D'ATTISAncora una volta, di fronte ai tentennamenti ed agli equilibrismi di una Amministrazione che pensa a restare in sella o, al più, a diversificare qualche poltrona assessorile, giunge chiaro l’appello di Mauro D’Attis  capo della opposizione di centrodestra in consiglio comunale. Ecco, di seguito, il Comunicato dello stesso D’Attis:

“Tra finti proclami di rinnovamento e imbarazzanti inchieste giudiziarie spero che Consales, se gli è rimasta un briciolo di quella responsabilità alla quale cerca di restare aggrappato, trovi il buon senso di dimettersi entro il 4 febbraio, ultima data utile per evitare il lungo commissariamento e portare, in soli tre mesi,  la città di Brindisi al voto del prossimo maggio 2014”.

Si apre così l’intervento di Mauro D’Attis, capogruppo di Forza Italia di Brindisi, con il quale commenta le ultime vicissitudini che stanno caratterizzando la Giunta Consales e la sua maggioranza.

“Lo spettacolo che stanno offrendo – continua D’Attis – non ha precedenti. E’ irresponsabile immaginare di fare rimpasti solo annunciati senza comprendere che qui non c’è da ‘rimpastare’ nulla ma occorre solo  cambiare completamente la ‘pasta’. Tutto ciò che sta accadendo, ben visibile agli occhi dei brindisini, è un  affronto all’intelligenza della gente che non si può avallare in questo momento di grande sfiducia nella politica. E’ imbarazzante e Consales se la può prendere solo con se stesso. La nostra opposizione è responsabile ma ora la stessa responsabilità la devono dimostrare gli altri. L’alternativa è davvero quella di cadere in un lungo commissariamento”.

 

CONSALES E DALEMA

Il Sindaco Consales con uno dei suoi maggiori sponsor, Massimo D’Alema, durante la campagna elettorale

Nota su Elezioni Comunali 2014

 

Le Elezioni Amministrative del 2014 si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2009 ed in quelli alle elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi.

Al momento andranno alle urne 3.984 comuni, di cui 3.797 appartenenti a regioni ordinarie e 187 a regioni a statuto speciale. A questi si aggiungeranno eventuali altri comuni i cui consigli comunali saranno sciolti con DPR entro il 24 febbraio.

Si voterà in 25 comuni capoluoghi di provincia, fra cui Bari, Campobasso, Firenze, Perugia, Potenza e Trento anche capoluoghi di regione

Zoia Veronesi, pd, procura di bologna


(ANSA) – BOLOGNA, 24 OTT – Zoia Veronesi, storica segretaria di Pier Luigi Bersani, e’ indagata alla Procura di Bologna per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna.

A mettere in moto l’inchiesta fu nel 2010 un esposto del deputato Enzo Raisi, in cui si ipotizzava la creazione di un incarico appositamente per lei da parte della Regione per cui lavorava (da tempo e’ dipendente del Pd), che le consentisse di continuare a seguire a Roma l’attivita’ del segretario Pd ed ex presidente della Regione.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/10/24/Segretaria-Bersani-indagata-truffa_7683440.html

torino, laicismo, gay, matrimoni gay, gay pride, torio pride, 16 giugno, Il Torino Pride, storica manifestazione dell’orgoglio gay, sara’ quest’anno anche l’occasione per la celebrazione di 24 “matrimoni” fra coppie dello stesso sesso.

Il rito, di valore puramente simbolico, sara’ officiato domani da un nutrito gruppo di esponenti politici bipartisan di Torino e del Piemonte.

I “matrimoni” saranno celebrati da consiglieri regionali, constorino, laicismo, gay, matrimoni gay, gay pride, torio pride, 16 giugno, iglieri comunali e assessori della Giunta Fassino, in rappresentanza di Pd e Pdl, Sel e due liste locali.

BERSANI INTERVISTA.jpgRaga!

