brindisi, politica, sciaia, ex picnic, estoril, litorale di brindisi, consiglio comunale, mennitti, d'attis, "Abbiamo depositato in queste ore una proposta di ordine del giorno al Consiglio comunale con cui proponiamo di dare mandato al Sindaco di elaborare e formalizzare la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Comune, Autorità portuale e Agenzia del Demanio a fronte del quale verificare i possibili utilizzi, e quindi i relativi recuperi, delle sole strutture presenti nell'area ex-Pic-Nic e dintorni, per togliere dalla vista di tutti i cittadini l'attuale obbrobrio, anche ai fini di salvaguardare la sicurezza, prevedendone la completa demolizione".     Interviene così Cosimo Elmo, vicecapogruppo del PdL, primo firmatario della proposta di ordine del giorno assieme ai colleghi dei gruppi PdL, FLI, BAV, Ppdt, Movimento Regione Salento.     "Con questo provvedimento - conclude Elmo - intendiamo raccomandare la connessione di tutti i provvedimenti già adottati con il redigendo Piano Urbanistico Generale. Nello specifico riteniamo doveroso anche dire, per rispetto dei cittadini, che esistono questioni gravi legate alla dividente demaniale che dovrebbe essere spostata verso terra poiché per lunghi tratti la detta linea risulta essere praticamente in mare. E su questo argomento, sollecitandone la soluzione, rileviamo che non solo l'Amministrazione comunale è in ritardo ma anche altri uffici periferici dello Stato".     COMUNICATO STAMPA COSIMO ELMO - vicecapogruppo PDL Brindisi,Comune, Autorità portuale e Agenzia del Demanio,  lunedì 30 settembreTutti i brindisini conoscono la zona Sciaia, ossia la parte iniziale del litorale a nord della città. Un luogo che è molto bello dal punto di vista naturale (ed anche paesaggistico-turistico quindi) ma che da decenni, oramai, versa in condizioni che possono essere definite di degrado e di abbandono. Sia la ex “babylandia” che la ex spiagga della Marina sono inutilizzabili ed in stato, appunto di abbandono e comunque non fruibili. E’ noto pure lo stato di abbandono dei ruderi di quelle che furono, un tempo, strutture ben note e frequentate (ci riferiamo all’Estoril, al Pic Nic e alla “Lampara” o ciò che di essi rimane).

Ebbene salvo lodevoli articoli di denuncia, apparsi qua e la e pubblicata da alcune Testate, la situazione permane immutata. Per quello salutiamo con piacere una iniziativa recente:”Abbiamo depositato in queste ore una proposta di ordine del giorno al Consiglio comunale con cui proponiamo di dare mandato al Sindaco di elaborare e formalizzare la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Comune, Autorità portuale e Agenzia del Demanio a fronte del quale verificare i possibili utilizzi, e quindi i relativi recuperi, delle sole strutture presenti nell’area ex-Pic-Nic e dintorni, per togliere dalla vista di tutti i cittadini l’attuale obbrobrio, anche ai fini di salvaguardare la sicurezza, prevedendone la completa demolizione”.Interviene così Cosimo Elmo, vicecapogruppo del PdL, primo firmatario della proposta di ordine del giorno assieme ai colleghi dei gruppi PdL, FLI, BAV, Ppdt, Movimento Regione Salento.

