PADRE LIVIO STATUA.pngLa incredibile vicenda accaduta lunedì sera 23 settembre presso la vecchia abitazione di Vicka Ivankovic ha fatto il giro del mondo: si è detto (e si è scritto) che all’interno della casa si sarebbe prodigiosamente illuminata una statua della Madonna. Questo il parere di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria:  è uno dei massimi conoscitori al mondo degli eventi di Medjugorje. Ascoltiamo quanto egli stesso ha voluto comunicare:

 

Cari amici,
alcuni di voi mi hanno chiesto un parere sulla statua della Madonna di Lourdes, situata nella casa natale di Vicka (ora non più abitata, ma aperta ai visitatori), che al buio emana una luce verdastra dal manto e dalla veste bianca, ma non dal volto e dalla mani (color rosato), dalla fascia blu, dalla corona del rosario e dalla corona sopra il capo ( color giallo).


Non appena ho visto questa figura in internet mi è sembrato qualcosa di banale, senza capo e senza coda. Un artefatto umano e non un segno dal cielo. Che cosa può significare il chiarore notturno di una statua in un posto dove la Regina del Cielo scende viva ogni giorno in mezzo a noi?

Non ci sono forse abbastanza segni del soprannaturale a Medjugorje? Non ci basta il segno della preghiera, delle conversioni, dei sublimi messaggi, del volto dei veggenti in estasi? Tutti segni che portano ad aprire il cuore a Dio.
Ho sentito subito squillare l’allarme dentro di me. Che cosa provocano queste cose se non la curiosità umana e lo sviamento dei fedeli da quell’essenziale che la Madonna ci indica?
Questo fenomeno ha la sua logica spiegazione umana e Dio non voglia che sia un inganno studiato da menti perverse per burlarsi delle apparizioni e dei fedeli che accorrono.


Nei 28 anni che frequento Medjugorje, come fedele della Gospa, ma anche come attento osservatore, ho visto infiniti inganni del demonio in cui molti sono caduti. Hanno abbondato i profittatori e gli speculatori, che hanno cercato di far mercato sulla buona fede del popolo semplice. Stiamo lontani da tutto ciò. Attendiamo con gioia e costanza alla indilazionabile opera della nostra conversione.
Quella meravigliosa Donna che i veggenti contemplano con gli occhi della carne, noi tutti possiamo contemplarla con gli occhi del cuore.


Vostro Padre Livio

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I MESSAGGI DI MEDJUGORJE

(in ordine cronologico)


assuntina moresi,sito strano cristiano,governo letta,nomi e volti,ministri,commentiCondivido totalmente (parentesi: è bello constatare l’idem sentire con altri fratelli nella fede. Se tutti riflettessimo su questo!) quanto ha scritto Assuntina Moresi sul suo sito internet (“strano cristiano”, 28 aprile 2013 ) riguardo il nuovo Governo che oggi effettua il giuramento. (per l’elenco completo, con i nomi ed i volti dei nuovi Ministri C L I C C A R E  Q U I). Non c’è da aggiungere altro e quindi lo ripropongo così come è stato pubblicato:

 

            il nuovo governo

28 Aprile 2013

Se il 23 febbraio scorso, alla vigilia delle elezioni, quando ero psicologicamente pronta e rassegnata alla sinistra al governo, mi avessero fatto vedere la squadra messa insieme oggi da Enrico Letta, non ci avrei creduto.

Onestamente pare un buon governo, considerate le premesse. O almeno ha tutte le carte in regola per esserlo. Diciamo che è quanto di più simile a un monocolore democristiano (con tutte le correnti rappresentate) con qualche innesto esterno.

Innanzitutto – questo è quello che più mi interessa – nel parlamento meno cattolico della storia repubblicana abbiamo il governo più cattolico che potessimo sperare (sempre considerando come eravamo partiti). Per come era cominciata la campagna elettorale, con il Pd che marciava vittorioso e il PdL abbastanza acciaccato, è un traguardo insperato.

