Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma, roberto de mattei, corrispondenza romana, famiglia cristiana, omosessualità, sodomia, lobby gay, vaticano, blog pericolosi,levi di gualdo,  E’ apparso oggi su “Corrispondenza Romana” (la versione online è consultabile all’indirizzo www.corrispondenzaromana.it ) un articolo che davvero proponiamo senza nessun commento, riportandolo in modo integrale –incluso il titolo- così come l’Agenzia di informazioni diretta da Roberto de mattei l’ha pubblicata.

Aggiungiamo solo che CR non è uno dei numerosi siti/blog sorti come funghi e, spesso, depistanti ed incontrollabili (a volte si tratta di blogghetti curati da ragazzini fasciotradizionalisti o inquiete femmine che s’illudono d’esser Giovanna d’Arco o Caterina da Siena).

Ecco, CR è nata oltre trentanni fa (nel 1980, per l’esattezza) e cura la sua pubblicazione settimanale (cartacea ed ora pure su internet) dal 1985. Non che la “anzianità di servizio” rappresenti sempre una garanzia (pure il fecale “Manifesto” esce da quasi cinquant’anni. E Famiglia Cristiana da ancor piu tempo) tuttavia era opportuno fare tale precisazione.

Ecco l’articolo:


 

Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma

Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma, roberto de mattei, corrispondenza romana, famiglia cristiana, omosessualità, sodomia, lobby gay, vaticano, blog pericolosi,levi di gualdo,

(di Emmanuele Barbieri) Uno dei problemi che Papa Francesco dovrà affrontare è quello dell’immoralità dilagante del clero che dalla periferia della cristianità giunge al cuore della Curia romana. La stampa laicista mette l’accento sul fenomeno della pedofilia, fingendo di ignorare che questo male affonda le sue radici nella piaga ben più vasta e ramificata della sodomia.

Due sacerdoti, l’italiano don Ariel Stefano Levi di Gualdo, che nel dicembre 2011 ha dato alle stampe la sua opera E Satana si fece Trino (Ed. Bonanno), e il polacco don Dariusz Oko, docente della Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, che nell’estate del 2012 ha pubblicato Con il Papa contro la omoeresia (http://www.conciliovaticanosecondo.it/2012/12/22/con-il-papa-contro-lomoeresia/), hanno recentemente sollevato il dibattito sull’esistenza di una vera e propria lobby omosessuale che esercita, in maniera sempre più coercitiva, una forte influenza dentro la Chiesa, anche ai livelli più alti delle responsabilità ecclesiastiche. La piaga di quella che è stata definita omoeresia, omomafia, omosessualizzazione della Chiesa, è ormai nota e il problema comincia ad essere affrontato da diversi siti cattolici e da studiosi come lo psicologo Roberto Marchesini nella sua opera Omosessualità e Magistero della Chiesa (SugarCo Edizioni, 2013) in cui l’articolo di don Oko è riportato integralmente in appendice.

Lo scenario è nauseante, fatto di potenti intrecci che coinvolgono prelati e sacerdoti di dubbi costumi, seminari, abbazie, monasteri, dove è pacificamente praticata una vita sessuale tendente all’effeminatezza. In queste istituzioni, talvolta storiche, gli elementi sani rischiano di esser stritolati.

In questa situazione di drammatico degrado ecclesiale arrivano sempre più numerose le segnalazioni di seminari e case di formazioni dove si diffondono pratiche sessuali in grave e aperto conflitto con l’etica cattolica, tollerate se non favorite o perfino talora sollecitate dai superiori. Una fotografia della generale corruzione del clero ce la dà la diocesi di Roma, se è vero essa è immagine della Chiesa nella sua universalità. Il Vicario Generale di Sua Santità sembra voler dare di sé l’immagine di persona inflessibile su certi fenomeni, ma di fatto poi, stando a quanto narrano e documentano numerosi sacerdoti e seminaristi, le punizioni esemplari ricadano solo sui deboli, mentre i potenti godono di una impunità ai più alti livelli. In un suo editoriale del 14 gennaio 2013, il direttore della “Nuova Bussola quotidiana”, Riccardo Cascioli, solleva un quesito rimasto senza risposta: «Tutti ricordiamo anche l’inchiesta del settimanale “Panorama” nel luglio 2010 sulle notti brave di alcuni preti gay a Roma. Fu un’inchiesta che generò giustamente scandalo e il vicario della diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini fece affermazioni durissime contro questi sacerdoti, invitandoli a uscire allo scoperto e abbandonare il sacerdozio: eppure non se ne è saputo più niente, non ci sono state sanzioni di alcun genere sebbene alcuni dei responsabili fossero identificabili» (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-nemico–dentro-5591.htm).