brindisi, politica, sciaia, ex picnic, estoril, litorale di brindisi, consiglio comunale, mennitti, d'attis, "Abbiamo depositato in queste ore una proposta di ordine del giorno al Consiglio comunale con cui proponiamo di dare mandato al Sindaco di elaborare e formalizzare la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Comune, Autorità portuale e Agenzia del Demanio a fronte del quale verificare i possibili utilizzi, e quindi i relativi recuperi, delle sole strutture presenti nell'area ex-Pic-Nic e dintorni, per togliere dalla vista di tutti i cittadini l'attuale obbrobrio, anche ai fini di salvaguardare la sicurezza, prevedendone la completa demolizione".     Interviene così Cosimo Elmo, vicecapogruppo del PdL, primo firmatario della proposta di ordine del giorno assieme ai colleghi dei gruppi PdL, FLI, BAV, Ppdt, Movimento Regione Salento.     "Con questo provvedimento - conclude Elmo - intendiamo raccomandare la connessione di tutti i provvedimenti già adottati con il redigendo Piano Urbanistico Generale. Nello specifico riteniamo doveroso anche dire, per rispetto dei cittadini, che esistono questioni gravi legate alla dividente demaniale che dovrebbe essere spostata verso terra poiché per lunghi tratti la detta linea risulta essere praticamente in mare. E su questo argomento, sollecitandone la soluzione, rileviamo che non solo l'Amministrazione comunale è in ritardo ma anche altri uffici periferici dello Stato".     COMUNICATO STAMPA COSIMO ELMO - vicecapogruppo PDL Brindisi,Comune, Autorità portuale e Agenzia del Demanio,  lunedì 30 settembre

Per onestà dobbiamo ricordare che già l’Amministrazione Mennitti aveva pensato a tale situazione. E durante l’ultima campagna elettorale era anche apparso un progetto di recupero proprio di quest’area della costa brindisina cui tutti i cittadini sono molto legati. E’ auspicabile, dunque, che venga ripreso in mano quel progetto magari con la collaborazione di maggioranza ed opposizione.Con questo provvedimento – conclude Elmo – intendiamo raccomandare la connessione di tutti i provvedimenti già adottati con il redigendo Piano Urbanistico Generale. Nello specifico riteniamo doveroso anche dire, per rispetto dei cittadini, che esistono questioni gravi legate alla dividente demaniale che dovrebbe essere spostata verso terra poiché per lunghi tratti la detta linea risulta essere praticamente in mare. E su questo argomento, sollecitandone la soluzione, rileviamo che non solo l’Amministrazione comunale è in ritardo ma anche altri uffici periferici dello Stato”.

Nel ribadire il plauso a tale iniziativa si esprime la viva speranza che trovi una concreta attuazione con l’azione decisa e determinata di ogni consigliere comunale.

cosimo de matteis

MONTEZEMOLO.JPG


Come si fa a non essere d’accordo con Enrico Cisnetto, che su IL FOGLIO del 7 dicembre scrive: “E’ ormai evidente che la dimensione della crisi è tale per cui essa porta inevitabilmente a cambiamenti radicali: buoni se li si governa, cattivi se si perde la bussola, pessimi se ci si ostina a voler tornare come prima. Dunque vince chi ha il coraggio e la saggezza di lasciare il vecchio per il nuovo”.

Il problema è poi vedere chi si candida a portare “il nuovo” e se è credibile nel portarlo. E’ indubbio che il recente raffreddamento dei rapporti tra la coppia Casini-Fini, da una parte, e l’affollato gruppo “centrista” di VERSO LA TERZA REPUBBLICA guidato da Montezemolo sia dovuto al timore che UDC e FLI siano pieni di uomini “vecchi” e non credibili da parte di un elettorato che reclama “il nuovo”. Ma Montezemolo pensa di rappresentare una “novità” ? Gli elettori moderati – forse oggi più indignati degli estremisti – certamente non lo credono. Per loro la vera novità dovrebbe essere rappresentata da un partito che dimostrasse il coraggio e la saggezza di formare una squadra di governo composta da persone non solo nuove, ma anche oneste e competenti. Ma chi potrà produrre questa novità ?

E’ sorprendente come Grillo abbia formato la sua squadra di candidati al Parlamento. Tre giorni di selezione “on line” ed ecco il miracolo: “per primi al mondo presentiamo con tre mesi di anticipo i futuri inquilini di Camera e Senato” dice Grillo con grande orgoglio. C’è da stupirsi se molti incominciano a temere che un crescente successo di Grillo ci possa far cadere dalla padella del malgoverno nella brace della totale incompetenza dei “nuovi”? Grillo è un abilissimo venditore, come già lo è stato Berlusconi. L’augurio è che gli elettori non ci caschino per la seconda volta.

