ALFANO.jpg

“Dio ci accompagni in questa marcia che speriamo sia lunga e vittoriosa e che la Provvidenza illumini le nostre scelte” (Angelino Alfano)

 

Gaetano Quagliariello, senatore e ministro per le riforme istituzionali
Maurizio Lupi, deputato e ministro dei trasporti
Nunzia De Girolamo, deputato e ministro per le politiche agricole
Beatrice Lorenzin, deputato ministro della Salute

Alberto Giorgetti, deputato e sottosegretario all’Economia
Gioacchino Alfano, deputato e sottosegretario alla Difesa
Simona Vicari, senatrice e sottosegretario allo sviluppo economico
Fabrizio Cicchitto, senatore presidente della Commissione esteri della Camera
Antonio Azzolini, senatore e presidente della commissione Bilancio del Senato
 

 

Senatori 
Renato Schifani, Roberto Formigoni, Carlo Giovannardi, Antonio Gentile, Andrea Augello, Pietro Aiello, Stefano Caridi, Massimo Cassano, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Franco Conte, Antonio D’Ali’, Vincenzo Mario Domenico D’Ascola, Mario Dalla Tor, Marcello Gualdani, Bruno Mancuso, Giuseppe Francesco Maria Marinello, Pippo Pagano, Luciano Rossi, Salvatore Torrisi.

 

Deputati
Raffaello Vignali, Vincenzo Piso, Dorina Bianchi, Eugenia Roccella, Gianfranco Sammarco, Raffaello Vignali, Raffaela Calabro, Paolo Alli, Sergio Pizzolante, Alessandro Pagano, Barbara Saltamartini, Antonio ‘Nino’ Bosco, Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Vincenzo ‘Enzo’ Garofalo, Dore Misuraca, Giuseppe Castiglione, Rosanna Scopelliti.

un interessante articolo di Antonio Socci, MARXISTI RADICALI E SOCIALISTI FOLGORATI DA RATZINGER, ANTONIO SOCCI, LIBERO, ARTICOLO, NORCIA, Quello di Ratzinger è stato un “tentativo eroico di arginare la forma postmoderna dell’Anticristo”. A pronunciare queste parole – in riferimento al magistero di Benedetto XVI sui grandi temi etici e antropologici – è stato uno dei più importanti pensatori marxisti dei nostri anni, Mario Tronti, già fondatore teorico dell’operaismo e impegnato politicamente nel Pci, poi nel Pds e nel Pd.

Sorprendente è anche il luogo in cui Tronti è intervenuto, sabato 26 ottobre. Si trattava della Nona edizione degli “Incontri di Norcia” della Fondazione Magna Carta.

 

ACCADDE A NORCIA

L’evento infatti ruotava attorno a due testi d’ispirazione ratzingeriana: il “Manifesto di Norcia”, lanciato nel 2011 da Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi, che intendeva parlare al centrodestra; e il manifesto dei cosiddetti “Marxisti-ratzingeriani”, scritto da Giuseppe Vacca, Mario Tronti, Pietro Barcellona e Paolo Sorbi che parlava alla sinistra democratica.

Il punto d’incontro di intellettuali così diversi per storia e per appartenenza politica è proprio Joseph Ratzinger.

Sia la sua lezione come vero gigante della cultura contemporanea, sia il suo magistero come papa Benedetto XVI. Infatti il titolo del convegno  di quest’anno era “Ratzinger oltre Ratzinger”.

Si converrà che in un Paese come l’Italia un simposio del genere – per di più nel nome del papa emerito – è un avvenimento eccezionale. Che dovrebbe far clamore. Ancora di più se si tengono presenti le storie personali dei protagonisti.

Quagliariello viene da una militanza radicale e dalla cultura liberale. Maurizio Sacconi dal mondo del socialismo riformista. Eugenia Roccella fu una militante radicale e femminista (tutti e tre sono oggi parlamentari del Pdl).

Dall’altro lato Giuseppe Vacca è stato lo storico togliattiano del Pci ed è Presidente della Fondazione Gramsci. Mario Tronti è – come ho detto – uno dei maggiori filosofi marxisti italiani ed è stato dirigente del Pci e parlamentare del Pds e oggi del Pd; Pietro Barcellona (purtroppo recentemente scomparso, ma ha rappresentato un pilastro essenziale di questo gruppo) è stato un intellettuale autorevole e deputato del Pci (nel 2010 rese noto il suo avvicinamento alla fede cattolica).