Levi di Gualdo nel suo libro, che a distanza di oltre un anno dalla pubblicazione non è stato mai smentito, ricorda, da parte sua, una denuncia, da lui presentata contro la palese immoralità del parroco di una importante basilica romana. Il Vicario Generale per la Diocesi di Roma reagì dichiarando Levi di Gualdo persona non gradita nell’ambito pastorale romano e lasciando che il prete immorale rimanesse al suo posto. Episodio che il sacerdote ha nuovamente riferito di recente in un’intervista in cui dichiara, tra l’altro, che «nella Chiesa è in atto un golpe omosessualista» (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nella-chiesa–in-atto-un-golpe-omosessualista-5590.htm).

Anche il sacerdote polacco Dariusz Oko è dello stesso avviso del confratello italiano ed a conferma di certe dinamiche scrive nel suo articolo: «Quando un vicario tenta di difendere i giovani dalle molestie sessuali di un parroco è proprio lui, e non il parroco, ad essere richiamato all’ordine, vessato ed infine trasferito. Per aver svolto con coraggio il proprio dovere costui si ritrova a vivere esperienze dolorose» (cit. pag. 13). Se questi fatti, diversi dei quali resi pubblici e ancora in attesa di smentita fossero veri, la situazione ecclesiastica di Roma e delle diocesi italiane è a dir poco spaventosa.

Quel che più impressiona è che tutti, pur sapendo, tacciono, persino dinanzi a una denuncia, giungendo all’aberrazione di punire l’innocente proteggendo il colpevole. Ma se Roma è paradigma della Chiesa universale, a Roma una realtà è più di ogni altra cartina di tornasole, l’Almo Collegio Capranica, conosciuto per essere il più antico e prestigioso Istituto di formazione sacerdotale dell’Urbe e dell’orbe, l’unico dipendente direttamente dalla Santa Sede che provvede alla nomina del suo rettore. Già negli anni ‘70 il periodico “Il Borghese” pubblicò un dossier sulla generale immoralità regnante in questo Istituto; dossier che costò la testa dell’allora rettore fatto vescovo. Sostituito il rettore e placate sul momento le acque, tutto tornò però presto tale e quale a prima.

L’ultimo tentativo di moralizzazione fu fatto nei primi anni 2000 con il rettorato di uno spigoloso sacerdote marchigiano, ora in servizio presso la Santa Sede, che cercò di portare un po’ d’ordine e decenza. Si dimise dopo meno di due anni, su pressione di certi ambienti curiali che non tolleravano il suo desiderio di far pulizia. La situazione, ad oggi, non sembra cambiata.

Questo Istituto è un paradigma perfetto: una facciata di aulica nobiltà fatta di secolari tradizioni e un dietro le quinte fatto di notti brave dei seminaristi che, una volta liberi e dismesso il clergyman d’ordinanza, possono entrare e uscire a tutte le ore del giorno e della notte. Quindi incontri particolari tra seminaristi, ma anche tra prelati più o meno potenti in cerca di compagnia. Amicizie molto intime tra alunni, sia seminaristi che sacerdoti, sono all’ordine del giorno fino alla costituzione di vere e proprie coppiette omosex, il tutto senza troppo bisogno di nascondere. All’interno di questo blasonatissimo seminario basta avere un po’ di confidenza con qualche seminarista per sapere chi è “fidanzato” con chi e quali siano i nomignoli al femminile con cui è chiamato questo o quel seminarista, questo o quel sacerdote.

Per giustificare questo stato di depravazione, chi governa questo microcosmo seminariale invoca il principio dell’autoformazione della Pastores dabo vobis (n. 69) e del Direttorio su La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana, stravolti però in senso tutto quanto liberal. Il documento Orientamenti e norme per i seminari (n. 73) riconosce sì come necessaria al processo formativo la capacità all’autoformazione del candidato al sacerdozio, ma non declinata secondo una prassi libertaria che finisce col farsi poi de facto libertina.