Come evitare questa seconda trappola ? Con il sostegno a partiti veramente nuovi – come ITALIANI LIBERI E FORTI – che si propongono di cambiare profondamente il modo di fare politica in Italia con il favorire una stretta alleanza tra le forze produttive (piccole e medie imprese private con i loro lavoratori dipendenti e autonomi) e con il portare la Pubblica Amministrazione a funzionare come sostegno di tali forze e non come freno o, peggio, boicotttaggio. Il fondamentale motore dell’economia privata, per ripartire e creare nuova ricchezza e occupazione, ha un gran bisogno di avere “manovratori” motivati e “controllori” equilibrati.

La prossima campagna elettorale dovrà essere caratterizzata dall’emersione di partiti capaci di trasformare i voti di protesta (e il non voto) in voti di fiducia verso un programma di governo che possa favorire la nascita di una vera economia sociale e solidale di mercato. E’ un programma che il nostro partito ha sintetizzato nei suoi 16 IMPEGNI e che nel corso della campagna elettorale verrà presentato con una serie di proposte concrete.

Giovanni Palladino – Segretario Nazionale di ILEF – Italiani Liberi e Forti

www.italianiliberieforti.eu

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BRINDISI - Composizione del Consiglio Comunale/ l'Opposizione, brindisi - ecco i 12 consiglieri d'opposizione, cosimo elmo, pietro guadalupi, pietro santoro, pdl, fli, pisanelli antonio, cursi massimiliano, ilario pennetta, brindisi avanti veloce, massimiliano oggiano, la puglia prima di tutto, giampiero pennetta, riccardo rossi, roberto fusco, giovanni brigante, mauro d'attis, brindisi bene comune, si roberto fusco sindaco, brindisi, voti di preferenza dei consiglieri, Saranno solo in dodici e neppure tutti facenti parte della stessa coalizione. E dovranno affrontare in Consiglio una poderosa maggioranza, coesa ed affiatata(così dicono, sia dall’UDC che da SEL), fatta di ben venti persone. Dirvi chi sono è praticamente impossibile e probabilmente lo sarà per un mese abbondante: non è verosimile pensare che occorra meno tempo per definire quali di questi Consiglieri eletti potranno  essere chiamati in Giunta da Consales e quindi facendo subentrare nella Assise altre persone che, al momento, non risultano essere elette. A dir il vero il neo Sindaco aveva solennemente detto che avrebbe composto un governo cittadino senza ricorrere ai consiglieri ma puntando su “esterni” e, promesse per promesse, aveva pure preannunciato la presenza in Giunta di almeno quattro donne. Ad ogni modo i nomi dei consiglieri di maggioranza non ve li possiamo dare e non abbiamo voglia al momento di riportarvi tutta la pappardella dei venti più suffragati, con il cerimoniale della menzione del primo dei non eletti per ogni lista et cetera. Come dico spesso: andate sui Giornali veri, questo è un misero blogghetto. E comunque prima di un mese non sapremo chi di questi farà il grande salto fra i banchi del gabinetto Consales.

Ci limitiamo, dunque, solo ad una mera elencazione di quelli che sono i consiglieri comunali d’opposizione, partendo dai quattro Candidati Sindaco non eletti. Eccoli:

MAURO D’ATTIS

GIOVANNI BRIGANTE

ROBERTO FUSCO

RICCARDO ROSSI

ELMO COSIMO  (PDL – 650 voti di preferenza)

GUADALUPI PIETRO (PDL –396)

SANTORO PIETRO (PDL – 363)

PISANELLI ANTONIO (FLI – 443)

CURSI MASSIMILIANO (FLI – 437)

PENNETTA ILARIO  (BAV – Brindisi Avanti Veloce – 326)

OGGIANO MASSIMILIANO (La Puglia prima di tutto – 302)

PENNETTA GIAMPIETRO  (Mov.Reg.Salento – 601)


 

Ulteriori notizie, commenti, dati sul seguente Sito:

http://cronachebrindisine.myblog.it/

 

Gentile Senatore,

 

lo sbaglio peggiore, oserei dire imperdonabile, che possa fare un politico è peccare di superbia. E non tanto per l’aria poco simpatica che il vivere tale pessimo vizio comporta: quello, in fondo, è il minore dei mali. Il problema vero è che il politico superbo spesso è anche ingrato e smemorato. Ciò gli fa perdere completamente la bussola. E torniamo sempre lì: umiltà (consapevolezza dei propri limiti) ed onestà. Con queste virtù –unite ovviamente ad una sufficiente competenza- nessun traguardo è precluso ed anzi la comunità ne trae grande giovamento. Viceversa illudersi di essere onnipotenti è l’inizio della fine. Le carriere politico-amministrative di molti uomini e donne sono segnate da tali dinamiche.