 

Non solo sono riuscito a intervistare in esclusiva Pierluigi Bersani ma, mentre sorseggiavamo una vodka ‘Lenin’ prima dell’intervista, ho fatto scivolare nel suo bicchiere una compressina di acido moffettil-mao-sbirulonico che, come sapete, costringe chiunque a dire la verità per un’ora: proprio il tempo che mi serviva!

 

Excerpts (sarebbe: brani scelti, ma fa molto più fico)

 

Io.  Pier, quali sono oggi gli obiettivi del PD?

PB.  Oggi? Non lo so, sono le 9 di mattina, di solito sento Pannella o la Bonino verso le 10.

Io.  Ecco… io intendevo dire: in questo periodo…

PB.  Ma non ce l’hai un computer, una connessione a internet? Vai sul sito dei radicali e dell’arcigay, e troverai tutto!

Io.  Sì, l’ho fatto, ma lì non ci sono le cose specifiche, vostre, di sinistra…

PB.  Ma cosa stai dicendo?

Io.  Ma sì, i lavoratori, i precari, i disoccupati, i disabili, i pensionati…

PB.  Scusa, ma chi pensi di avere davanti? Berlinguer? Sono 25 anni che non seguiamo queste ca**ate, non te n’eri accorto?

Io.  Bè, sì, avevo avuto l’impressione che la tensione ideale si fosse un po’ smorzata…

PB.  No no, non mistifichiamo: la tensione ideale è stata formalmente soppressa con voto unanime della direzione!

Io.  Quindi la povera gente…

PB.  La povera gente ha anche rotto i cosiddetti, e deve cominciare a camminare con le sue gambine! Lo dicono anche i cattolici del PD: «Ognun per sè, e Dio per tutti»!

Io.  E la piaga del precariato…

PB.  Piaga? Ma se l’abbiamo inventato noi, il precariato!?

Io.  Sì, ma nella vostra propaganda elettorale non dite così, però…

PB.  E va bè, ma cosa ti aspetti che diciamo al popolino: siate precari, fate famiglia a 50 anni, e state contenti? E’ gente che mica capisce l’economia, sono egoisti, pensano al loro orticello.

Io.  E i disoccupati?

PB.  La faccenda della disoccupazione è una grande contraffazione delle destre. Chi vuole, chi ha le palle, un lavoro se lo trova. Guarda me. O Rutelli. O Veltroni. Diamine, se ce l’abbiamo fatta noi, ce la può fare chiunque!

Io.  E i pensionati?

PB.  Quella è un’assurdità!

Io.  Ah ecco, almeno su questo…

PB.  E’ un’assurdità che uno lavori 35-40 anni, e non sia capace di mettere da parte quattro soldi che gli permettano di campare senza dovere pitoccare una pensione all’INPS! Ma dov’è la dignità di chi chiede l’elemosina allo Stato!?

Io.  Veramente sono soldi che i lavoratori hanno anticipato allo Stato…

PB.  Ma chi ti manda, te? Formigoni? Quei soldi ce li siamo già mangiati da decenni: ciao Pep!

Io.  Vabbè, ma a questo punto è più di sinistra votare la destra…

PB.  E l’hai capito adesso? Sorbole, ma per chi scrivi? Per “Il Beota”?

Io.  Senti, Pier: però questo governo Monti sta strozzando sia i poveri che il ceto medio, e sta salvando solo la Casta e gli straricchi. E voi, zitti?

PB.  Ma si capisce! Il popolo è bue, e vota comunque per noi. Il ceto medio ci è sempre stato sulle balle, e quindi siamo coerenti. La Casta va salvata, ci mancherebbe altro: c’è dentro la mia famiglia e gli amici di tutta una vita. E gli straricchi bisogna tenerseli buoni, sono potenti, in una settimana ti distruggono, hanno le case editrici, i giornali, riescono a piazzare i loro fedelissimi anche nelle televisioni.

Io.  Pier, ultima domanda: Berlusconi.

PB.  E’ stato un buon Presidente.