Se poi si considera che questo ambíto istituto è una vera e propria “fabbrica” di vescovi, nunzi apostolici e cardinali, come non rabbrividire?  Si dirà: è un caso isolato dovuto a particolarissime condizioni. In realtà è molto di più: è un paradigma. Si tratta infatti del più antico e titolato istituto, direttamente dipendente dalla Santa Sede, preposto alla formazione sacerdotale. Non vogliamo generalizzare, ma viene da chiedersi: se tanta è la sporcizia nel collegio la cui direzione dipende immediatamente dalla Prima Sede, cosa accadrà negli altri dipendenti dalle sedi secondarie? Quella sporcizia denunciata dal cardinale Ratzinger durante la Via Crucis del 2005 sommerge la Roma dei seminari e dei collegi, a partire proprio dal più prestigioso ed esclusivo. Preghiamo dunque perché il nuovo Papa trovi la forza di iniziare la pulizia morale che tutti invocano dalla diocesi di cui, fin dal giorno della sua elezione, si è proclamato con fierezza vescovo. (Emiliano Barbieri)

luca di tolve, rai, canone rai, domenica in, raiuno, omosessualità, censura, ex gay, censurato luca di tolveQualche minuto fa Luca Di Tolve ha scritto, sulla sua bacheca di facebook,  le seguenti parole che trascrivo senza commentare (almeno per ora).

Aggiungo solo che non farò mai una campagna contro la Rai (o contro il pagamento del Canone: non vedo la tv da oramai sei o sette anni ma da oltre quarantanni la mia famiglia paga regolarmente il canone e ritengo disonesto il non pagarlo anche se ritengo che si potrebbe modificare il tutto ma, finche esiste questo canone io, da cristiano, lo pago perchè il cristiano è un cittadino onesto).

Ecco dunque le parole testuali di Luca:

Carissimi,

sono con la presente ad informarvi che solo ieri sera mi hanno scritto via mail che la trasmissione a Domenica In di cui vi ho chiesto
preghiera che sarebbe dovuta andare in onda domenica 4 ore 16:00 sul tema Omosessualità , e per la quale ho rilasciato un video
intervista da mandare in onda come da accordi, andrà si’ in onda MA SENZA IL MIO VIDEO!

Mi hanno scritto: “ Non c’è nessuna ragione particolare, semplicemente, non riusciamo ad inserirla nel flusso della messa in onda”.

Preferisco non esprimere alcun commento, ma vi ringrazio infinitamente per il vostro caloroso appoggio, affetto e preghiera dimostratomi.

Dio vi benedica


Luca Di Tolve

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“Sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, all’Ordinazione. Un atteggiamento così inautentico non corrisponde allo spirito di verità, di lealtà e di disponibilità che deve caratterizzare la personalità di colui che ritiene di essere chiamato a servire Cristo e la sua Chiesa nel ministero sacerdotale.”

Tratto dalla “Istruzione
della Congregazione per l’Educazione Cattolica
circa i criteri di discernimento vocazionale
riguardo alle persone con tendenze omosessuali
in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri”

 


Articolo di Raffaella Frullone, tratto da “La Bussola Quotidiana” del 27 Gennaio 2012

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-ges-mi-ha-guaritoparola-di-ex-lesbica-4320.htm

 


Non è vero che gli omosessuali “sono nati così”. La società in cui viviamo esorta ad avere relazioni con persone dello stesso sesso soltanto perché “bisogna provare”, questo è sbagliato e danneggia le persone.

Prima di venire tacciati di omofobia dai paladini del politically correct precisiamo subito che a parlare è una persona che per molto tempo è stata omosessuale, una donna, che prima era lesbica ed oggi è sposata con un uomo e mamma di cinque bambini.

Dawn Wilde (nome di fantasia), 37 anni, ha raccontato la sua storia in una toccante e schietta testimonianza dal titolo “Confessions of a Recovering Lesbian” ovvero “Confessioni di una lesbica guarita”.

«La maggior parte dei gay e delle lesbiche raccontano di “sapere” che erano omosessuali fin da giovanissimi, per me non è stato così – racconta. – Avevo le sensazioni che hanno tutte le ragazze quando crescono, mi visualizzavo sposata con un uomo e mamma di tanti bambini. Poi ho incontrato Nora.»

Nora e Dawn si conoscono all’università, frequentano numerose lezioni insieme, dormono nella stessa stanza del college, presto diventano amiche, anzi BBF, “Best friends forever”, ovvero “migliori amiche per sempre”. Un’amicizia tra ragazze come tante, fino a quando Dawn si accorge che qualcosa era profondamente diverso.