Nello specifico della realtà locale lo sbaglio peggiore che si possa fare (e, attenzione: è già stato fatto. Ma fortunatamente da parte di persone che politicamente contano zero o poco piu) è ritenere di potersi presentare ai cittadini in discontinuità con la azione di Domenico Mennitti. Non esiste una sventura peggiore di questa. E’ destinata ad un clamoroso fallimento. Fallimento imperdonabile laddove la sinistra non solo è totalmente priva di una idea, di un progetto, di un leader, ma è anche divisa come mai era accaduto.

Ebbene la eventuale stoltezza di ritenersi autonomi e/o addirittura diversi ed alternativi a Mennitti (da parte del centrodestra) risulterebbe fatale e rischierebbe di riuscire a far vincere una sinistra sgangherata, dilaniata ed immorale.

Già. Immorale. La moralità, come la onestà è diventata un optional. La dittatura del relativismo tiranneggia senza che i cittadini se ne rendano neppure consapevoli. E per “stare dietro” alla fecale postmodernità si è deciso, sciaguratamente, di mettere Dio da parte. E passi che lo faccia Rifondazione Comunista, o il PD o l’Italia dei Valori: da sempre anticattolici non fanno che “coerentemente” continuare la loro storia perdente e senza senso.

Il guaio, e la cosa inedita quanto preoccupante, sopraggiunge quando anche il centrodestra, nelle sue articolazioni, strizza l’occhio a certo relativismo libertario.

E ciò a livello nazionale è già abbondantemente accaduto: Fini e Martino, anche se militano in due partiti diversi, sono assolutamente vicini come pensiero e visione di vita. Anche la Prestigiacomo, anche Brunetta, anche Galan. Per queste persone il Vangelo è poco piu di niente. In molti casi lo han detto in modo anche esplicito. Nella stragrande maggioranza dei casi invece lo “dicono” in modo altrettanto chiaro con le loro vite improntate a principi edonistici ed assolutamente antievangelici.

Pensate a quanti di costoro vivono situazioni stabili di peccato (adulterio, convivenza): non c’è neanche bisogno di fare nomi poiché la grancassa mediatica ci presenta costantemente gli amanti e persino le concubine.

Non serve a niente –anzi: è una penosa foglia di fico- il dire che “la società è cambiata”. Si, la società è cambiata ma la morale no. E neppure i dieci comandamenti. E peggio per quei cattolici (preti e suore incluse) che piu o meno consapevolmente partecipano a tale sulfureo processo di apostasia silenziosa.

La “Nota Dottrinale” promulgata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede esattamente dieci anni fa (era il novembre del 2002) è rimasta davvero lettera morta. Non solo milioni di battezzati ma anche numerosissimi presbiteri e Religiosi/e la ignorano (quando non la contestano apertamente). Ma questo è un discorso piu ampio che va ben oltre la politica e riguarda la decadenza morale dell’occidente cristiano che rinnega le proprie radici illudendosi di conquistare briciole di illusoria “libertà”.

E tuttavia i nostri seicento candidati consiglieri ed i nostri cinque candidati sindaco sono immersi in tale realtà: io a costo di farmi ulteriormente dare del “bigotto” vorrei davvero sapere quanti di costoro sono dei buoni cristiani. Gradirei sapere, prima di dare il mio voto, se hanno una regolare vita coniugale o se sono regolarmente infedeli, divorziati, “risposati” e se causano sofferenze indicibili ed indelebili ai loro figli.