Infine il sociologo Paolo Sorbi si è formato nella famosa facoltà di sociologia di Trento insieme a Renato Curcio e Mara Cagol, quindi – dalla militanza politica e intellettuale nella sinistra – è passato anni fa al cattolicesimo.

Come si vede nemmeno uno proviene dal tradizionale associazionismo cattolico o comunque da aree contigue. Al contrario, per anni tutti hanno militato intellettualmente e politicamente in mondi opposti alla Chiesa.

Quindi è clamoroso che si ritrovino oggi nella riflessione sul pensiero di Ratzinger e specialmente su quei temi che più – in questi anni – hanno caratterizzato i pronunciamenti del magistero cattolico.

 

UN APPELLO

 

Non che, negli scorsi decenni, non vi siano stati importanti intellettuali laici e anche marxisti che hanno convenuto con la Chiesa sui temi etici più scottanti. In controtendenza con la deriva radicale e nichilista presa dalle culture dominanti.

Penso alle posizioni di Max Horkeimer – fondatore della Scuola di Francoforte – contro la pillola, bocciata nell’Humanae vitae di Paolo VI (proprio mentre tanti intellettuali cattolici cominciarono a dissentire dal Papa).

O penso alle posizioni contro l’aborto che assunsero prima Pier Paolo Pasolini e poi Norberto Bobbio. O al dialogo fra Joseph Ratzinger e Jurgen Habermas.

Tuttavia l’incontro di Norcia rappresenta una grossa novità. Per la prima volta compare sulla scena un gruppo di intellettuali, di culture e appartenenze politiche laiche e molto diverse, che insieme si appropriano di quella riflessione etica che finora ha caratterizzato il discorso della Chiesa.

E che insieme parlano ai diversi schieramenti politici suonando l’allarme sull’“emergenza antropologica” che rischia di affondare la nostra civiltà.

Infatti il convegno di Norcia si è concluso con una dichiarazione comune di tutte queste personalità che andrebbe letta attentamente.

In questa Italia lacerata da una sorta di guerra civile permanente essi avvertono “la necessità nella dimensione politica di un umanesimo condiviso quale è stato disegnato, per credenti e non credenti, dalla tradizione cristiana e dalla Costituzione repubblicana”.

Poi sottolineano che siamo dentro “una vera e propria emergenza antropologica” e affermano che “le funzioni di governo sono investite di responsabilità in relazione al valore della vita, della famiglia naturale, della libertà educativa, alla luce anche dei nuovi comportamenti sociali”.

Sottolineo, fra le altre cose, il felice ingresso del tema della libertà di educazione. Infine i firmatari della dichiarazione rivolgono un appello al Parlamento:

“Noi invitiamo il Parlamento ad una moratoria legislativa sui temi eticamente sensibili con lo scopo di sostituire il conflitto ideologico con il reciproco ascolto tra sostenitori delle diverse tesi in funzione di soluzioni unificanti e non divisive la società italiana. Ed invitiamo i grandi partiti che hanno in corso processi di verifica interna, destinati a concludersi emblematicamente nello stesso giorno (8 dicembre), a misurarsi con i temi antropologici nella ricerca di una comune base etica della nazione”.

A me pare un evento davvero significativo. Qualcosa che dovrebbe catalizzare l’attenzione dei media.

Invece accade che personalità così autorevoli, dalle storie così significative e lontane dalla Chiesa, che oggi individuano nell’insegnamento di Papa Ratzinger il punto di riferimento per pensare il presente (in alcuni casi anche arrivando alla fede personale), passino del tutto inosservate sia ai media laici che all’establishment clericale.

I primi troppo impegnati a celebrare quotidianamente il nulla, i secondi – penso al Cortile dei gentili – troppo desiderosi di accodarsi alla pochezza nichilista delle mode mondane.

 

UN’ITALIA MIGLIORE

 

Eppure il cammino che ha portato a Norcia questi due gruppi è serio, è un percorso intellettuale forte, profondo. E si radica nelle culture storiche di questo Paese (il marxismo, il radicalismo, il socialismo e il liberalismo), che si incontrano – a sorpresa – su quel terreno bimillenario che è il cattolicesimo.

Il loro dunque è un appello che meriterebbe l’attenzione dei media. Perché fa intravedere davvero la possibilità di un’Italia totalmente diversa. Non più lacerata dai conflitti che oggi occupano le pagine dei giornali, tanto feroci quanto culturalmente miseri.

