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E così ha fatto outing pure la napoletana (anzi, salernitana. Pare che i cittadini delle due città si offendano ad esser “confusi”) Carfagna. Che oltre a spettacoli su Rete Quattro (o paperissima? Boh, non guardo la televisione da almeno dieci anni) ha fatto pure il Ministro della Repubblica Italiana. Ovviamente l’ex show girl campana “appoggia” l’abortista Emma Bonino per il Quirinale. Anzi, ecco qui le sue parole:

Sentito? Chiaro, no? Bene. La ragazza di Bra (come la chiamava il partigiano comunista Pertini. Come? Era socialista? E vabbè, cosa cambia?) incassa il placet pure di questa femmina. E fa il paio con quello di una altra donna, pure lei ex Ministro.

Non è passata (e non passerà) alla storia come statista, semmai i suoi corregionali le mandano tante “benedizioni” perchè per i suoi capricci e le sue smodate ambizioni divise il centrodestra e fece diventare per l’ennesima volta governatore l’omosessuale (si, si corica con uomo) di Terlizzi che, fresco di scandali -lui e la sua Giunta- mai e poi mai avrebbe vinto le elezioni regionali pugliesi. Ed invece ci riusci “grazie” ai dispettucci di Adriana Poli Bortone.

Appunto, ecco la sua sponsorizzazione per quella inquietante persona che asporta (materialmente) i nascituri dalla pancia della mamma: Ansa, 30 marzo 2013 – “Siamo per Emma Bonino, Presidente della Repubblica. Non solo perché è stata sempre contro le quote rosa – in perfetta sintesi con il mio pensiero – ma anche perché ha sempre saputo rispettare il credo altrui seppur divergente. E per questo, anche noi cattolici, ci sentiremmo garantiti nei nostri diritti”. Lo afferma in una nota il presidente di Grande Sud, Adriana Poli Bortone, che già nei giorni scorsi aveva sottolineato l’importanza di un Presidente della Repubblica donna.” (Riguardo questa dichiarazione: LEGGI QUI ).

 

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Riepilogando: la Carfagna, la Poli Bortone (ed altre carneadi di tal risma), Monti ca va sans dire, all’appello manca la Prestigiacomo (che i giornali di gossip che stanno al barbiere raccontavano come l’amante di Gianfranco Fini altro probabile “tifoso” della Bonino), Renzo Bossi (o non sapete che la Lega sosterrà Emma Bonino al Quirinale? Sapevatelo, dicono gli scemi su twitter) e poi lei, l’igienista dentale che toccò il cuore a Silvio Berlusconi. Si, presto quella labbra carinissime profferiranno parole di miele all’indirizzo della radicale mangiapreti. Magari se la porta al Quirinale ed organizza festini pure lì. E porta la statuina di priapo.

 

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danilo quinto "da servo di pannella a figlio libero di dio"Finalmente viene alla luce in modo chiaro ed organico, come solo un libro può fare, la “verità” sul partito radicale , su Marco Pannella, Emma Bonino ed in genere tutta la “galassia” radicale. Autore è Danilo Quinto, per anni all’interno del partito radicale ricoprendo finanche la carica di tesoriere, che oramai è fuori da quella che è definita “la più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana”.

Il volume, 208 pagine, con prefazione di Mons. Luigi Negri, è edito da “Fede & Cultura” ( www.fedecultura.com ) e sarà prestissimo in libreria. La  presentazione pubblica sarà il 17 giugno al Festival di Fede & Cultura .

Dallo stesso Sito della meritoria Casa Editrice veronese proponiamo la seguente descrizione del libro: “C’è chi dice che Pannella non conta nulla e che Radio Radicale esiste per farlo divertire… Altri vorrebbero Presidente della Repubblica Emma Bonino, la quale sostiene che il cristianesimo ha esaurito la sua carica vitale, storica. Il progetto pro-Bonino è di un vasto schieramento, che corrisponde ad una cultura che affonda le sue radici nel ’68. Mentre i radicali demoliscono i principii del diritto naturale, Governi di destra e sinistra e il fior fiore dei parlamentari cattolici, consentono che la loro radio riceva  decine di milioni di euro l’anno, più gli importi della legge sull’editoria, più le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, più il danaro proveniente dall’accordo elettorale con il PD, più le pensioni dei loro ex deputati. Incassano denaro pubblico e sono i più candidi di tutti. Gli altri? Tutti ladri, che si spartiscono il bottino. Pannella, la Bonino e il potere. Una vicenda equivoca e ambigua. Raccontata da chi ha lavorato con loro per vent’anni, che all’improvviso riconosce l’esistenza della Verità e comprende che la sua vita non ha più senso in quella realtà. Dio, nella sua misericordia, si china su di lui e gli porge una mano. A questa, lui si aggrappa: è la Salvezza. “

DANILO QUINTO "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio"



DANILO QUINTO, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio.Attraverso la più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana per arrivare a Cristo”, Editrice Fede & Cultura, Verona, 2012, pp. 206, 18 euro.