Non è indifferente per me: non per gossip ma per dare il mio voto a chi vive nella moralità e non nel disordine. Di più: non mi interessano i proclami se poi ad essi non  corrisponde una coerenza di vita. E non posso non pensare a quell’esponente (di recente investito pure di una carica di un certo rilievo) del PDL che si prende la libertà di “bacchettare” pubblicamente il Vescovo “reo” d’aver ripetuto quello che da sempre il Magistero della Chiesa afferma riguardo il sesto comandamento. Quella persona è ancora in tempo per dire di aver clamorosamente sbagliato e per chiedere umilmente scusa. E comunque tornerò sulla questione.

Ed è per questo che da cattolico e contestualmente da cittadino/elettore del centro destra che chiedo al Senatore Saccomanno Dottor Michele –persona di cui ho la massima stima e che è assolutamente esemplare per la sua condotta morale e cristiana- di intervenire nel PDL (locale ma anche nazionale) per porre degli argini a tale deriva laicista che investe il partito e l’area politica.

Lo chiedo a lei e non ad altri che pur trastullandosi di inutili “galloni” di una non meglio specificata cristianità  han però dimostrato –proprio di recente- d’esser caduti nella trappola insidiosa della competizione e del “dispetto”. Ella, Senatore, ha tutta l’autorità morale per guidare il partito in Terra di Brindisi: non ci deluda.

 

cosimo de matteis

Con le dimissioni, date per ragioni di salute, da parte del Sindaco Domenico Mennitti la città di Brindisi è chiamata a scegliere il suo nuovo primo cittadino e ciò avverrà nel mese di maggio. Da tempo le forze politiche si stanno preparando per tale appuntamento di estrema importanza e sono anche emerse le candidature che ora vi comunicheremo. Premessa importante: per avere un quadro definitivo ed ufficiale occorrerà attenderà la effettiva presentazione dei Candidati Sindaco e le Liste ad essi collegate. Questo come è noto avverrà soltanto trenta giorni prima della data fissata per le Elezioni Amministrative (6 e 7 maggio 2012) e questo significa che prima di sabato 7 aprile il quadro sarà suscettibile di variazioni.

Lo “specchietto” che segue, quindi, va inteso come una lettura delle attuali forze politiche in campo, così come esse si sono collocate e presentate alla città ed ai mezzi di informazione.

Alla data odierna i candidati  che hanno ufficializzato  di voler concorrere alla carica di Sindaco di Brindisi sono sei. Ve li presentiamo, qui di seguito, unitamente a quelle che sono le liste che li  sostengono :

MAURO D’ATTIS

PDL

FLI

LA DESTRA

Brindisi avanti veloce

La puglia prima di tutto

Insieme per la città

Alleanza per le periferie

 

 

 

GIOVANNI BRIGANTE

Sviluppo e lavoro

La Puglia per Vendola

Cultura popolare

Unione popolari di centro

Democrazia popolare

 

 

 

MIMMO CONSALES

PD

UDC

SEL

PSI

API

PRI

Verdi – Ecologisti

Progettiamo brindisi

Noi centro

Brindisi socialista

Pensionati e invalidi

Impegno sociale

 

 

RICCARDO ROSSI

Brindisi bene comune

 

 

ROBERTO FUSCO

IDV – Lista Di Pietro

Rifondazione Comunista

Lista Roberto Fusco

 

 