Certo, la nuova ministra delle pari opportunità si è già pronunciata a favore del matrimonio omosessuale, che però nessuno si sogna di mettere sul piatto in un governo come questo, e d’altra parte già adesso “grazie” alla Fornero vediamo in TV una pubblicità contro l’omofobia che – per usare un eufemismo – lascia molto a desiderare. La Bonino sta nell’unico ministero in cui può fare pochi danni (immaginatela alla Salute o alle pari opportunità): per lo meno è filoamericana e pro-Israele. Il Pd è riuscito nel capolavoro di non dare praticamente nessun dicastero ai big di partito: tranne Franceschini, sono tutti al palo. Considerando che hanno dato via le Presidenze di Camera e Senato a due esterni al partito (la Boldrini era con SEL, e Grasso, pur in lista con il Pd, non è certo uno cresciuto dentro il partito ) nell’illusione di ammorbidire Grillo, il loro bilancio è disastroso.

Il PdL ha messo buone personalità: un bel ricambio generazionale. I maligni già dicono che non essendoci i “big” del partito, Berlusconi potrà attaccarli e andare presto alle elezioni, affossando questi che hanno quasi tutti aderito a “Italia Popolare”, che volevano le primarie per Alfano e che sono stati spiazzati dal ritorno in campo di Berlusconi. Io credo invece che se il berlusconismo e il centrodestra avranno un futuro oltre Berlusconi, non sarà certo per la Brambilla, per Bondi, per Capezzone o la Santanchè, tanto per fare qualche nome, cioè non sarà per i cosiddetti “falchi” del PdL. E’ più facile che il futuro del centro destra sia intorno a gente come questa che adesso è andata al governo, e che potrà attirare quel che resta di Scelta Civica.

Insomma: pericolo scampato. Almeno per ora. Adesso speriamo che votino la fiducia senza problemi, a questo governo. Il paese ne ha bisogno.

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E così ha fatto outing pure la napoletana (anzi, salernitana. Pare che i cittadini delle due città si offendano ad esser “confusi”) Carfagna. Che oltre a spettacoli su Rete Quattro (o paperissima? Boh, non guardo la televisione da almeno dieci anni) ha fatto pure il Ministro della Repubblica Italiana. Ovviamente l’ex show girl campana “appoggia” l’abortista Emma Bonino per il Quirinale. Anzi, ecco qui le sue parole:

Sentito? Chiaro, no? Bene. La ragazza di Bra (come la chiamava il partigiano comunista Pertini. Come? Era socialista? E vabbè, cosa cambia?) incassa il placet pure di questa femmina. E fa il paio con quello di una altra donna, pure lei ex Ministro.

Non è passata (e non passerà) alla storia come statista, semmai i suoi corregionali le mandano tante “benedizioni” perchè per i suoi capricci e le sue smodate ambizioni divise il centrodestra e fece diventare per l’ennesima volta governatore l’omosessuale (si, si corica con uomo) di Terlizzi che, fresco di scandali -lui e la sua Giunta- mai e poi mai avrebbe vinto le elezioni regionali pugliesi. Ed invece ci riusci “grazie” ai dispettucci di Adriana Poli Bortone.

Appunto, ecco la sua sponsorizzazione per quella inquietante persona che asporta (materialmente) i nascituri dalla pancia della mamma: Ansa, 30 marzo 2013 – “Siamo per Emma Bonino, Presidente della Repubblica. Non solo perché è stata sempre contro le quote rosa – in perfetta sintesi con il mio pensiero – ma anche perché ha sempre saputo rispettare il credo altrui seppur divergente. E per questo, anche noi cattolici, ci sentiremmo garantiti nei nostri diritti”. Lo afferma in una nota il presidente di Grande Sud, Adriana Poli Bortone, che già nei giorni scorsi aveva sottolineato l’importanza di un Presidente della Repubblica donna.” (Riguardo questa dichiarazione: LEGGI QUI ).