«Dopo qualche mese un pensiero si affaccia all’improvviso nella mia mente: “sono innamorata di Nora”. Il pensiero mi ha spaventato tantissimo, ho pianto per ore ed ore cercando di immaginare come avrei potuto vivere innamorata di una donna, eppure c’era tutto: l’attrazione emotiva e quella fisica. Da quel momento comincio ad evitare Nora, non volevo vederla o starle vicino, ma è durato poco perché lei voleva assolutamente sapere quale fosse il problema, così ho detto tutto, ho raccontato quello che provato sperando che lei avrebbe reagito con orrrore, invece con stupore Nora mi ha detto che lei provava le stesse cose».

Nel suo scritto Dawn si mette al riparo anche da chi le può chiedere come sia possibile, svegliarsi d’un tratto e ritrovarsi innamorata di una donna. «Non accade all’improvviso. Oggi posso dirlo guardando la nostra storia passata, Nora da piccola era stata ripetutamente molestata da un cugino, io invece ero stata abbandonata dalla mia mamma naturale e crescita con una madre adottiva mentalmente instabile che mi picchiava, umiliava o chiudeva in camera per giorni. Ora si spiega: per me Nora era il legame unico con una donna che non avevo mai avuto, per Nora invece, io ero assolutamente innocua, non avrei potuto farle male. Nessuna di noi due credeva in Dio, il che ci ha messo più facilmente in grado di ignorare le nostre coscienze».

Quella tra Nora e Dawn non è un’avventura, ma una relazione durata stabile di tre anni. Poi ad un certo punto qualcosa cambia. Succede paradossalmente discutendo di una donna lesbica, apparentemente felice e realizzata. Oggi mamma di quattro figli, Cat Cora, è una famosa conduttrice televisiva dichiaratamente omosessuale che negli anni ha fatto proprie le battaglie della comunità Glbt.  «Ci siamo rese conto che nessuna delle due aveva davvero smesso di sognare una famiglia “normale”. Nonostante l’attrazione che sentivamo l’una per l’altra c’era qualcosa di più profondo scritto nel nostro cuore che ci faceva sognare l’abito bianco, il matrimonio, i bambini. Forse era per questo che io non volevo rivelare a famigliari e amici la nostra storia».

Questa presa di coscienza non coincide con la fine della storia tra le due ragazze che, nonostante questo, non riescono a separarsi l’una dall’altra. Poi Dawn, a pochi mesi dalla laurea, incontra un uomo, che per la prima volta riesce a trasmetterle il senso di normalità e naturalità che cercava. «Non è stato facile per Nora accettare che io frequentassi un uomo, anzi. E’ stato a quel punto che, forse per senso di rivalsa, ha rivelato a tutti la sua omosessualità e la nostra storia. E’ stato un momento per me molto difficile perché io continuavo a essere attratta, emotivamente e fisicamente, dalle donne».

Due anni dopo, Dawn incontra quello che oggi è suo marito. «Con lui ho provato queste cose e molto di più. L’ho sposato e gli ho promesso amore e fedeltà. Questo non ha completamente cancellato l’attrazione che sentivo per le donne, ma con l’aiuto di Dio sono riuscita a resistere».

«Poi siamo diventati cattolici. Se prima ero obbediente alla Chiesa, e con fatica resistevo, leggendo la Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II ho finalmente compreso che il mio corpo è sacro, ho capito perché non mi sentivo soddisfatta con Nora e perché mi sento così profondamente unita a mio marito. Non significa che il passato non lasci tracce, ma sono felice di dire che oggi la battaglia è molto più semplice, ogni giorno lavoro su me stessa per rimanere fedele a Dio e a mio marito. So cosa significa provare attrazione per una donna, una donna per tradire il marito si deve sentire amata, coccolata, cercata, emotivamente coinvolta. Ecco perché in un certo senso per me è più facile cadere, ma quando succede faccio una cosa semplice, chiedo aiuto a Dio. Mi aiuta ricordare che c’è un miracolo unico che io sono riuscita a compiere con mio marito e mai avrei potuto con una donna: cooperare con Dio per creare una persona unica con un’anima immortale. È una grazia incomparabile. Non è più “fare sesso”, ma unirsi ad una persona in modo profondo ed eterno.».