FERNINANDO DE GIOSA

PDA – Partito delle aziende

porto di brindisi - FOTO DI COSIMO DE MATTEIS


Certe volte mi chiedo: ma certe persone “ci sono o ci fanno?” .si, si, per carità. A nessuno interessa. D’accordo.Facciamo così: sto parlando solo, vabbè? Bene. E sto pensando a certi incredibili contraddizioni. Allora, lungi da certo provincialismo, ognuno ama la sua città. Nello specifico Brindisi. E A CI CCHIUI SI ENCHI LA VOCCA: “amo brindisi”, “la brindisinità”, “brindisi ai brindisini” “brindisi siamo noi” e via sloganeggiando. Ma allora, di grazia, che senso ha parlare (seriamente!) di “regione salento”. Per l’amor del Cielo: tutto lecito, nessun reato, ci mancherebbe altro.W la libertà, w la democrazia abbasso il fascismo ed ogni altra dittatura illiberale e liberticida. Ma io potrei capirlo da persone di strudà, di palmariggi, di cutrufiano, non da brindisini. Non è finita: stò benedetto feisbuk, vuoi o non vuoi, ti fa vedere (e leggere) certe cose. Ed una volta viste (e lette) pure che ti sforzi non puoi far finta di niente. E quindi scopri non solo la amicizia facebook (che è cosa normale, sia chiaro) tra persone diversissime e soprattutto distanti anni luce sotto ogni punto di vista (visione della vita, orientamento politico, credo religioso, aspetto assiologico et altro).

Bene. E’ un fatto positivo, direte. Il dialogo etc. Certo, certo. Ma come fai a leggere che una persona “simpatizzante” di uno schieramento (e di una persona in particolare) si dice onorata (e non ricordo più quali altri termini, ma è meglio così) di avere la amicizia di una persona, appunto, distante anni luce da chi invece il nostro personaggio “slurpa” da anni?

E’ la politica, bellezza. Si, si. Ma a tutto c’è un limite. Già li sento: “e quiddu…si stà scandalizza…”. Si, perché, non posso? Hanno creato un movimento (non lo giudico, per carità!) che si nomano “indignados” o qualcosa di simile ed io non posso indignarmi? Io mi indigno ed ancora mi scandalizzo davanti alle incoerenze, piccole o grandi che siano. E’ reato indignarsi?

 

 

Gentili amici lettori di questo Sito (siete ogni giorno di più, lo sapete? E non avete idea di quanto io sia felice di poter offrire un piccolo servizio con questo strumento informativo!) sperando di non annoiare -soprattutto chi non conosce e/o non vive la realtà territoriale di cui si parla nell’articolo- riporto qui quanto ho scritto sul mio Sito Web “Cronache Brindisine”: ripeto che comprendo quanto possa essere poco interessante per taluni, tuttavia trattandosi di questioni legate alla politica ed alla tornata Amministrativa che ci apprestiamo a vivere io credo che non sia proprio inutile perdere sette minuti del proprio tempo per leggere quanto segue:


La rubrica appena inaugurata (la c.d. rassegna stampa online) già trova difficoltà a procedere: avendo scelto come tema i resoconti delle varie Testate della odierna Conferenza Stampa di Mauro D’Attis ci troviamo nella condizione di dover riportare uno scritto appena apparso sulla rete. Ed invece non lo facciamo (ecco perché parlo di “sospensione”) perché l’articolo in questione mi ha notevolmente turbato: pur conoscendo da decenni (non sono un ragazzino sprovveduto, anche se un po’ ingenuo si) lo “stile” ed i metodi tipici della disinformazione e/o della informazione faziosa e menzognera (tipica dei regimi, ad esempio quello comunista. E non solo con Stalin: la disinformatio  della “Pravda” sopravvisse per lunghi decenni, ben oltre la morte del sanguinario dittatore georgiano omicida) ciononostante continuo ad indignarmi profondamente di fronte alle storture. Sicchè mi taccio.

E lo faccio per due motivi: non tanto per evitarmi noie che sicuramente avrei nel momento in cui commentassi certe scorrettezze e menzogne di alcuni colleghi –e del resto ho ricevuto, come ben sapete, già minacce per questioni apparentemente diverse: in realtà, ed un giorno verrà fuori, le due cose erano e sono parecchio intrecciate. E come sempre ho la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine che faranno certamente luce sui mesi terribili che abbiam vissuto con veri e propri reati e non scaramucce-  ma quanto per un motivo che ci tengo a precisare.

Ebbene, che io sia un cittadino, indipendentemente dal mio ruolo di blogger e quindi di informatore attraverso internet, che ha apprezzato il lavoro svolto dal 2004 ad oggi dalla Amministrazione Civica non è un mistero. Né io mi impegno a far apparire diversamente: sarei ridicolo e cadrei nelle enormità commesse da altri (e mi sovvengono certi gotha del giornalismo nostrano…).

