciamo a capire”, e mi ha dimesso».
Gobbi è convinto che il diavolo ci abbia messo la coda. Nonostante la vita sregolata che conduce, il regista dimostra se non altro d’avere più fede di quel cardinale che un giorno gelò padre Amorth con le seguenti parole: «Lei fa l’esorcista, ma lo sappiamo entrambi che Satana non esiste, no? Tutta superstizione. Andiamo, non vorrà farmi credere che lei ci crede davvero?».

 

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Chiara Corbella, Chiara Corbella Petrillo, cosimo de matteis, Francesco Vaiasuso, il sito internet di Francesco Vaiasuso, la possessione diabolica, Libro "La mia possessione", ventisette legioni	Un grande Sacerdote siciliano – di cui è in corso la Causa di Beatificazione- intitolò uno dei suoi libri “La Vera vita” e mai scelta fu più azzeccata: di là dai contenuti del libro (di cui vi consiglio la lettura: il volume è stato ristampato di recente) è quel meraviglioso titolo che, da solo, ci ricorda una verità semplice, lampante eppure stoltamente dimenticata oppure addirittura negata. La vera vita è in Cielo, qui siam solo di passaggio ed anzi la vita quaggiù non è che un breve pellegrinaggio verso la Patria definitiva. E pazienza se questo non lo insegnano più neppure i Sacerdoti (figuriamoci i catechisti): noi cristiani sappiamo che è così. Ed a ricordarcelo ci pensano tante anime che il Signore suscita: in questi mesi si è tanto (è giustamente) parlato di una giovane ragazza romana, Chiara Corbella Petrillo: la “storia” di Chiara ha un senso ed un perchè: chi ha fede già lo intravede o, addirittura, lo vede. In realtà il senso pieno, autentico, completo lo comprenderemo solo nella Gloria, in Cielo.

Ciò, io credo, non deve intristirci: le cose di Dio non sono totalmente ed immediatamente accessibili. Ogni vita serba in se qualcosa di non pienamente comprensibile. O almeno così pare.

Dopo quasi mezzo secolo di vita posso dire che è così.

E tuttavia: GUAI a non dare la giusta evidenza ad episodi e/o vite meravigliose, guai a tener nascoste cose prodigiose.

Naturalmente: non per fare spettacolo.

E del resto il cristiano è chiamato al nascondimento.

E la umiltà è la regina delle virtù.

Ma, con la dovuta cautela e discernimento

-e soprattutto prudenza e Timor di Dio-

occorre far conoscere

in tempi e modi consoni,

le meraviglie che Dio opera.

Ecco: abbiamo conosciuto

-stiam ancora conoscendo-

la straordinaria vicenda umana e cristiana

di Chiara Corbella

(questo il Sito dove potete trovare tutte le informazioni: www.chiaracorbellapetrillo.it)

E ne ringraziamo Dio.

La Provvidenza inoltre dispone –per la nostra società scristianizzata e malata. Anzi: malata proprio perché scristianizzata- la pubblicazione di un libro che narra la storia vera –terribilmente vera- di Francesco Vaiasuso, un ragazzo come Chiara , che ha detto il suo “Si” a Dio. Due storie –due vite- diverse, di contesti diversi, ma legate da un dato incontrovertibile: la presenza e l’azione di Dio.

Due vicende esistenziali con epiloghi differenti: Chiara è passata alla vita vera, Francesco è quaggiù a raccontare le sue incredibili vicende che, nientemeno, trovano le sue sconvolgenti origini in un pomeriggio d’Oltreoceano nel 1975. Era a Chicago –città che con Londra e Torino detiene un fecale primato- ed una amica di famiglia (si, proprio così) ha fatto a lui la cosa peggiore che era possibile fare. Qui è davvero impossibile narrare quasi quaranta anni di vita e di tribolazioni, e la pubblicazione –nelle librerie da poco piu di un mese- che lo stesso Francesco Vaiasuso e il giornalista Paolo Rodari hanno realizzato è assolutamente coinvolgente: uno di quei libri che non puoi lasciare se prima non finisci la lettura completa. Lettura che in moltissimi casi avviene d’un sol fiato, in un giorno ed una notte.

Leggetelo, non sento di dirvi altro. E se per caso leggete queste mie note durante l’orario di chiusura delle librerie allora dato uno sguardo al suo –di Francesco- sito internet: www.francescovaiasuso.com

E vedrete che non solo il Bene vincerà ma Esso ha già vinto, sebbene le ferite del peccato originale sono ancora vive nell’intera umanità –e con coraggio e chiarezza lo ha detto, in modo nitido,  Sua Santità Benedetto XVI aprendo l’Anno della Fede- ed il Male, per misteriosa e Divina permissione ( con la altrettanto misteriosa volontà –libera- di scegliere il Male da parte delle creature), agisce. Ma, come emerge chiaro pure dalla sovracopertina di “La mia possessione” il male, Satana, può –al massimo- “vincere qualche battaglia, mai la guerra”.

cosimo de matteis

 