«Oggi provo una grande pena per le persone che passano nel mio stesso travaglio. Credo fermamente che non dobbiamo indurre le persone a “provare” relazioni omosessuale. Ma non credo che i gay siano gli unici a lottare. Io da lesbica non ero molto diversa da un uomo che lotta per non considerare la donna un oggetto, o una donna etero che lotta contro la tentazione di fornicare. Siamo tutte persone ferite, ecco perché abbiamo bisogno di Cristo. Nessuno nasce omosessuale, il vuoto che provano le persone gay è una prova di questo, la Chiesa può aiutare ad uscirne. Certamente posso dire che è un grande conforto sapere che lentamente ma sicuramente, Dio sta guarendo dalle ferite della mia anima dal peccato sessuale che l’ha insudiciata. La grazie di un matrimonio casto e felice si può ottenere con tre cose: preghiera, confessione, Eucarestia. Basta solo chiedere.».

Articolo di Raffaella Frullone, tratto da “La Bussola Quotidiana” del 27 Gennaio 2012

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-ges-mi-ha-guaritoparola-di-ex-lesbica-4320.htm

Articolo di Raffaella Frullone, tratto da "La Bussola Quotidiana" del 27 Gennaio 2012, lesbica guarita,confessioni di una lesbica guarita, glbt

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Una normale Conferenza, come se ne tengono tante. Anzi: una Conferenza particolarmente importante attorno al tema della omosessualità. Questa sera, a Ferrara, era in programma un incontro proprio su tale tema con relatori particolarmente importanti e con notevole esperienza di tale tematica. Organizzata regolarmente da una Associazione Culturale (“Gli Amici del Timone”) in collaborazione con una Parrocchia della città estense (quella intitolata allo Spirito Santo) e da svolgersi presso il Cinema Santo Spirito.

 

Purtroppo non vi è persona maggiormente testarda ed intollerante di chi si autoproclama paladino della stessa tolleranza. E dietro ogni finto tollerante si cela un pericoloso censore. In tal senso verrebbe da riportare dei passi di articoli, grondanti sulfureo livore, contro uno dei relatori -il Di Tolve, appunto- e la sua libera scelta di vita. Una mente onesta comprenderebbe subito che tali” critiche” sono in realtà gravide di rancorosi pregiudizi figli di ideologie fecali. Ed allora, per il momento, ignoriamo queste “perle” e vi offriamo invece due indicazioni:

 

la prima riguarda una pubblicazione, uscita pochi mesi fa: è un volume scritto proprio da Luca Di Tolve. E’ una straordinaria e, per certi versi, incredibile testimonianza. Come per ogni libro è difficile poter sintetizzare il contenuto specialmente se –ed è il caso del libro di Luca- vi sono talmente tanti elementi di vita vissuta (dalla separazione alle crociere gay, dal satanismo a Medjugorje, passando attraverso la sofferenza, l’aids, la rinascita ed il matrimonio) che l’unica cosa da dire è “leggetelo”. Appunto: LUCA DI TOLVE, “Ero Gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso”, Piemme Editrice, Casale Monferrato(Al), 2011, pp 252, euro 15.

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E la seconda è una testimonianza diretta dello stesso Luca in cui racconta di come è uscito dal tunnel della omosessualità. Buona visione e buon ascolto. (e buona lettura del libro).

 

cosimo de matteis

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Lady Gaga partecipera’ alla parata dell’Europride di Roma 2011, sabato 11 giugno. La conferma e’ del comitato Europride e di Universal Music Italia.’E’ un’ulteriore conferma del suo sostegno alla causa della comunità lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender)’ afferma il comitato in una nota. ‘L’apertura sul palco nella tappa finale della parata al Circo Massimo -ha precisato Vladimir Luxuria- vedra’ l’esibizione della popstar accompagnata da drag queen vestite con i suoi look piu’ famosi’.

Beh, da una che esalta l’erotismo, il tradimento ed il traditore per eccellenza (è tutto dedicato a Giuda, traditore di Cristo, il suo ultimo “successo”) non è che ci si può aspettare che partecipi alla GMG. Tuttavia è sempre bene riflettere su questi sulfurei patti. Del resto la letteratura specializzata è colma di episodi di “artisti” che, ad un tratto, conquistano un successo mondiale. Non è il caso di approfondire. Semmai solo ricordare chi è che promise tutto il successo di questo mondo se “prostrandoti mi adorerai”. Pensate il Vangelo sia una fiaba per cretini? Andate a chiedere a don Gabriele Amorth quanti idemoniati si prostravano, dietro preciso comando, a quello stregone indiano morto qualche settimana fà. Mica il cornuto dà il potere ed il successo IN QUESTO MONDO senza una contropartita. E che prezzo….