 

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Riepilogando: la Carfagna, la Poli Bortone (ed altre carneadi di tal risma), Monti ca va sans dire, all’appello manca la Prestigiacomo (che i giornali di gossip che stanno al barbiere raccontavano come l’amante di Gianfranco Fini altro probabile “tifoso” della Bonino), Renzo Bossi (o non sapete che la Lega sosterrà Emma Bonino al Quirinale? Sapevatelo, dicono gli scemi su twitter) e poi lei, l’igienista dentale che toccò il cuore a Silvio Berlusconi. Si, presto quella labbra carinissime profferiranno parole di miele all’indirizzo della radicale mangiapreti. Magari se la porta al Quirinale ed organizza festini pure lì. E porta la statuina di priapo.

 

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emigrante poppito.jpgCircolano ancora le barzellette -sovente scaturite da fatti verosimili o proprio realmente accaduti- dei leccesi, con la loro valigia di cartone e la loro proverbiale avidità, che sbarcavano impauriti e spaesati alla stazione di Milano o di Torino. Le sentivo da bambino, le risento ancora oggi e, soprattutto, mi capita di rivedere le stesse scene. Ebbene, nonostante tutto ciò, con la tipica sindrome di contadini un po’ arricchiti (ci sono veri e propri casi da manuale di sociologia) questi poppiti -che magari non vanno piu scalzi come un tempo ma sempre poppiti restano- che ti fanno? Danno del “provinciale” al piemontese. Non ci credete? Allora, date uno sguardo ad alcuni siti internet (di serie b, se non proprio blogghetti piu sgangherati del mio) leccesi e troverete filippiche piene di boria e saccenza contro il Cuneo e contro il loro “campetto di paese” (lo definiscono così o pure peggio) reo di non esser abbastanza grande per accogliere il grande Lecce-che-tremare-il-mondo-fà- e soprattutto le loro decine e decine di migliaia di ultras (residenti in piemonte e in regioni limitrofe, cvd…) che starebbero riscontrando mille difficoltà a causa della improvvisazione e del provincialismo del Cuneo che, scrivono proprio così, non è ancora pronto per il grande calcio. Ora, a parte che parliamo di Serie C, ma suscita davvero ilarità un editorialista (diciamo così, in realtà sono improvvisati-loro si!- “giornalisti” di paeselli rurali) che con superbia neppure malcelata accusa il piemonte di non essere all’altezza (sic!) del Lecce! Beh, se vi ho incuriosito, non vi resta che godervi le sgrammaticate ed involontariamente comicissime critiche di alcuni “giornalisti” leccesi sull’affaire Cuneo-Lecce e quel pasticciaccio brutto dei biglietti per i leccesi in altitalia (sbarcati con le valigie di cartone).

quotidiano 10 maggio 12.jpgNon è che occorreva essere maghi o politologi di fama per prevedere quello che sta avvenendo. Umanamente confessiamo che non vorremmo essere nei panni del neosindaco. Che ci sia una “lite sulle poltrone”, inoltre, non lo diciamo noi ma così titola un quotidiano locale(nella foto accanto) in prima pagina (parentesi: altre testate fanno finta di niente e si trastullano fra gossip e pallone).

E’ la ovvia, scontata, naturale conseguenza di quando si sceglie di mettere su una coalizione vasta ma soprattutto eterogenea: ricorda molto da vicino il governo Prodi che fece perdere due anni preziosi al Paese prima di cadere miseramente senza aver concluso nulla di buono per l’Italia (però provarono ad inserire i PACS: eh si, quella è una priorità assoluta!). Quel governo fra le altre cose battè il record come numero complessivo di componenti: oltre ai ministri del gabinetto prodiano vi era una sfilza di vice ministri e sottosegretari tali da raggiungere, mi pare, il centinaio di unità. Un governo di cento persone! Roba da non crederci, ed invece è successo veramente.

Mutatis mutandi nel nostro microcosmo potrebbe avvenire qualcosa di simile: e meno male che è stato fissato un tetto agli assessorato sennò potevano attenderci una giunta piu numerosa di una squadra di calcio con panchina inclusa. Mah, noi potrà sembrare che siam qui a giocare allo sfascio: ed invece no, siamo seriamente preoccupati per la nostra città che, ricordiamo, per precisa volontà del popolo sovrano aveva intrapreso una precisa strada, nitida, pulita, seria e che ci avrebbe portato ad essere davvero una bella città.