Con intelligenza Giuseppe Vacca, nella sua relazione a Norcia, ha colto la continuità fra Ratzinger e papa Francesco nell’enciclica “Lumen fidei”, scritta a quattro mani dai due pontefici. Proprio partendo da un passaggio di quell’enciclica Vacca afferma il valore sociale e pubblico della predicazione cristiana.

Se, infatti, “l’età moderna iniziò dal ‘come se Dio non esistesse’ che accompagnava l’emergere dalle guerre di religione dello Stato-nazione europeo, che relegava le religioni in uno spazio proprio… a conclusione del ciclo storico dello Stato-nazione come soggetto egemonico della modernità, dinanzi al rischio della ‘catastrofe antropologica’, può essere il ‘come se Dio esistesse’ il principio di una nuova alleanza tra fede e ragione? Se il contenuto della fede” dice Vacca “è il sapere dell’amore, un sapere che non si attinge da nessun’altra esperienza, ma solo dal riconoscimento dell’Altro, non solo è storicamente giustificato il ruolo pubblico della religione, ma è anche necessario che quel sapere venga trasmesso e insegnato”.

Questa può essere l’alba di una vera rivoluzione culturale.

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 1° novembre 2013

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

 http://www.antoniosocci.com/2013/11/marxisti-radicali-e-socialisti-folgorati-da-ratzinger/

 

presidente del Comitato Regionale Puglia cav. Vito Tisci, prof. Antonio Quarto,dott. Nicola Cainazzo, prof. Salvatore Lufrano,sig. Cosimo Piliego, dott. Fernando Distante,sig. Pasquale Santoro   , prof. Gianluca Amoruso, Sabato 5 ottobre 2013 alle ore 17:00, presso la sala meeting del CONI sita in via Dalmazia, n. 23, si terrà una riunione tecnico-informativa rivolta a dirigenti e responsabili tecnici delle Scuole Calcio e dei Centri Calcistici delle Società affiliate alla FIGC.

Nel corso della riunione saranno chiariti gli aspetti della programmazione tecnico-didattica dell’Attività di Base e delle relative problematiche della stagione sportiva 2013/2014.

Alla riunione interverranno: il presidente del Comitato Regionale Puglia cav. Vito Tisci, il coordinatore federale regionale prof. Antonio Quarto, il delegato provinciale CONI di Brindisi dott. Nicola Cainazzo, il responsabile tecnico regionale prof. Salvatore Lufrano, il consigliere regionale FIGC sig. Cosimo Piliego, il delegato provinciale FIGC dott. Fernando Distante, il presidente della sezione AIA di Brindisi sig. Pasquale Santoro, il responsabile tecnico provinciale dell’Attività di Base prof. Gianluca Amoruso.

Si ricordano, inoltre, i termini di iscrizione ai campionati provinciali:

  • Terza Categoria e Juniores provinciale: 11/10/2013
  • Esordienti, Piccoli Amici e Pulcini: 18/10/2013

PADRE LIVIO STATUA.pngLa incredibile vicenda accaduta lunedì sera 23 settembre presso la vecchia abitazione di Vicka Ivankovic ha fatto il giro del mondo: si è detto (e si è scritto) che all’interno della casa si sarebbe prodigiosamente illuminata una statua della Madonna. Questo il parere di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria:  è uno dei massimi conoscitori al mondo degli eventi di Medjugorje. Ascoltiamo quanto egli stesso ha voluto comunicare:

 

Cari amici,
alcuni di voi mi hanno chiesto un parere sulla statua della Madonna di Lourdes, situata nella casa natale di Vicka (ora non più abitata, ma aperta ai visitatori), che al buio emana una luce verdastra dal manto e dalla veste bianca, ma non dal volto e dalla mani (color rosato), dalla fascia blu, dalla corona del rosario e dalla corona sopra il capo ( color giallo).


Non appena ho visto questa figura in internet mi è sembrato qualcosa di banale, senza capo e senza coda. Un artefatto umano e non un segno dal cielo. Che cosa può significare il chiarore notturno di una statua in un posto dove la Regina del Cielo scende viva ogni giorno in mezzo a noi?

