EQUIVOCO – Il Portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi è subito intervenuto con queste parole per chiarire l’articolo di Eugenio Scalfari (Republica, Domenica 29 dicembre) nel quale interpetrava erroneamente alcune espressioni di Papa Francesco.

EQUIVOCO – Il Portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi è subito intervenuto con queste parole per chiarire l’articolo di Eugenio Scalfari (Republica, Domenica 29 dicembre) nel quale interpetrava erroneamente alcune espressioni di Papa Francesco.

Nel suo editoriale di ieri sulla Repubblica, Eugenio Scalfari è tornato a dedicare attenzione al magistero di Papa Francesco. In particolare, l’ex direttore del quotidiano sostiene che, nella recente esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il Papa abbia inteso abolire il peccato. Il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, si sofferma con un commento sulle affermazioni di Scalfari, al microfono di Alessandro De Carolis

R. – Anzitutto, vorrei dire che il fatto che Scalfari abbia dedicato di nuovo un lungo editoriale a Papa Francesco e al suo insegnamento è un segno della grande attenzione che lui, ma oltre a lui, l’intero mondo laico, sta dedicando al Papa. E questo è certamente un segno positivo anche di un dialogo con il mondo laico, che il Papa ha saputo avviare. Per quanto riguarda, però, alcuni contenuti di questo articolo, è giusto fare qualche considerazione, anzitutto su questa affermazione che il Papa abbia abolito il peccato. Certamente, non è pertinente, anzi chi segue veramente il Papa giorno per giorno sa quante volte egli parli del peccato, parli della nostra condizione di peccatori e, anzi, proprio il messaggio della misericordia di Dio, che Scalfari mette in rilievo, e che è fondamentale, e che certamente il Papa ha messo al centro del suo annuncio del Vangelo, si capisce tanto più profondamente quanto più si comprende la realtà del peccato. Papa Francesco è un gesuita e vorrei ricordare che gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio, che certamente sono stati anche per lui scuola di spiritualità e di vita cristiana, cominciano proprio con la prima settimana dedicata alla meditazione dei peccati – dei peccati nel mondo e dei peccati personali – e le meditazioni si concludono con un meraviglioso colloquio in cui ci si mette di fronte a Gesù Crocifisso, ricordando che da Creatore è venuto a farsi uomo ed è venuto alla morte per morire per i nostri peccati, per i miei peccati. E io, di fronte a Gesù Crocifisso, comprendendo la profondità della grazia che io peccatore ho ricevuto, mi interrogo su cosa ho fatto per Cristo, su cosa faccio per Cristo e che cosa devo fare per Lui. Quindi, la dinamica spirituale fondamentale, in cui anche il Papa si pone, è la consapevolezza dei peccati e il domandarne perdono; vedere la grandezza infinita della misericordia di Dio e così lanciarci nella vita cristiana, rinnovata dalla misericordia e dall’esperienza dell’amore di Dio. Se uno elimina il peccato, il messaggio della misericordia non si comprende più.

D. – In un altro passaggio del suo articolo Scalfari fa riferimento alla conversazione avuta con Papa Francesco e, in particolare, ad una risposta da lui ricevuta circa la capacità umana di pensare Dio una volta estinta la vita sulla Terra. Risposta che, a suo dire, sarebbe stata “la divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”…