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Ed invece no: tutto quel patrimonio è stato non dico dilapidato ma messo da parte, ignorato, trascurato. Tutta la progettualità della precedente amministrazione accantonata. Per fare qualcosa di meglio? Magari! Si è scelto di “cambiare”. Già. Bel cambiamento: si scannano per gli assessorati.


 

Ulteriori notizie, commenti, dati sul seguente Sito:

http://cronachebrindisine.myblog.it/

porto di brindisi - FOTO DI COSIMO DE MATTEIS


Certe volte mi chiedo: ma certe persone “ci sono o ci fanno?” .si, si, per carità. A nessuno interessa. D’accordo.Facciamo così: sto parlando solo, vabbè? Bene. E sto pensando a certi incredibili contraddizioni. Allora, lungi da certo provincialismo, ognuno ama la sua città. Nello specifico Brindisi. E A CI CCHIUI SI ENCHI LA VOCCA: “amo brindisi”, “la brindisinità”, “brindisi ai brindisini” “brindisi siamo noi” e via sloganeggiando. Ma allora, di grazia, che senso ha parlare (seriamente!) di “regione salento”. Per l’amor del Cielo: tutto lecito, nessun reato, ci mancherebbe altro.W la libertà, w la democrazia abbasso il fascismo ed ogni altra dittatura illiberale e liberticida. Ma io potrei capirlo da persone di strudà, di palmariggi, di cutrufiano, non da brindisini. Non è finita: stò benedetto feisbuk, vuoi o non vuoi, ti fa vedere (e leggere) certe cose. Ed una volta viste (e lette) pure che ti sforzi non puoi far finta di niente. E quindi scopri non solo la amicizia facebook (che è cosa normale, sia chiaro) tra persone diversissime e soprattutto distanti anni luce sotto ogni punto di vista (visione della vita, orientamento politico, credo religioso, aspetto assiologico et altro).

Bene. E’ un fatto positivo, direte. Il dialogo etc. Certo, certo. Ma come fai a leggere che una persona “simpatizzante” di uno schieramento (e di una persona in particolare) si dice onorata (e non ricordo più quali altri termini, ma è meglio così) di avere la amicizia di una persona, appunto, distante anni luce da chi invece il nostro personaggio “slurpa” da anni?

E’ la politica, bellezza. Si, si. Ma a tutto c’è un limite. Già li sento: “e quiddu…si stà scandalizza…”. Si, perché, non posso? Hanno creato un movimento (non lo giudico, per carità!) che si nomano “indignados” o qualcosa di simile ed io non posso indignarmi? Io mi indigno ed ancora mi scandalizzo davanti alle incoerenze, piccole o grandi che siano. E’ reato indignarsi?

 

 

Gentili amici lettori di questo Sito (siete ogni giorno di più, lo sapete? E non avete idea di quanto io sia felice di poter offrire un piccolo servizio con questo strumento informativo!) sperando di non annoiare -soprattutto chi non conosce e/o non vive la realtà territoriale di cui si parla nell’articolo- riporto qui quanto ho scritto sul mio Sito Web “Cronache Brindisine”: ripeto che comprendo quanto possa essere poco interessante per taluni, tuttavia trattandosi di questioni legate alla politica ed alla tornata Amministrativa che ci apprestiamo a vivere io credo che non sia proprio inutile perdere sette minuti del proprio tempo per leggere quanto segue:


La rubrica appena inaugurata (la c.d. rassegna stampa online) già trova difficoltà a procedere: avendo scelto come tema i resoconti delle varie Testate della odierna Conferenza Stampa di Mauro D’Attis ci troviamo nella condizione di dover riportare uno scritto appena apparso sulla rete. Ed invece non lo facciamo (ecco perché parlo di “sospensione”) perché l’articolo in questione mi ha notevolmente turbato: pur conoscendo da decenni (non sono un ragazzino sprovveduto, anche se un po’ ingenuo si) lo “stile” ed i metodi tipici della disinformazione e/o della informazione faziosa e menzognera (tipica dei regimi, ad esempio quello comunista. E non solo con Stalin: la disinformatio  della “Pravda” sopravvisse per lunghi decenni, ben oltre la morte del sanguinario dittatore georgiano omicida) ciononostante continuo ad indignarmi profondamente di fronte alle storture. Sicchè mi taccio.