Io.  Scusaaaaaaaa?!

PB.  Non c’è stato un giorno, festivi compresi, in cui non ci inventavamo una puttanata per farlo cadere, e lui ha sempre resistito. E’ caduto solo quando sono saltati fuori i Giuda nel suo stesso schieramento. Io lo ammiro.

Io.  No, ma fammi capire… “puttanate” dici?! Si trattava di cose importanti… scorrettezze gravi… il conflitto di interessi…

PB.  Ma qualche scorrettezza l’avrà fatta anche lui, non gliela voglio negare, però vuoi mettere con quello che abbiamo fatto noi, dal 1945 ad oggi? Altro che conflitto di interessi, Berlusconi a confronto nostro era Winnie Pooh, lascia perdere, che so quel che dico…

Io.  Quindi non hai mai pensato ciò che dicevi…

PB.  E va bè, cerca di capire… l’odio a Berlusconi ci ha permesso di dare un senso alle nostre esistenze, e di dare a molta gente la sottile impressione che noi potessimo essere meglio di lui.

Io.  Va bene: ti ringrazio, Pier.

PB.  Ma ci mancherebbe. Ohi, mi sento un po’ strano…

***

L’intervista, regolarmente inventata, è opera di Aurelio Romano, cinquantenne milanese che segue con interesse le vicende politiche nazionali. Si diletta di scrivere di politica ma non solo: ha spesso affrontato anche temi sociologico-religiosi. La “sua testata” è facebook ma son in tanti ad apprezzarlo. Stamane ha pubblicato questa “intervista esclusiva” al Segretario nazionale del PD ed ho pensato di riportarla qui. La versione “feisbukiana” la trovate qui:

https://www.facebook.com/notes/aurelio-romano/intervista-a-bersani/10150915346629725

 

esclusivo: intervista a bersani,aurelio romano,facebook,pd,intervista,pierluigi bersani

Aurelio Romano (e consorte)

https://www.facebook.com/aurelio.romano.1?sk=wall


Gentile Senatore,

 

lo sbaglio peggiore, oserei dire imperdonabile, che possa fare un politico è peccare di superbia. E non tanto per l’aria poco simpatica che il vivere tale pessimo vizio comporta: quello, in fondo, è il minore dei mali. Il problema vero è che il politico superbo spesso è anche ingrato e smemorato. Ciò gli fa perdere completamente la bussola. E torniamo sempre lì: umiltà (consapevolezza dei propri limiti) ed onestà. Con queste virtù –unite ovviamente ad una sufficiente competenza- nessun traguardo è precluso ed anzi la comunità ne trae grande giovamento. Viceversa illudersi di essere onnipotenti è l’inizio della fine. Le carriere politico-amministrative di molti uomini e donne sono segnate da tali dinamiche.

Nello specifico della realtà locale lo sbaglio peggiore che si possa fare (e, attenzione: è già stato fatto. Ma fortunatamente da parte di persone che politicamente contano zero o poco piu) è ritenere di potersi presentare ai cittadini in discontinuità con la azione di Domenico Mennitti. Non esiste una sventura peggiore di questa. E’ destinata ad un clamoroso fallimento. Fallimento imperdonabile laddove la sinistra non solo è totalmente priva di una idea, di un progetto, di un leader, ma è anche divisa come mai era accaduto.

Ebbene la eventuale stoltezza di ritenersi autonomi e/o addirittura diversi ed alternativi a Mennitti (da parte del centrodestra) risulterebbe fatale e rischierebbe di riuscire a far vincere una sinistra sgangherata, dilaniata ed immorale.

Già. Immorale. La moralità, come la onestà è diventata un optional. La dittatura del relativismo tiranneggia senza che i cittadini se ne rendano neppure consapevoli. E per “stare dietro” alla fecale postmodernità si è deciso, sciaguratamente, di mettere Dio da parte. E passi che lo faccia Rifondazione Comunista, o il PD o l’Italia dei Valori: da sempre anticattolici non fanno che “coerentemente” continuare la loro storia perdente e senza senso.