R. – Ecco, anche qui si vede come la cultura umanistica, la riflessione di Scalfari non si trovi sempre a suo agio in campo biblico-teologico, perché qui evidentemente si tratta del fraintendimento di una risposta che il Papa gli aveva dato nel colloquio, in cui proprio alla domanda sulla fine della realtà di questo mondo, il Papa faceva riferimento al capitolo 15 della prima Lettera ai Corinzi, versetto 28, che è un luogo molto famoso della Scrittura, in cui si parla delle ultime realtà e in cui si dice che “Dio sarà tutto in tutti”. Quando tutto sarà stato sottomesso a Dio Padre dal Figlio, allora Dio sarà tutto in tutti. E questo diventa invece, nella lettura di Scalfari, una realtà invece di tipo panteistico. Egli scrive: “La divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”. Questo certamente non è quanto la Scrittura ha in mente, né il Papa aveva in mente. Un’altra inesattezza evidente in questo articolo è che Scalfari dice che il Papa ha canonizzato Sant’Ignazio di Loyola e, invece, come tutti sappiamo, nei giorni scorsi ha canonizzato Pietro Favre, che era il primo compagno di Sant’Ignazio di Loyola e Ignazio di Loyola era già Santo della Chiesa da diversi secoli. Quindi, credo che bisogna stare attenti a continuare un dialogo, ma ad approfondirlo in modo tale che non ci siano degli equivoci e ci si capisca veramente.

(Intervista a Padre Federico Lombardi alla Radio Vaticana, lunedì 30 dicembre 2013)

++ PAPA: LOMBARDI, POSSIBILE PROPRIO MOTU SU CONCLAVE ++Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/12/30/editoriale_scalfari._p._lombardi:_il_papa_non_ha_abolito_il_peccato/it1-759874
del sito Radio Vaticana

0.35      NEL CUORE DEI GIORNI ROSA
1.05      NEL CUORE DEI GIORNI – ARANCIO
2.10      NEL CUORE DEI GIORNI – AZZURRO
3.15      NEL CUORE DEI GIORNI – ARANCIO
3.55      TG TG
4.20      NEL CUORE DEI GIORNI ROSA
4.55      LA GRANDE MUSICA:PARTE 1 – Esa Pekka Salonen and David Fray – Orchestre De Paris – Claude Debussy ” La Mer”  / Maurice Ravel – Concerto in Sol maggiore / Johann S. Bach – partita n. 6 in Mi minore, BWV 830, Allemanda  / Ludwig van Beethoven – Sinfonia in La maggiore n. 7, op. 92

5.45      QUEL CHE PASSA IL CONVENTO
6.20      UN SALMO PER TE con Padre Paolo Maria Gionta osb, Priore dell’Abbazia Benedettina di NOVALESA (TO)
6.25      RECITIAMO IL CREDO assieme alle Monache Benedettine di Orte
6.30      Contempliamo con Maria il volto del Figlio. Adorazione Eucaristica e Rosario dal Santuario di Pompei

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7.30      NEL CUORE DEI GIORNI – CHE GIORNO E’
8.00      NEL CUORE DEI GIORNI – ARANCIO
8.30      SANTA MESSA dal Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei
9.10      NEL CUORE DEI GIORNI – ARANCIO
10.20    NEL CUORE DEI GIORNI – ROSA
10.55    QUEL CHE PASSA IL CONVENTO
11.55    ANGELUS DA LOURDES


 

 

12.00    STORIE DA LOURDES
12.10    IL PUNTO DEL GIORNO
12.20    NEL CUORE DEI GIORNI
12.30    NEL CUORE DEI GIORNI – Il diario di Papa Francesco
13.20    LOURDES: IO SONO QUI

Dal lunedì al venerdì alle ore 13.20 e alle 19.55 su Tv2000 va in onda “Lourdes, io sono qui”. Lourdes non è solo il luogo del Santo Rosario, ma un mondo. Negli ultimi anni la nostra presenza a Lourdes si è moltiplicata con tanti appuntamenti, come “l’Angelus da Lourdes” o “Storie da Lourdes”. Abbiamo quindi colto il bisogno di offrire ai pellegrini un modo diretto per dare la propria testimonianza, cogliere l’istante in cui maturano pensieri e sentimenti. Questa volta non volevamo essere noi a dirigere le nostre telecamere e scegliere gli interlocutori.