Ma tale mio punto di vista, che poi è quello di tutti i cittadini onesti e di buon senso i quali non possono non apprezzare l’immensa opera del Sindaco Mennitti, non deve dare l’alibi o il pretesto a qualcuno per attaccare il Centrodestra e/o il suo Candidato Sindaco unitario(parentesi: la si smetta di dire, facendo pure i nomi, che esistono quattro altri candidati di centrodestra. Non è così: chi lo dice e/o lo scrive confonde la realtà coi propri sogni. Il centrodestra è unito, anzi: altre forze convergono su di esso e lo sappiamo tutti. Le candidature di singole persone, slegate da ogni legame di qualsiasi tipo col centrodestra brindisino –ed anzi verrebbe da dire che alcuni di costoro, semmai li si volesse collocare, andrebbero ascritti a quell’aria libertina e laicista che, da sempre, flirta cogli eredi del Partito Comunista- non c’entrano davvero nulla di nulla col centrodestra e men che meno col Pdl. E qui chiudo la quaestio attorno a questa palese inesattezza.Punto).

Mi spiego meglio: poiché, si sa, in campagna elettorale –specie i candidati in grosse difficoltà di immagine e di consenso- si usa denigrare l’avversario. Il Pci, credo fu Gramsci a farlo, addirittura teorizzò la menzogna come strategia politica ed il sardo è stato preso alla lettera: è risaputo che la demonizzazione dell’avversario politico è il tratto distintivo della sinistra, dal Pci ad oggi. Ebbene io vorrei preventivamente evitare che il centrodestra –e Mauro D’Attis in primis- possa essere attaccato (fra i tanti strali, di inchiostro e di silicio,  che sicuramente dovrà sorbirsi ) perché “sostenuto persino da quello strano blogger”. Non ho manie di protagonismo (né collaterali sindromi di persecuzione) ma so bene di essere non solo conosciuto in città ma anche abbastanza odiato (e, credetemi: dovevo arrivare a questa età per sentire sulla mia pelle gli effetti dell’odio altrui, una cosa orribile e tristissima che non auguro a nessuno, davvero) e quindi non voglio minimamente offrire l’assist a possibili critiche pretestuose del tipo che credo d’aver ben esemplificato.

Sono un cittadino. Prendetevela con me, se proprio volete. Ma, nell’agone politico, misuratevi con le idee, le opere e la progettualità del centrodestra, e del Pdl e di Mauro D’Attis: io sono solo un semplice blogger che, ripeto, come cittadino ho le mie idee che non celo e che or ora vi ho ribadito.

Spero d’esser stato chiaro e di non ricevere ulteriori attacchi, aggressioni verbali e minacce: riguardo queste ultime, come ben sanno gli interessati, non ho mai indugiato a denunciare immediatamente e pubblicamente l’accaduto.

(tratto da “Cronache Brindisine”, http://cronachebrindisine.myblog.it/ )

Bene. E’ partita la corsa, ufficialmente intendo. E parallelamente è cominciata pure la pratica dello sport preferito dai brindisino (veramente da molti italiani: ma nel centro adriatico pare esserci una attitudine particolarissima a questa pratica non proprio dignitosissima. Scienziati della nasa da anni cercano di studiare il fenomeno e comprendere i motivi della ampia diffusionImmag125.jpge qui da noi): ora c’è pure la possibilità di mettere il proprio slurp nero su bianco. Oddio, veramente si tratta di silicio o giu di lì però sempre manent  (salvo ripensamenti e…clic). Se voleva essere un primo test mi sento di dire che è fallito: Brindisi non è Roma o Palermo ma neppure mungivacca o spongano e ci vogliono le 5 cifre (cinque: 1, 2, 3, 4 e 5 cifre). Uno dice: “eh, cavoli: aspetta, no? Ora vedrai”. Si, si. Certo, e chi ha fretta? Anzi: è il piu grande spettacolo e siccome non amo il cinema né la televisione, al palazzetto oramai è impossibile entrarci se non sei abbonato da almeno tre anni, il campo è meglio non frequentarlo di sti tempi, insomma è l’unico sbariatiempu. (quando poi vedremo i primi santini allora saremo proprio a posto).E sarà lunga, eh. Saranno contenti i ragazzini delle scuole che avranno le loro aule impegnate dai solerti funzionari –scusate se ogni tanto mi fermo: è che vado a vedere se è lievitato il pallottoliere(ma il pallottoliere lievita? Eh eh eh) ed  invece niente: piu dura, molto piu dura del previsto.