E lo faccio per due motivi: non tanto per evitarmi noie che sicuramente avrei nel momento in cui commentassi certe scorrettezze e menzogne di alcuni colleghi –e del resto ho ricevuto, come ben sapete, già minacce per questioni apparentemente diverse: in realtà, ed un giorno verrà fuori, le due cose erano e sono parecchio intrecciate. E come sempre ho la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine che faranno certamente luce sui mesi terribili che abbiam vissuto con veri e propri reati e non scaramucce-  ma quanto per un motivo che ci tengo a precisare.

Ebbene, che io sia un cittadino, indipendentemente dal mio ruolo di blogger e quindi di informatore attraverso internet, che ha apprezzato il lavoro svolto dal 2004 ad oggi dalla Amministrazione Civica non è un mistero. Né io mi impegno a far apparire diversamente: sarei ridicolo e cadrei nelle enormità commesse da altri (e mi sovvengono certi gotha del giornalismo nostrano…).

Ma tale mio punto di vista, che poi è quello di tutti i cittadini onesti e di buon senso i quali non possono non apprezzare l’immensa opera del Sindaco Mennitti, non deve dare l’alibi o il pretesto a qualcuno per attaccare il Centrodestra e/o il suo Candidato Sindaco unitario(parentesi: la si smetta di dire, facendo pure i nomi, che esistono quattro altri candidati di centrodestra. Non è così: chi lo dice e/o lo scrive confonde la realtà coi propri sogni. Il centrodestra è unito, anzi: altre forze convergono su di esso e lo sappiamo tutti. Le candidature di singole persone, slegate da ogni legame di qualsiasi tipo col centrodestra brindisino –ed anzi verrebbe da dire che alcuni di costoro, semmai li si volesse collocare, andrebbero ascritti a quell’aria libertina e laicista che, da sempre, flirta cogli eredi del Partito Comunista- non c’entrano davvero nulla di nulla col centrodestra e men che meno col Pdl. E qui chiudo la quaestio attorno a questa palese inesattezza.Punto).

Mi spiego meglio: poiché, si sa, in campagna elettorale –specie i candidati in grosse difficoltà di immagine e di consenso- si usa denigrare l’avversario. Il Pci, credo fu Gramsci a farlo, addirittura teorizzò la menzogna come strategia politica ed il sardo è stato preso alla lettera: è risaputo che la demonizzazione dell’avversario politico è il tratto distintivo della sinistra, dal Pci ad oggi. Ebbene io vorrei preventivamente evitare che il centrodestra –e Mauro D’Attis in primis- possa essere attaccato (fra i tanti strali, di inchiostro e di silicio,  che sicuramente dovrà sorbirsi ) perché “sostenuto persino da quello strano blogger”. Non ho manie di protagonismo (né collaterali sindromi di persecuzione) ma so bene di essere non solo conosciuto in città ma anche abbastanza odiato (e, credetemi: dovevo arrivare a questa età per sentire sulla mia pelle gli effetti dell’odio altrui, una cosa orribile e tristissima che non auguro a nessuno, davvero) e quindi non voglio minimamente offrire l’assist a possibili critiche pretestuose del tipo che credo d’aver ben esemplificato.

Sono un cittadino. Prendetevela con me, se proprio volete. Ma, nell’agone politico, misuratevi con le idee, le opere e la progettualità del centrodestra, e del Pdl e di Mauro D’Attis: io sono solo un semplice blogger che, ripeto, come cittadino ho le mie idee che non celo e che or ora vi ho ribadito.

Spero d’esser stato chiaro e di non ricevere ulteriori attacchi, aggressioni verbali e minacce: riguardo queste ultime, come ben sanno gli interessati, non ho mai indugiato a denunciare immediatamente e pubblicamente l’accaduto.

(tratto da “Cronache Brindisine”, http://cronachebrindisine.myblog.it/ )