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13.35    IL TEMPO VOLA?
14.35    FICTION – Stefanie un angelo in corsia puntata 7 la decisione
15.25    FICTION Happy Days stagione 7 puntata 161 – il nuovo Arnolds
15.55    NEL CUORE DEI GIORNI –ROSA
16.30    NEL CUORE DEI GIORNI – AZZURRO Storie di fede e di vita
17.30    NEL CUORE DEI GIORNI – LA CANZONE DI NOI
18.00    ROSARIO In diretta da Lourdes
18.30    TG 2000
18.50    IL TEMPO VOLA?
19.50    GOCCE DI MIELE
19.55    LOURDES: IO SONO QUI
20.00    Rosario da Lourdes – in differita


20.30    NEL CUORE DEI GIORNI INDACO
20.55    TG TG – Ospite in studio: Rossella Milone
21.20    FILM – LA GRANDE AVVENTURA DI SCARAMOUCHE di Piero Pierotti con Christian Hay
22.40    FICTION Happy Days stagione 7 puntata 161 – il nuovo Arnolds
23.00     Missioni nelle periferie del mondo

 

 

L’Emittente Televisiva TV 2000 (già “Sat 2000”) è visibile, gratuitamente, in tutta italia al Canale 28 del telecomando.


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un interessante articolo di Antonio Socci, MARXISTI RADICALI E SOCIALISTI FOLGORATI DA RATZINGER, ANTONIO SOCCI, LIBERO, ARTICOLO, NORCIA, Quello di Ratzinger è stato un “tentativo eroico di arginare la forma postmoderna dell’Anticristo”. A pronunciare queste parole – in riferimento al magistero di Benedetto XVI sui grandi temi etici e antropologici – è stato uno dei più importanti pensatori marxisti dei nostri anni, Mario Tronti, già fondatore teorico dell’operaismo e impegnato politicamente nel Pci, poi nel Pds e nel Pd.

Sorprendente è anche il luogo in cui Tronti è intervenuto, sabato 26 ottobre. Si trattava della Nona edizione degli “Incontri di Norcia” della Fondazione Magna Carta.

 

ACCADDE A NORCIA

L’evento infatti ruotava attorno a due testi d’ispirazione ratzingeriana: il “Manifesto di Norcia”, lanciato nel 2011 da Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi, che intendeva parlare al centrodestra; e il manifesto dei cosiddetti “Marxisti-ratzingeriani”, scritto da Giuseppe Vacca, Mario Tronti, Pietro Barcellona e Paolo Sorbi che parlava alla sinistra democratica.

Il punto d’incontro di intellettuali così diversi per storia e per appartenenza politica è proprio Joseph Ratzinger.

Sia la sua lezione come vero gigante della cultura contemporanea, sia il suo magistero come papa Benedetto XVI. Infatti il titolo del convegno  di quest’anno era “Ratzinger oltre Ratzinger”.

Si converrà che in un Paese come l’Italia un simposio del genere – per di più nel nome del papa emerito – è un avvenimento eccezionale. Che dovrebbe far clamore. Ancora di più se si tengono presenti le storie personali dei protagonisti.

Quagliariello viene da una militanza radicale e dalla cultura liberale. Maurizio Sacconi dal mondo del socialismo riformista. Eugenia Roccella fu una militante radicale e femminista (tutti e tre sono oggi parlamentari del Pdl).

Dall’altro lato Giuseppe Vacca è stato lo storico togliattiano del Pci ed è Presidente della Fondazione Gramsci. Mario Tronti è – come ho detto – uno dei maggiori filosofi marxisti italiani ed è stato dirigente del Pci e parlamentare del Pds e oggi del Pd; Pietro Barcellona (purtroppo recentemente scomparso, ma ha rappresentato un pilastro essenziale di questo gruppo) è stato un intellettuale autorevole e deputato del Pci (nel 2010 rese noto il suo avvicinamento alla fede cattolica).

Infine il sociologo Paolo Sorbi si è formato nella famosa facoltà di sociologia di Trento insieme a Renato Curcio e Mara Cagol, quindi – dalla militanza politica e intellettuale nella sinistra – è passato anni fa al cattolicesimo.