Il guaio, e la cosa inedita quanto preoccupante, sopraggiunge quando anche il centrodestra, nelle sue articolazioni, strizza l’occhio a certo relativismo libertario.

E ciò a livello nazionale è già abbondantemente accaduto: Fini e Martino, anche se militano in due partiti diversi, sono assolutamente vicini come pensiero e visione di vita. Anche la Prestigiacomo, anche Brunetta, anche Galan. Per queste persone il Vangelo è poco piu di niente. In molti casi lo han detto in modo anche esplicito. Nella stragrande maggioranza dei casi invece lo “dicono” in modo altrettanto chiaro con le loro vite improntate a principi edonistici ed assolutamente antievangelici.

Pensate a quanti di costoro vivono situazioni stabili di peccato (adulterio, convivenza): non c’è neanche bisogno di fare nomi poiché la grancassa mediatica ci presenta costantemente gli amanti e persino le concubine.

Non serve a niente –anzi: è una penosa foglia di fico- il dire che “la società è cambiata”. Si, la società è cambiata ma la morale no. E neppure i dieci comandamenti. E peggio per quei cattolici (preti e suore incluse) che piu o meno consapevolmente partecipano a tale sulfureo processo di apostasia silenziosa.

La “Nota Dottrinale” promulgata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede esattamente dieci anni fa (era il novembre del 2002) è rimasta davvero lettera morta. Non solo milioni di battezzati ma anche numerosissimi presbiteri e Religiosi/e la ignorano (quando non la contestano apertamente). Ma questo è un discorso piu ampio che va ben oltre la politica e riguarda la decadenza morale dell’occidente cristiano che rinnega le proprie radici illudendosi di conquistare briciole di illusoria “libertà”.

E tuttavia i nostri seicento candidati consiglieri ed i nostri cinque candidati sindaco sono immersi in tale realtà: io a costo di farmi ulteriormente dare del “bigotto” vorrei davvero sapere quanti di costoro sono dei buoni cristiani. Gradirei sapere, prima di dare il mio voto, se hanno una regolare vita coniugale o se sono regolarmente infedeli, divorziati, “risposati” e se causano sofferenze indicibili ed indelebili ai loro figli.

Non è indifferente per me: non per gossip ma per dare il mio voto a chi vive nella moralità e non nel disordine. Di più: non mi interessano i proclami se poi ad essi non  corrisponde una coerenza di vita. E non posso non pensare a quell’esponente (di recente investito pure di una carica di un certo rilievo) del PDL che si prende la libertà di “bacchettare” pubblicamente il Vescovo “reo” d’aver ripetuto quello che da sempre il Magistero della Chiesa afferma riguardo il sesto comandamento. Quella persona è ancora in tempo per dire di aver clamorosamente sbagliato e per chiedere umilmente scusa. E comunque tornerò sulla questione.

Ed è per questo che da cattolico e contestualmente da cittadino/elettore del centro destra che chiedo al Senatore Saccomanno Dottor Michele –persona di cui ho la massima stima e che è assolutamente esemplare per la sua condotta morale e cristiana- di intervenire nel PDL (locale ma anche nazionale) per porre degli argini a tale deriva laicista che investe il partito e l’area politica.

Lo chiedo a lei e non ad altri che pur trastullandosi di inutili “galloni” di una non meglio specificata cristianità  han però dimostrato –proprio di recente- d’esser caduti nella trappola insidiosa della competizione e del “dispetto”. Ella, Senatore, ha tutta l’autorità morale per guidare il partito in Terra di Brindisi: non ci deluda.

 

cosimo de matteis

La affermazione  è fondata e sarebbe persino ridondante ricordare le numerose circostanze in cui l’anziano porporato ha posto in essere eventi, azioni, pubblicazioni, iniziative pastorali (“memorabile” la cattedra dei non credenti poi copiata da numerose altre diocesi: e ciò dimostra il grado di influenza che Martini esercita su molti Vescovi) che definire “provocatorie” è eufemistico.