Non ci sono forse abbastanza segni del soprannaturale a Medjugorje? Non ci basta il segno della preghiera, delle conversioni, dei sublimi messaggi, del volto dei veggenti in estasi? Tutti segni che portano ad aprire il cuore a Dio.
Ho sentito subito squillare l’allarme dentro di me. Che cosa provocano queste cose se non la curiosità umana e lo sviamento dei fedeli da quell’essenziale che la Madonna ci indica?
Questo fenomeno ha la sua logica spiegazione umana e Dio non voglia che sia un inganno studiato da menti perverse per burlarsi delle apparizioni e dei fedeli che accorrono.


Nei 28 anni che frequento Medjugorje, come fedele della Gospa, ma anche come attento osservatore, ho visto infiniti inganni del demonio in cui molti sono caduti. Hanno abbondato i profittatori e gli speculatori, che hanno cercato di far mercato sulla buona fede del popolo semplice. Stiamo lontani da tutto ciò. Attendiamo con gioia e costanza alla indilazionabile opera della nostra conversione.
Quella meravigliosa Donna che i veggenti contemplano con gli occhi della carne, noi tutti possiamo contemplarla con gli occhi del cuore.


Vostro Padre Livio

***

I MESSAGGI DI MEDJUGORJE

(in ordine cronologico)


Ottimo lavoro, di collaborazione, fra le due società in vista del derby Monopoli-Brindisi: sono già disponibili -da oggi pomeriggio- i biglietti del settore ospiti dello stadio “Veneziani” per assistere all’attesa sfida di Domenica 29 settembre con inizio alle ore 17

Prima di riportare per intero il chiaro ed esauriente Comunicato che l’Ufficio Stampa della Sssd Calcio Città di Brindisi ha diramato vogliamo ricordare a tutti i tifosi del Brindisi che è importante premunirsi del biglietto prima di recarsi a Monopoli in quanto, ai botteghini dello stadio, non sarà disponibile acquistarli.

ULTRA BR A MONOPOLI.jpg

 

La SSD Città di Brindisi Calcio informa che da questo pomeriggio, fino a sabato sera, apre la prevendita dei biglietti per assistere alla gara Monopoli – Brindisi, valevole per la quinta giornata del girone H di serie D, in programma domenica 29 settembre, alle 17, presso lo Stadio Vito Simone Veneziani – Via Togliatti 23, Monopoli.

I ticket sono acquistabili a 7 euro, più 1 euro di prevendita, presso la rivendita L’Ideario, in via Verona, 30 a Brindisi.


Si sollecita la tifoseria biancazzurra a munirsi di biglietto alla partenza in quanto a Monopoli non sarà possibile acquistare ticket all’ingresso. Settore dedicato agli ospiti: porta nord tribuna distinti centrali.

 


MORIERO.jpgQuattro partite quattro sconfitte. Nette, inappellabili. La dura (ma, secondo me, ingiusta) “legge del calcio” dice che è l’allenatore a dover pagare. E non gli undici giovanotti che hanno perso sul campo le partite. Ad ogni modo, giusto o ingiusto che sia, al Lecce è saltanta la panchina del tecnico (leccese purosangue) Checco Moriero. Al suo posto mister Lerda, il tecnico che era stato scelto la scorsa stagione da patròn Savino per riportare il Lecce in Serie B. Poi sappiamo come andò a finire. Riportiamo come il Sito web del “Quotidiano di Lecce” ha dato questa notizia: E’ arrivata l’ufficialità: il Lecce esonera l’allenatore Francesco Moriero e richiama Franco Lerda, tecnico giallorosso nella prima metà della scorsa stagione (venne a sua volta esonerato per far posto ad Antonio Toma). In mattinata la nota della società: “L’U.S. Lecce comunica di aver sollevato dall’incarico della conduzione tecnica della prima squadra l’allenatore Francesco Moriero, il suo vice Alessandro  Morello ed il preparatore atletico Paolo Traficante. A mister Moriero ed il suo staff la società rivolge il proprio ringraziamento per la professionalità e la dedizione dimostrati, augurando al contempo le migliori fortune.

 

LERDA E TESORO.jpg

La conduzione tecnica della squadra viene affidata a mister Franco Lerda, che si avvarrà della collaborazione dell’allenatore in seconda Giacomo Chini e del preparatore atletico Domenico Borrelli.
L’allenamento di questo pomeriggio al Via del Mare, inizialmente fissato per le ore 15.30, avrà inizio alle ore 17.00. Alle ore 15.45, presso la sala stampa “Sergio Vantaggiato”, è previsto l’incontro di mister Lerda con la stampa”. Otto mesi dopo Franco Lerda torna a sedere sulla panchina del Lecce, subentrando all’esonerato Francesco Moriero.