Come si vede nemmeno uno proviene dal tradizionale associazionismo cattolico o comunque da aree contigue. Al contrario, per anni tutti hanno militato intellettualmente e politicamente in mondi opposti alla Chiesa.

Quindi è clamoroso che si ritrovino oggi nella riflessione sul pensiero di Ratzinger e specialmente su quei temi che più – in questi anni – hanno caratterizzato i pronunciamenti del magistero cattolico.

 

UN APPELLO

 

Non che, negli scorsi decenni, non vi siano stati importanti intellettuali laici e anche marxisti che hanno convenuto con la Chiesa sui temi etici più scottanti. In controtendenza con la deriva radicale e nichilista presa dalle culture dominanti.

Penso alle posizioni di Max Horkeimer – fondatore della Scuola di Francoforte – contro la pillola, bocciata nell’Humanae vitae di Paolo VI (proprio mentre tanti intellettuali cattolici cominciarono a dissentire dal Papa).

O penso alle posizioni contro l’aborto che assunsero prima Pier Paolo Pasolini e poi Norberto Bobbio. O al dialogo fra Joseph Ratzinger e Jurgen Habermas.

Tuttavia l’incontro di Norcia rappresenta una grossa novità. Per la prima volta compare sulla scena un gruppo di intellettuali, di culture e appartenenze politiche laiche e molto diverse, che insieme si appropriano di quella riflessione etica che finora ha caratterizzato il discorso della Chiesa.

E che insieme parlano ai diversi schieramenti politici suonando l’allarme sull’“emergenza antropologica” che rischia di affondare la nostra civiltà.

Infatti il convegno di Norcia si è concluso con una dichiarazione comune di tutte queste personalità che andrebbe letta attentamente.

In questa Italia lacerata da una sorta di guerra civile permanente essi avvertono “la necessità nella dimensione politica di un umanesimo condiviso quale è stato disegnato, per credenti e non credenti, dalla tradizione cristiana e dalla Costituzione repubblicana”.

Poi sottolineano che siamo dentro “una vera e propria emergenza antropologica” e affermano che “le funzioni di governo sono investite di responsabilità in relazione al valore della vita, della famiglia naturale, della libertà educativa, alla luce anche dei nuovi comportamenti sociali”.

Sottolineo, fra le altre cose, il felice ingresso del tema della libertà di educazione. Infine i firmatari della dichiarazione rivolgono un appello al Parlamento:

“Noi invitiamo il Parlamento ad una moratoria legislativa sui temi eticamente sensibili con lo scopo di sostituire il conflitto ideologico con il reciproco ascolto tra sostenitori delle diverse tesi in funzione di soluzioni unificanti e non divisive la società italiana. Ed invitiamo i grandi partiti che hanno in corso processi di verifica interna, destinati a concludersi emblematicamente nello stesso giorno (8 dicembre), a misurarsi con i temi antropologici nella ricerca di una comune base etica della nazione”.

A me pare un evento davvero significativo. Qualcosa che dovrebbe catalizzare l’attenzione dei media.

Invece accade che personalità così autorevoli, dalle storie così significative e lontane dalla Chiesa, che oggi individuano nell’insegnamento di Papa Ratzinger il punto di riferimento per pensare il presente (in alcuni casi anche arrivando alla fede personale), passino del tutto inosservate sia ai media laici che all’establishment clericale.

I primi troppo impegnati a celebrare quotidianamente il nulla, i secondi – penso al Cortile dei gentili – troppo desiderosi di accodarsi alla pochezza nichilista delle mode mondane.

 

UN’ITALIA MIGLIORE

 

Eppure il cammino che ha portato a Norcia questi due gruppi è serio, è un percorso intellettuale forte, profondo. E si radica nelle culture storiche di questo Paese (il marxismo, il radicalismo, il socialismo e il liberalismo), che si incontrano – a sorpresa – su quel terreno bimillenario che è il cattolicesimo.