Verrebbe da usare quel proverbio un po’ scemo ed un po’ inflazionato (quello della bicicletta e del pedalare) ma non è il caso: ci attendono giorni di puro spasso e dobbiam tenerci strette le battute e non sciuparle così , come diceva totò in quel film che lui era nobile e si chiamava barone zazzà.

PS: ho dato l’ultimo sguardo e…sempri quiddi sontu li numbiri.

Ho ascoltato le parole odierne di Buttiglione (che mi ha fortemente confermato nel mio giudizio su di lui: come sapete raramente mi sbaglio) e mi meraviglio che nessuno gli abbia spiegato, magari in tono soft, che a Brindisi non c’è nessun “laboratorio” e men  che meno un terzo polo così come è inteso nel resto d’Italia. O meglio: un laboratorio c’è, ma noLa visita del Professor Buttiglione, Presidente Nazionale dell'UDC, a Brindisi, brindisi, udc, incontro, museo provinciale, rocco buttiglione, cdu, incapacità a guidare il partito in periferia, pd spaccato, uddicci testimonianza, laboratorio fallito, politica, elezioni amministrative, venerdì 13 gennaio 2012, candidati sindaco a brindisi, campagna elettorale, terzo polo, fli, api, la destra, pri, mpa, io sud, pensionati e invalidi, adc, sel, sviluppo e lavoro, candidato sindaco, centrosinistra spaccato, notizie brindisine, idv-lista di pietron “sperimenta” nulla di nuovo: la solita formula cattocomunista del PCI(che ora, se ho seguito bene tutti i passaggi, si chiama piddì) +udc (nel ruolo di utili idioti che già fù dei prodiani prima che i comunisti li inglobasero nel loro partito). Nulla più. Quindi, quale laboratorio? O non sa la situazione brindisina -e questo conferma la sua scar(sissim)a attitudine di seguire il partito in periferia (cosa che letteralmente devastò il CDU sotto la sua segreteria)- oppure la sa bene e fa finta di non saperla. E francamente non so quale delle due ipotesi sia meno tragica.

Forse nessuno gli ha spiegato che non si tratta di “piccole frizioni”: l’uddiccì qui non c’è più (e del resto una saletta semivuota per il Presidente del partito è cosa emblematica) e non perchè qualche capetto si è portato i suoi in altro partito creando una scissione: no, proprio non c’è, non esiste, n.p.

Quindi, ad ausilio del professore strabico (se ci legge): nessun “laboratorio”, e questo perchè quanto Ferrarese (e preciso: Ferrarese, non Ferrarese e Casini o Ferrarese e Buttiglione e/o altri leader nazionali, men che meno baffino sempre più schifato di tutto persino di sè stesso) creò nelle Provinciali di tre anni fa non esiste più. E rimasto il piddì (ultraspaccato e al 13-17%, fonte: i loro boss nei loro bollettini) e l’uddiccì nelle condizioni che abbiam già descritto. Più l’ottimo (e lo ripeto: ottimo. Ed onesto) Presidente della Provincia che però, per ovvi motivi, non può incidere più di tanto: si candidasse lui a guidare la città vincerebbe al primo turno(persino col piddì) ma il candidato non è lui. C’è di più: il candidato, chiunque esso sarà, rappresenterà -come detto- il PD spaccatissimo + UDC al ruolo di testimonianza. E Ferrarese non potrà far miracoli: “Noi Centro” è una civica al due, massimo tre per cento o forse 3,2. E il professor Buttiglione(foto d’archivio tratta da:www.ilpartitodellanazione.ning.com/ ) oggi avrà aggiunto non più di quattro voti, ad essere buoni. Mi fermo qui. Per ora.

cosimo de matteis