A lui il difficile compito di risollevare un ambiente che, dopo le prime quattro giornate in Lega Pro, è ancora fermo a quota zero. Presentato ufficialmente alla stampa questo pomeriggio dal responsabile dell’area tecnica Antonio Tesoro, il tecnico di Fossano ha ricordato come ”a Lecce ci fosse del pregresso, avendo lasciato il cammino a metà strada (fu esonerato il 21 gennaio scorso, ndr), ma emotivamente – ha detto – mi sento meglio rispetto alla prima esperienza”. Sulla nuova avventura sulla panchina giallorossa, Lerda sembra avere le idee chiare: ”Dobbiamo cercare di resettare quello che è stato, guardando al futuro con una prospettiva importante. Bisognerà lavorare, cercando di capire le problematiche che ci sono state, soprattutto sotto l’aspetto psicologico: il nostro primo obiettivo si chiama Perugia”.

fonte:il Nuovo Quotidiano di Puglia (link:  http://www.quotidianodipuglia.it/sport/lecce_calcio_salta_moriero_torna_lerda_il_nuovo_mister_resettiamo_tutto_sondaggio_sei_daccordo/notizie/329881.shtml)

LOCO UE COMITATO DELLE REGIONI.pngOggi 24 settembre 2013, la commissione CIVEX del Comitato delle Regioni (CdR) di Bruxelles ha approvato all’unanimità la proposta di Mauro D’Attis di realizzare una riunione ordinaria della commissione suddetta presso la città di Brindisi, a cui farà seguito un convegno sul ruolo degli enti locali e regionali nel futuro della UE.

Sono molto soddisfatto per l’accoglimento della mia proposta da parte dei colleghi della commissione CIVEX che la mia città sarà in grado di accogliere nel migliore dei modi nel 2014. Ringrazio loro, il mio gruppo politico del PPE e la delegazione italiana che hanno sostenuto la candidatura e il Sindaco di Brindisi Consales che ha sottoscritto la mia idea.”, ha dichiarato Mauro D’Attis.

DOTTOR MAURO DATTIS.jpg


La data della riunione è ancora da stabilire e sarà comunque compresa nel periodo tra luglio e ottobre prossimo.

Gli oltre 110 membri – ha continuato D’Attis – si ritroveranno per due giorni a Brindisi per discutere del futuro degli enti locali all’interno dell’UE. L’occasione è strategica perché ricade anche nel semestre di Presidenza italiana di turno dell’Unione Europea”.

 La commissione CIVEX si occupa, tra l’altro, di decentramento, cittadinanza attiva ed attuazione dei trattati UE ed opera all’interno del Comitato delle Regioni – l’assemblea consultiva dell’Unione Europea costituita nel 1993- che si adopera affinché, nel contesto dell’attività legislativa europea, vengano garantite le identità locali e regionali minori, da sempre più vicine al cittadino.

Mauro D’attis è membro effettivo del Comitato delle Regioni da luglio 2012, su designazione dell’ANCI, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

***

cronache brindisine 2.jpgIn quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante. Parola del Signore

La sensazione di questo Vangelo è innanzitutto di meraviglia per la risurrezione di un morto, anche per la gioia di una madre rimasta sola che ritrova in modo insperato l’unico suo figlio. Non c’è dolore peggiore per un genitore che veder morire un proprio figlio. Il contesto dell’avvenimento presenta una duplice situazione, all’inizio è il dramma a tenere la scena, poi con l’intervento di Gesù arriva l’esplosione di gioia e stupore.

margherita splendida camomilla.jpg

Inizio a trattare della morte. Il dato ci dice che Gesù incontra un corteo funebre e nota una donna addolorata, distrutta nel suo dolore e il Signore non può non pensare a sua Madre quando dietro di Lui salirà il Calvario, crocifissa nell’Anima. La madre del fanciullo morto e la Madre di Gesù nel loro immenso dolore, hanno in comune la morte degli unici figli e del fatto di essere vedove.
Ma non c’è proporzione tra il dolore della donna di Naim e il dolore dell’Addolorata. La Madre del Redentore ha provato un dolore quasi infinito, inoltre il Figlio morto in Croce era Dio incarnato. Ci troviamo su due livelli diversi, naturale e soprannaturale.
L’immagine di donna lacerata dal dolore che Gesù incontra, lacera anche a Lui il Cuore, si commuove quando vede soprattutto una madre nella sofferenza. L’incontro con questa madre che piange sconsolatamente il figlio morto, non è affatto causale, nulla avviene per caso quando Dio è chiamato ad intervenire. Gesù poteva passare da quell’incrocio cinque minuti prima o dopo, non avrebbe sicuramente visto il corteo funebre e non avrebbe risuscitato un fanciullo morto.