Il loro dunque è un appello che meriterebbe l’attenzione dei media. Perché fa intravedere davvero la possibilità di un’Italia totalmente diversa. Non più lacerata dai conflitti che oggi occupano le pagine dei giornali, tanto feroci quanto culturalmente miseri.

Con intelligenza Giuseppe Vacca, nella sua relazione a Norcia, ha colto la continuità fra Ratzinger e papa Francesco nell’enciclica “Lumen fidei”, scritta a quattro mani dai due pontefici. Proprio partendo da un passaggio di quell’enciclica Vacca afferma il valore sociale e pubblico della predicazione cristiana.

Se, infatti, “l’età moderna iniziò dal ‘come se Dio non esistesse’ che accompagnava l’emergere dalle guerre di religione dello Stato-nazione europeo, che relegava le religioni in uno spazio proprio… a conclusione del ciclo storico dello Stato-nazione come soggetto egemonico della modernità, dinanzi al rischio della ‘catastrofe antropologica’, può essere il ‘come se Dio esistesse’ il principio di una nuova alleanza tra fede e ragione? Se il contenuto della fede” dice Vacca “è il sapere dell’amore, un sapere che non si attinge da nessun’altra esperienza, ma solo dal riconoscimento dell’Altro, non solo è storicamente giustificato il ruolo pubblico della religione, ma è anche necessario che quel sapere venga trasmesso e insegnato”.

Questa può essere l’alba di una vera rivoluzione culturale.

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 1° novembre 2013

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

 http://www.antoniosocci.com/2013/11/marxisti-radicali-e-socialisti-folgorati-da-ratzinger/

 

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Atto di Affidamento alla Beata Vergine Maria di Fatima

pronunciato da Papa Francesco al termine della Messa
in San Pietro


Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della Basilica Vaticana, per la “Giornata Mariana” in occasione dell’Anno della fede, Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha rivolto al Papa un indirizzo di saluto.

Quindi Papa Francesco ha compiuto l’Atto di Affidamento alla Beata Vergine Maria di Fatima, recitando la preghiera :

Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.
Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia
sull’umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.


Accogli con benevolenza di Madre
l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.
Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.
Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.


Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.
Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli e i poveri ,
per gli esclusi e i sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.

Amen

David Murgia, tv2000, tv2000-programmi, vade retro, torna vade retro in televisione,San Michele Arcangelo,  Papa FrancescoDa giovedì 10 ottobre (solo per questo giovedì alle 23,15) alle 22,20 torna Vade Retro, il settimanale di inchiesta giornalistica sul satanismo e sui movimenti pseudoreligiosi scritto e condotto da David Murgia.

In questa nuova stagione si tornerà  a parlare dell’esistenza del diavolo e del suo intervento nella storia. Prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco“quando non si confessa Gesù Cristo si confessa la mondanità del Diavolo, la mondanità del Demonio” – e saranno documentati  non solo i casi clamorosi di azione straordinaria del maligno ma anche – e soprattutto- come e quando il diavolo opera in modo non clamoroso, in modo silenzioso, nelle umane vicende.

Sarà dato spazio agli esorcisti e alle loro attività e e si continuerà a parlare dei movimenti pseudoreligiosi o culti distruttivi legati alla cronaca affrontando anche il tema dei falsi mistici che infestano molte diocesi italiane. Lo stesso Murgia a tal riguardo dice: “continueremo ad offrire il nostro punto di vista sull’attualità, sulla cronaca per collegarla – quando è possibile – all’intervento del maligno, come quando abbiamo approfondito il tema dell’incremento dei suicidi”

La prima puntata sarà concentrata sulla figura di San Michele Arcangelo, il principe delle milizie celesti. Il culto, la devozione, la leggenda del guerriero che affronta e vince il Diavolo. Vade Retro, ogni giovedì alle 22,15.

PAPA FRANCESCO DITO ALZATO.jpg

“Per questo, fratelli e sorelle, ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.
Il 7 settembre in Piazza San Pietro – qui – dalle ore 19.00 alle ore 24.00, ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.