 

Avevo già scritto del libro di Luca Di Tolve (“Ero gay”, Piemme, pp. 252, euro 15) ed ancora ci tornerò. Ora invece voglio presentare quanto ha scritto Cesare Cavalleri su “Avvenire” del 16 marzo scorso. Cavalleri, fondatore delle Edizioni Ares e direttore del mensile “Studi Cattolici”, cura la rubrica settimanale “Leggere, rileggere” sul quotidiano èdito dalla Nei e nell’articolo in questione ha parlato proprio del libro di Luca Di Tolve nelle librerie da un paio di mesi.

Ecco il testo integrale dell’articolo:

Gay: cambiare si può. La testimonianza di Luca

Non ha alcuna importanza che il Luca della canzone presentata da Povia l’anno scorso a Sanremo sia o non sia il Luca Di Tolve che ha scritto il libro Ero gay (Piemme, pp. 252, euro 15): da fonte sicura so che i due si conoscevano già prima di quella canzone e la storia di Di Tolve è sovrapponibile a quella del Luca poviano; ma dopo l’uscita del libro Povia nega coincidenze, e parla di un certo Massimiliano, confermando così il sospetto di calcolata innocenza che da sempre accompagna il comportamento di Povia, compresa la sua partecipazione, in queste settimane, a Ballando con le stelle. Certo bisogna essere forti di stomaco per seguire Luca (Luca Di Tolve, quello della canzone è già dimenticato) nelle abiezioni tipiche di parte del mondo gay, fino alla riappropriazione della propria identità sessuale maschile attraverso un itinerario di sostegno psicologico illuminato dalla grazia della conversione. Quello di Luca è un caso classico di tendenza omosessuale causata dall’assenza di una figura maschile (paterna o sostitutiva) durante l’infanzia e l’adolescenza: è infatti figlio di genitori separati, con un padre assente non solo fisicamente. Dalla sua esperienza impariamo innanzitutto due cose: la responsabilità devastante di quegli psicologi che incoraggiano un ragazzo incerto sulla propria identità sessuale ad accettare senz’altro la propria asserita (dallo psicologo) omosessualità, come soluzione del problema. È proprio per questo genere di consigli che Luca è sprofondato, di gradino in gradino, nell’orrore di un’infelicità che la coazione a ripetere atti omosessuali sempre più distruttivi non riesce a lenire. La testimonianza di Di Tolve ha già incominciato a sollevare le proteste (in primis, quelle di Alessandro Cecchi Paone) di quegli omosessuali che si dicono felici della propria condizione e che etichettano di opportunismo o di plagio quegli omosessuali che percorrono il cammino inverso. Ma serenamente e preventivamente Di Tolve scrive a pagina 120: «Perché se uno da etero passa a gay viene salutato come un eroe e se un omosessuale compie il percorso inverso viene tacciato di falsità e ipocrisia?». Se, come strepitano gli omosessuali militanti, l’omosessualità non è una malattia fisica e neppure mentale, ma una «variante naturale» dell’apprendimento riguardante l’identità, e se la stessa Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che in caso di «orientamento sessuale non desiderato, l’individuo può cercare un trattamento per cambiare la propria preferenza sessuale», perché ciò non dovrebbe valere anche nel caso di passare da gay a etero? Il fatto è che l’apparente sicurezza dei militanti nasconde la disperazione che Di Tolve ha riscontrato in tanti amici gay, costretti alla solitudine e all’abbandono, quando non muoiono per Aids o per droga. Ed è stata proprio la morte straziante di un compagno a convincere Luca a ripensare alla propria vita: poi venne la terapia teorizzata da Joseph Nicolosi e, al contempo, la riscoperta della pratica religiosa attraverso Radio Maria e la Madonna di Medjugorje. Adesso Luca è felice con la moglie Terry, e ha fondato il Gruppo Lot (www.gruppolot.it) per aiutare coloro che vogliono ripercorrere la sua strada. Questo libro coraggioso, con una sentita prefazione di monsignor Giovanni d’Ercole, è un’utilissima fonte di conoscenza anche per genitori e educatori, e si basa sull’evidenza che Dio ha creato l’uomo in due sole varianti (fisiche e psichiche): il maschio e la femmina.