L’ultima, in ordine di tempo, è una pubblicazione a quattro mani (la ennesima) realizzata assieme all’esponente del PD (il partito di D’Alema e Livia Turco) Ignazio Marino, quello favorevole alla eutanasia che gli italiani han conosciuto durante la causata agonia e poi morte di Eluana Englaro: ogni sera era in tv a ribadire la bontà della “dolce morte”.

Di questo ed altro parla Mario Palmaro su “La Bussola Quotidiana” e noi riportiamo questo bell’articolo, grati all’autore ed alla Testata:

 

Il cardinale Carlo Maria Martini si dichiara a favore del riconoscimento dei “matrimoni” tra omosessuali da parte dello Stato. Così hanno scritto nei giorni scorsi molti giornali italiani, dando alla notizia grande rilievo.

 

Di fronte a questo genere di faccende, il mondo cattolico “ufficiale” abbozza una serie di reazioni che in ordine logico e temporale si possono riassumere così: primo, chissà che cosa avrà detto esattamente il cardinale, e che cosa gli hanno fatto dire i giornali; secondo, il card. Martini è un uomo profetico, quindi le sue parole vanno inserite nel contesto e non estrapolate in modo strumentale; terzo, visto che la materia scotta, meglio far finta che non sia successo niente; quarto, se anche il card. Martini avesse detto davvero quello che ha detto, bisogna far finta di niente perché non si può criticare un cardinale, per evitare scandalo e divisioni nella Chiesa; quinto, se qualcuno fra i cattolici critica Martini, peste lo colga, perché così facendo rompe la consegna del silenzio e disturba la quiete della buona gente cattolica.

 

Purtroppo, si tratta di un protocollo terapeutico francamente fallimentare: una sequenza di manovre che farà immancabilmente morire il paziente, cioè il cattolico normale. Perché il cattolico di Voghera si merita ben altro, di fronte al fenomeno, ormai diventato rituale, di uomini di Chiesa che si alzano la mattina, ne dicono una grossa confidando nella “immunità clericale”, e chi si è visto si è visto. Purtroppo, il caso dell’arcivescovo emerito di Milano è, in tal senso, esemplare. Che cosa ha scritto, esattamente, il card. Martini? Il testo è tratto dal libro Credere e conoscere, in uscita per Einaudi, scritto in dialogo con l’ex senatore del Pd Ignazio Marino. Il card. Martini ogni tanto ama questa forma letteraria: qualche tempo fa, per esempio, aveva scritto un libro analogo con don Luigi Verzè (il patròn del San Raffaele), dal significativo titolo, Siamo tutti nella stessa barca. Ma torniamo alla cronaca di questi giorni. Ecco qua il brano incriminato: «Io ritengo che la famiglia vada difesa perchè è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondlibro Credere e conoscere, Einaudi, carlo maria martini, ignazio marino, pd, la bussola quotidiana, mario palmaro, 28 marzo 2012,  amentale che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli». Il campionato mondiale di arrampicata sugli specchi non finisce mai, e i cattolici pronti a parteciparvi sono sempre numerosissimi. Ma temo che questa volta anche un fuoriclasse del settore debba arrendersi all’evidenza: il card. Martini scrive proprio che lo Stato deve aiutare gli omosessuali a stabilizzare il loro rapporto. Teorizza una pagina inedita del catechismo cattolico, sostenendo che – insomma -, piuttosto che avere rapporti occasionali e superficiali, le persone omosessuali si impegnino in maniera seria e prolungata, grazie anche a un istituto messo a punto dallo Stato. Più chiaro di così.