Papa Francesco, Roma 1° settembre 2013

ANGELO V. Si chiama Angelo V. (il cognome è velato per ovvia riservatezza) ed è diventato –certo suo malgrado- in qualche modo “famoso”. Stiamo parlando della persona che Domenica 19 Maggio 2013, Pentecoste, ha ricevuto da parte di Papa Francesco una breve preghiera di esorcismo proprio in Piazza San Pietro, come tutti hanno potuto vedere anche attraverso la diretta televisiva (e le successive riproposizione, in tutte il mondo, di quelle intense e forti immagini):

ESORCISMO PAPA FRANCESCO.jpg

Di lui era trapelata qualcosa nei giorni successivi all’evento: non vogliamo entrare, almeno non in questa sede, nella querelle che ha coinvolto Tv2000, il suo Direttore, il Conduttore della trasmissione televisiva “Vade Retro” ed il Portavoce della Santa Sede, non ci appassionano queste cose e comunque, con don Amorth, riteniamo che quello sia stato un esorcismo.

Dicevamo, si è saputo qualcosa riguardo questa persona messicana vessata dal demonio. E’ stato lo stesso don Gabriele Amorth a rivelarne il nome di battesimo e la nazionalità e pure l’età (assieme ad altri particolari inerenti la possessione: peccato che il santo Sacerdote modenese abbia scelto una trasmissione che, a dirla tutta, non ha preso molto sul serio lo stesso Esorcista e che pareva si facesse beffe di lui).

Ora abbiamo una vera e propria intervista che il quotidiano “El Mundo” ha realizzato e pubblicato.

L’articolo-intervista è realizzato dalla collega Irene Velasco : leggendola passano subito i dubbi riguardante la effettiva possessione diabolica di Angelo ed anzi si entra in una umanissima (e cristiana) compassione per la drammatica situazione che sta vivendo. Tutto subito viene da chiedersi –come fa da decenni, oramai, don Gabriele Amorth– cosa aspettino ancora i Vescovi a nominare almeno un Esorcista nelle proprie Diocesi. Ma non si vuol fare polemica.

Del resto siamo fiduciosi che la Provvidenza opera e figuriamoci se non opera nella Chiesa: basti pensare che Angelo , una volta accertatosi nel suo Paese d’esser effettivamente posseduto, ha pensato bene di rivolgersi al Papa. E lo ha fatto proprio avendo letto uno dei libri di padre Amorth. E cosi, accompagnato da Don Juan Rivas, ha deciso di recarsi a Roma. E raggiungere l’Italia dal Centro America non è cosa da poco, e poi il soggiorno romano, i tentativi di incontrare il Papa: per ben due volte Don Rivas ed Angelo si son recati negli incontri pubblici del Papa, senza però riuscire ad incontrarlo e parlargli.

Ma la perseveranza (e, soprattutto, la fede) è stata premiata: proprio il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo ha disposto l’incontro col Vicario di Cristo e quindi quel breve esorcismo che tutto il mondo ha visto.

Angelo, diciamolo subito, ha tratto beneficio da quell’esorcismo praticato da Sua Santità ma non è avvenuta la liberazione. Non è un fatto inconsueto: chi conosce la tematica sa bene che la possessione richiede mesi ed a volte anche anni di esorcismi per giungere alla completa liberazione. Lo sa bene -eccome!- don Gabriele Amorth che da anni, instancabile, si chiede come sia possibile che molti (moltissimi)Vescovi non nominano nella propria Diocesi un Sacerdote per svolgere il Ministero dell’Esorcistato e tanti (davvero tanti!) uomini e donne soffrono per le vessazioni diaboliche e non sanno a chi rivolgersi.

Nel chiudere queste riflessioni e nel rinviarvi all’articolo completo pubblicato da “El Mundo”(CLICCARE QUI) non possiamo che esprimere il fortissimo auspicio che sia il Papa stesso -di là dalle dichiarazioni del Portavoce- ad intervenire sulla questione che, oramai, è improcrastinabile. E pazienza se molti Sacerdoti, Vescovi e Cardinali non credono al demonio e/o alla sua azione straordinaria: se ne faranno una ragione e dovranno ubbidire al Pontefice.