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“(…)Perché riesco a rispondere? Come è possibile che io
sia così forte da sopraffare le forze che mi possiedono? Il
motivo è semplice: non sono io che sono forte. È padre La
Grua che ha l’autorità necessaria per fare breccia dentro
la mia mente devastata e lacerata.
Più il padre prega, maggiormente l’odio divampa in
me: «Ti uccido, bastardo! Ti ammazzo! Ti odio!» grido
con forza.
Ma so benissimo di non essere io a gridare. È qualcuno
dentro di me che grida, urla e soprattutto odia. È un odio
profondo, disumano, una concentrazione di male non misurabile
con parametri umani.
La battaglia è in atto: padre La Grua lotta contro colui
o coloro che mi possiedono.
Ma anche io, come fossi un terzo incomodo, lotto, la
mente continuamente contesa da chi mi possiede.
La domanda di padre La Grua entra in me come una
lama affilata, fa breccia dentro la carne viva: «Satana»
chiede «sei solo o ci sono altri con te?».
L’anziano esorcista questa volta non ha rivolto la domanda
a me ma a colui che è dentro di me. La risposta
che esce dalla mia bocca è immediata, la pronuncio senza
volerlo: «Sono da solo».
Padre La Grua è un esorcista esperto. Non si fida. Alza
la voce.
«Ti chiedo nel nome di Gesù di dirmi la verità: sei solo
o ci sono altri con te?»
La risposta che do è inimmaginabile, ma è la risposta
che colui che è dentro di me non può non pronunciare di
fronte all’autorità di padre La Grua: «Va bene, Matte’, te
lo dico».
Nella sagrestia aleggia un silenzio pesante, cupo, fino
alle parole che sbalordiscono tutti i presenti: «Non sono
solo» risponde «siamo ventisette legioni».

Padre Matteo annuisce lentamente. E dice: «È la verità».
Poi si alza e spiega a fratello Ferro di essere amareggiato
“della diagnosi”. E io comprendo che ciò che ha
appena terminato di fare su di me altro non è stato che
un esorcismo.
Immediatamente comprendo contro chi sono costretto
a lottare. Ma nello stesso tempo è come se padre Matteo
abbia piantato qualcosa di nuovo dentro di me, dei suoi
sigilli, dei suoi timbri che, nonostante una possessione
così grave e profonda, non mi lasceranno più.
La rivelazione di Satana cambia drasticamente la prospettiva
con la quale guardo la mia vita, il passato e anche
il futuro. Il 29 dicembre 2002, infatti, è un giorno come
tanti altri a Palermo. Ma per me è un giorno speciale. È
il giorno nel quale, dopo tante sofferenze incomprese e
incomprensibili, il frate francescano conventuale ed esorcista
padre Matteo La Grua riesce a far sì che Satana sveli
quella verità che fino a quel momento avevo soltanto
lontanamente intuito: ventisette legioni di demoni, e cioè
ventisette plotoni del grande esercito del male il cui capo
è Satana in persona, possiedono il mio corpo, lo occupano,
lo attraversano contro la mia volontà rendendo la mia
esistenza nient’altro che un inferno.
Non si tratta, dunque, di un solo spirito. Si tratta piuttosto
di plotoni, legioni di spiriti guerrieri compressi dentro
di me da Satana in persona.
«Figlio mio,» mi dice padre La Grua abbracciandomi
«io sono anziano e non ho tante energie. Fatti aiutare da
fra Benigno. C’è bisogno di tante preghiere.»”

LIBRO  VAIASUSO COPERTINA.jpeg


Come avrete capito è un estratto del libro-testimonianza che esce oggi per l’Editrice Pienmme . Si tratta di“La mia possessione”, così 27 legioni di demoni hanno stravolto la vita di Francesco .

 

Ecco come lo presenta lo stesso Paolo Rodari, scrittore e giornalista:

Francesco Vaiasuso è un gallerista d’arte di Alcamo oggi quarantenne. Con Paolo Rodari ha dato alle stampe per Piemme la sua incredibile storia che oggi Sette, l’inserto del venerdì del Corriere della Sera, anticipa per il grande pubblico: “La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni“.

Una storia vera, sconvolgente, unica perché Francesco era sì posseduto dal demonio (anzi da 27 schiere del suo esercito, dunque centinaia di migliaia di demoni) ma durante le dissociazioni più violente rimaneva incredibilmente lucido, cosciente a se stesso, spettatore impotente di quanto avveniva dentro il suo corpo.

Se “L’ultimo esorcista“, il libro di Padre Gabriele Amorth con Paolo Rodari vi ha emozionato e colpito, “La mia possesione” supererà ogni vostra immaginazione, un sequel degno di questo nome. Francesco ha subìto dall’età di quattro anni fino a trentuno l’assalto dei demoni che hanno reso la sua esistenza invivibile, un inferno indescrivibile. Ma in questo inferno ha vissuto esperienze uniche, come sono state le visioni dei santi che, racconta, sono scesi dal cielo per confortarlo, e per dirgli: “Coragggio, manca poco, ce la farai”. Due santi, o quasi santi, in particolare, egli dice l’hanno aiutato: padre Pio da Pietrelcina e Karol Wojtyla.

La liberazione definitiva è avventa a 31 anni, dopo sedute interminabili di esorcismi. E dopo che, esorcismo dopo esorcismo, Francesco ha scoperto insieme a sua moglie Daniela l’origine di tutto, e cioè come sia stato possibile che 27 plotoni dell’esercito di Satana abbiano fatto proprio un bambino innocente, un bambino di soli quattro anni.

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http://www.edizpiemme.it/libri/la-mia-possessione
Collana Religione
Serie Varia
Rilegatura rilegato con sovraccoperta
Formato 13×21 cm
Pagine 266
Data di pubblicazione settembre 2012
ISBN 978-88-566-2773-2
Prezzo consigliato € 16,00

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