 

La Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato non uno, ma due documenti per insegnare il contrario, e per dire che un politico, vieppiù se cattolico, non può sostenere proposte di legge che prevedano il riconoscimento di unioni omosessuali. Ergo: Martini e la Chiesa insegnano cose diametralmente opposte. Può essere anche doloroso scriverlo, ma ammetterlo è facile facile. Questione di logica elementare. Le uova sono rotte e la frittata è fatta. Ed è qui che si inserisce il grave errore operativo del mondo cattolico ufficiale: fatto di silenzi imbarazzati, e di difese penose che arrancano nel tentativo impossibile di rendere omogeneo quanto detto dal cardinale e quanto insegnato dalla Chiesa in tutti questi anni. Ovviamente, non ignoriamo le ragioni della prudenza, il timore degli scandali, la necessità del rispetto dovuto ai principi della Chiesa, cui si aggiunge nel caso di Martini la pietas dovuta a un uomo di veneranda età, per di più colpito dalla malattia. Ma qui c’è un punto che non può sfuggire a nessuno: e cioè che lo scandalo è già accaduto, ed è pubblico. Ed è lo scandalo provocato da una presa di posizione eterodossa a opera di un vescovo cattolico, che quando parla raggiunge attraverso i mass-media milioni di persone.

 

I fedeli cattolici hanno un diritto che è più forte di ogni altra esigenza, e che riposa nella legge suprema della Chiesa cattolica: la salus animarum, la salvezza delle anime. Se un pastore insegna cose sbagliate in materia non opinabile – e questa, indubbiamente, non lo è – i fedeli hanno il diritto di essere aiutati a riconoscere l’errore, e l’errante deve essere smascherato per il bene di ogni singolo fedele. Di più: solo le persone in mala fede o gli allocchi possono far finta di non vedere che le sortite “aperturiste” – cui il card. Martini non è nuovo – scuotono la Chiesa in tutte le sue pieghe locali, e rendono ancor più fertile il già rigoglioso sottobosco delle piccole e grandi eresie parrocchiali. Adesso i sacerdoti e catechisti, le suore e i teologi che vogliono essere possibilisti sulle unioni fra persone dello stesso sesso hanno la pezza d’appoggio delle parole autorevoli del “biblista Martini”; adesso regaleranno il libro scritto a quattro mani con Marino ai consigli parrocchiali, “perché così almeno si fanno un’idea e raccolgono la provocazione”. E inviteranno anche il medico Marino (“che è cattolico, intendiamoci”) a tenere qualche bella conferenza, insieme a Enzo Bianchi. Che ci sta comunque sempre bene. Ecco: questo è il quadro della situazione. Senza forzature e senza animosità, noi cattolici di Voghera diciamo: Roma, abbiamo un problema. Fate presto, aiutateci.

Con le dimissioni, date per ragioni di salute, da parte del Sindaco Domenico Mennitti la città di Brindisi è chiamata a scegliere il suo nuovo primo cittadino e ciò avverrà nel mese di maggio. Da tempo le forze politiche si stanno preparando per tale appuntamento di estrema importanza e sono anche emerse le candidature che ora vi comunicheremo. Premessa importante: per avere un quadro definitivo ed ufficiale occorrerà attenderà la effettiva presentazione dei Candidati Sindaco e le Liste ad essi collegate. Questo come è noto avverrà soltanto trenta giorni prima della data fissata per le Elezioni Amministrative (6 e 7 maggio 2012) e questo significa che prima di sabato 7 aprile il quadro sarà suscettibile di variazioni.

Lo “specchietto” che segue, quindi, va inteso come una lettura delle attuali forze politiche in campo, così come esse si sono collocate e presentate alla città ed ai mezzi di informazione.