 

 

 

 

 

cosimo de matteis

Ieri è venuta Paola Binetti a Brindisi. Non farò un bell’articolo o un servizio: c’erano tanti operatori e colleghi molto più bravi e titolati di me , ci penseranno loro a riferirvi le parole della Senatrice romana dell’Udc. Oppure lo farà l’impeccabile Addetto Stampa dell’Ente che ha organizzato il Convegno. Io dico solo due tre cose, anzi pure di meno. Facciamo così: ne dico solo una così vi faccio risparmiare tempo. Ed è questa: la signora Binetti è una persona timorata di Dio. Direte: “dov’è la notizia?”. E magari aggiungerete: “non è quella cattotalebanPAOLA BINETTI A BRINDISI 13 FEB 12a dell’opus dei col cilicio?” con la variante/aggiunta dei militanti piddì “meno male si è tolta dalle scatole!”. Scusate la terminologia, che poi non sono parole mie: ripeto gli stolti slogan. Certo, mia madre mi ha insegnato che le parolacce neppure si ripetono. Ma ho detto solo le cose entro il limite della decenza -piu o meno – dette riguardo questo grande medico prestato alla politica. Molti degli ex compagni (di strada, di partito) della Binetti neppure sanno esattamente cosa sia il timor di Dio. Ed è anche inutile provare a spiegarlo: dopo un po’ ti ridono in faccia e ti guardano con saccente sufficienza : “è un povero cattolico” pensano tra loro (e certe volte non si limitano a pensarlo ma cotanto filosofema fuoriesce dall’encefalo ed approda alle corde vocali). Pazienza. Beati voi quando….

Ecco. Senza volerlo (senza volerlo?) vi ha riferito una dei messaggi più importanti che la Senatrice ha voluto trasmettere all’uditorio (in vero abbastanza modesto. Come numero, non fraintedete). Create una rete dei buoni, ha detto. Ma solo i buoni, i giusti hanno compreso.

C’erano dieci giusti fra noi?

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i direttori del Tg1 Augusto Minzolini e quello pro tempore del Tg2 Mario De Scalzi per l’accusa di abuso di ufficio. I fatti si riferiscono al video delle interviste al premier trasmesse il 20 maggio scorso. Il filmato delle interviste era stato oggetto di una denuncia dei Radicali presentata nei giorni scorsi in Procura e firmata da Emma Bonino e Marco Cappato. Nella denuncia si sottolineava come “gli interventi di Berlusconi nei Tg siano per temi trattati e scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari”.

Alla procura della Repubblica gli esponenti radicali Emma Bonino e Marco Cappato, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Rossodivita, avevano chiesto di sequestrare anche videocassette e file originali dei messaggi mandati in onda, nonché appunti, ordini di servizio e tutto il materiale relativo ad attività redazionali svolte prima che i filmati fossero trasmessi, ma la Procura ha espresso parere negativo al gip, che dovrà pronunciarsi, in quanto il reato di abuso di ufficio non appare sussistere in tutti i suoi elementi. 

La posizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per le video interviste sui tg del 20 maggio scorso, non andrà al vaglio del Tribunale dei Ministri. La decisione della Procura è dovuta al fatto che, è stato sottolineato, in quel caso Berlusconi agì come presidente del Pdl e non nella veste di premier. Sarà invece la Procura di Milano ad esaminare la posizione dei direttori dei telegiornali Mediaset (Canale 5, Italia 1 e Rete 4) in merito al video dell’intervista al premier andato in onda il 20 maggio scorso. I Radicali avevano denunciato infatti anche i direttori dei Tg Mediaset e avevano depositato l’atto sia alla Procura di Roma che a quella del capoluogo lombardo.

“Ecco perche’ circolano anche altri nomi, tra cui quelli di Enrico Letta e Ignazio Marino che potrebbero essere piu’ graditi all’Udc.” Cosi l’ansa (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/06/visualizza_new.html_1651756322.html ) che commenta la candidatura della pannelliana bonino, assieme al piddì e forse l’uddicì, alla PRESIDENZA della regione lazio.

Passi per Enrico Letta (che ogni buon cattolico si chiede perchè mai si ostina a militare coi comunisti) ma perchè mai l’uddiccì dovrebbe gradire ignazio marino a emma bonino? Fatti LORO, per carità (son distante dall’udc quanto brindisi dalla papuasia): ma si rendono conto che marino è quanto di peggio -sul piano della OBBEDIENZA alla  Dottrina sociale della Chiesa- possa esserci in giro?

Lui si dice cattolico (e se per questo lo dicono pure rosaria binda, livia turca e pure quello di montevaglio-o monteveglio:insomma lui, il padre di tutti i cattocomunisti- si definiva tale) ma tutti rammentano il suo(di ignazio marino) mantra “fatela morire, fatela morire, fatela morire” quasi ogni sera in tv mentre Eluana stava per essere uccisa.