amazing.jpg


Valutiamo questa situazione. Il fanciullo era morto da giorni, l’anima era fuoriuscita dal corpo e non c’era più vita, non parlava nè poteva muoversi. Aggiungo queste precisazioni per agevolare la comprensione di un fatto che si spiega subito ma c’è molto da considerare quando si riflette sulla morte. I più deboli tremano al pensiero della morte, i meno spirituali hanno paura a parlare della morte, diventa quasi una scaramanzia evitare di esprimere la parola morte.
È una grande stupidata, molti ne parlano quasi ogni giorno e sono vivi. I Sacerdoti nelle omelie o nella guida spirituale o nelle conferenze trattano della morte che arriverà per tutti; molti medici lavorano con persone gravemente ammalate o in agonia, inoltre assistono alla morte dei pazienti; ma c’è una categoria che ogni giorno mette le persone morte nelle bare e poi le sigillano: sono gli impiegati delle ditte di onoranze funebre.
Ci sono pure i becchini del cimitero, chiamati anche seppellitori o necrofori o beccamorti. Ogni giorno sono a contatto con i morti e magari la loro vita è lunga, perchè la scaramanzia di non voler parlare dei morti e della morte è solo illogicità, una paura che dimostra una grande immaturità spirituale.
C’è da fare una considerazione: sia chi presta servizio per il funerale sia i becchini, dovrebbero essere persone di alta spiritualità, se considerassero come la vita sfugge e nessuno può riprenderla.
I Santi invece meditavano ogni giorno sulla morte, anche per pochi minuti, non per divertimento, era un modo per evitare di peccare e ricordare che siamo di passaggio in questo mondo. Riflettevano per avere sempre vivo il vero fine della loro vita. Ognuno di noi si chieda qual è il fine della propria vita!
Ritornando al Vangelo, evidenzio l’atteggiamento di compassione di Gesù, è il Figlio di Dio che si avvicina alla bara, si fa Lui stesso prossimo del dolore umano e offre tutta la sua consolazione. È grande il miracolo della risurrezione di un morto, più grande è la pietà mostrata da Gesù in quel dramma. Due parole calmano la madre: “Non piangere”.
Poi tocca la bara del morto, un gesto compiuto da molte persone che partecipano ad un funerale, però il tocco di Gesù è tutta un’altra cosa. Il tocco di Gesù non era necessario, ha voluto mostrare che avveniva un contatto tra Lui e il morto, poi con il comando tutto è stato evidente: “Giovinetto, dico a te, alzati!… E lo diede alla madre”.
La meraviglia è stata enorme, proprio qui San Luca per la prima volta Lo chiama Signore dopo il racconto della nascita, perchè questo episodio ha un significato messianico.
Gesù risuscitando il morto mostra la vittoria sulla morte, si manifesta come Signore, padrone di tutte le cose, della vita e della morte.
Gesù vince la morte e porta la vita, ridona la vita spirituale e fa rinascere quanti avevano perduto la sua Grazia. Qui con un solo gesto ha dato la vita fisica ad un morto e la rinascita morale alla madre.
In questa madre ci vedo la Madre Chiesa che ci segue sempre e ci assiste, ci conduce nel cammino della vita. La Madre Chiesa è sempre vicina ai suoi figli, anche se si trovano nella bara perchè morti spiritualmente, nella bara a causa della corruzione, della superbia, dell’indifferenza, dell’egoismo.
La Madre Chiesa, Sposa Divina dello Spirito Santo, accompagna quei figli che scelgono di vivere in una bara a causa dei peccati mortali commessi di continuo.
La Fede morta di molti cristiani è in realtà una bara che racchiude un corpo senza vita soprannaturale e condannato all’inferno se non ritorna a Gesù con il pentimento e una vita virtuosa. Gesù rimane sempre pronto ad avvicinare quelle bare che contengono cristiani desiderosi di risorgere, Lui è lì pronto a toccarle e a ridare nuova vita. Vuole la loro risurrezione spirituale.
Gesù vuole toccarci tutti per stabilire una profonda comunione di vita, vuole toccare anche quelle bare senza più vita spirituale!