Che, con immensa carità e tatto da vero Pastore, non ha esitato neppure un secondo pur di dare un sollievo ad Angelo.

 

DINO BOFFO -primo piano.jpgDino Boffo interviene nuovamente sulla vicenda del “presunto esorcismo” (così lo definisce il Direttore di TV2000) dopo che lo aveva fatto, in diretta, in modo veramente dettagliato ed esaustivo. Resta, umanamente, il dispiacere –sincero- per l’uomo Boffo ancora una volta nell’occhio del ciclone (ad alcuni non è parso vero di poter avere di nuovo dei pretesti per attaccarlo) ma rimane, in chi scrive questa breve presentazione, soprattutto una perplessità per l’intervento di Padre Lombardi: di Dino Boffo non abbiamo il benché minimo dubbio. E sulla sua buona fede e, soprattutto, sulla sua Fede. Ad ogni modo questo il suo intervento di stasera 24 maggio:

Cari Amici,

si può fare mass media da persone corrette? È la domanda che mi rincorre da qualche giorno, da quando cioè è scoppiato il caso del presunto esorcismo papale, che poi tale non era perché il protagonista dell’azione, ossia papa Francesco, ha negato che ci fosse in lui l’intenzione di un tale atto. E siccome in contesti simili, ossia in atti spirituali e morali di questa densità, l’intenzione è il dato dirimente, ecco che Tv2000 ha prontamente rettificato rispetto ad una notizia data senza le necessarie verifiche.

Ho già spiegato in video per filo e per segno, mercoledì scorso, come sono andate le cose, e ho ritenuto di dover chiedere scusa per la superficialità scappata nell’approccio. È vero, la cavolata era concretamente opera di un collega, colpevolmente indifferente delle disposizioni ricevute, ma questo non mi poteva esonerare dalle mie responsabilità.

Scaricare su altri o far finta di niente, non rientra nel mestiere che ho imparato, e preferisco lasciare questi modi alle mezze tacche. Peccato però che l’atto di scuse sia stato sostanzialmente frainteso da vari colleghi della stampa laica, per i quali il tema degli esorcismi è di quelli che fanno sballare l’intelligenza.

Quando più semplicisticamente non rientrano nel genere folkloristico. E così, ancora una volta, il «mistero Boffo» si è sprecato, come se a fornire dettagliate spiegazioni fosse servito praticamente a nulla. Il cliché imponeva il calco del mistero, per quanto fuori contesto.

E così il «dietrofront di Boffo», intendendo con ciò che il sottoscritto – poverino – doveva abbassare la testa ai diktat vaticani. E dire che se l’errore era avvenuto a mia insaputa, tutto il resto l’ho deciso in beata solitudine, confrontandomi solamente con i colleghi, senza interpellare alcun superiore.

Ma la trasparenza – per definizione − non può sussistere, specie in casa cattolica. Deve dominare l’intrigo o la sudditanza. Per inciso, auguro ai colleghi – cronisti, titolisti, caporedattori – di trovare sul proprio itinerario professionale direttori sempre franchi e disinteressati.

Quanto al resto, ciò che a noi di Tv2000 rimane prioritario è il patto di lealtà che ci lega ai telespettatori. Non possiamo spergiurare che saremo infallibili, possiamo – e dobbiamo – impegnarci ad essere sempre professionali, tenere a bada gli istinti più banali del mestiere, onorare la realtà dei fatti, per avvicinarci ad essi, comodi o scomodi che siano.

Se poi la morbosa ed esasperata attenzione che la cultura odierna è pronta ad assegnare al demonio si tramutasse anche solo per un istante nell’interesse per le tracce che Dio lascia puntualmente nelle nostre giornate, allora davvero l’incidente avrebbe avuto un suo compenso persino abbondante.