Alla data odierna i candidati  che hanno ufficializzato  di voler concorrere alla carica di Sindaco di Brindisi sono sei. Ve li presentiamo, qui di seguito, unitamente a quelle che sono le liste che li  sostengono :

MAURO D’ATTIS

PDL

FLI

LA DESTRA

Brindisi avanti veloce

La puglia prima di tutto

Insieme per la città

Alleanza per le periferie

 

 

 

GIOVANNI BRIGANTE

Sviluppo e lavoro

La Puglia per Vendola

Cultura popolare

Unione popolari di centro

Democrazia popolare

 

 

 

MIMMO CONSALES

PD

UDC

SEL

PSI

API

PRI

Verdi – Ecologisti

Progettiamo brindisi

Noi centro

Brindisi socialista

Pensionati e invalidi

Impegno sociale

 

 

RICCARDO ROSSI

Brindisi bene comune

 

 

ROBERTO FUSCO

IDV – Lista Di Pietro

Rifondazione Comunista

Lista Roberto Fusco

 

 

FERNINANDO DE GIOSA

PDA – Partito delle aziende

Ieri è venuta Paola Binetti a Brindisi. Non farò un bell’articolo o un servizio: c’erano tanti operatori e colleghi molto più bravi e titolati di me , ci penseranno loro a riferirvi le parole della Senatrice romana dell’Udc. Oppure lo farà l’impeccabile Addetto Stampa dell’Ente che ha organizzato il Convegno. Io dico solo due tre cose, anzi pure di meno. Facciamo così: ne dico solo una così vi faccio risparmiare tempo. Ed è questa: la signora Binetti è una persona timorata di Dio. Direte: “dov’è la notizia?”. E magari aggiungerete: “non è quella cattotalebanPAOLA BINETTI A BRINDISI 13 FEB 12a dell’opus dei col cilicio?” con la variante/aggiunta dei militanti piddì “meno male si è tolta dalle scatole!”. Scusate la terminologia, che poi non sono parole mie: ripeto gli stolti slogan. Certo, mia madre mi ha insegnato che le parolacce neppure si ripetono. Ma ho detto solo le cose entro il limite della decenza -piu o meno – dette riguardo questo grande medico prestato alla politica. Molti degli ex compagni (di strada, di partito) della Binetti neppure sanno esattamente cosa sia il timor di Dio. Ed è anche inutile provare a spiegarlo: dopo un po’ ti ridono in faccia e ti guardano con saccente sufficienza : “è un povero cattolico” pensano tra loro (e certe volte non si limitano a pensarlo ma cotanto filosofema fuoriesce dall’encefalo ed approda alle corde vocali). Pazienza. Beati voi quando….

Ecco. Senza volerlo (senza volerlo?) vi ha riferito una dei messaggi più importanti che la Senatrice ha voluto trasmettere all’uditorio (in vero abbastanza modesto. Come numero, non fraintedete). Create una rete dei buoni, ha detto. Ma solo i buoni, i giusti hanno compreso.

C’erano dieci giusti fra noi?

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FERRARESE AZZERA LA GIUNTA: E’ CRISI NEL CENTRO SINISTRA DI BRINDISI

 


E’ di pochi minuti fa la seguente Nota diramata dalla Amministrazione Provinciale di Brindisi:
 
“A due anni e mezzo dall’avvio dell’attività amministrativa, il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese ha deciso di azzerare la Giunta Provinciale con il chiaro intento di rimodulare, rilanciare e potenziare l’Esecutivo in vista delle problematiche a cui l’Ente è chiamato a fornire delle risposte nei prossimi mesi. Il Presidente attenderà le segnalazioni che perverranno dalla forze politiche della coalizione per la composizione della nuova Giunta.

Brindisi, 23/01/2012″

 

Il Comunicato Stampa non può che essere interpetrato come un forte segnale che il Presidente Ferrarese ha voluto dare: come a dire che il “Laboratorio” non può prescindere dal ruolo prestigioso ed autorevole dello stesso Ferrarese. Le schermaglie degli ultimi giorni che si sono verificate all’interno della sinistra brindisina non potevano lasciare indifferente colui che ha creato la coalizione che ha permesso al Pd ed altre liste minori della sinistra di vincere le Elezioni Provinciali del 2009.

Ad onor del vero tale lettura dell’azzeramento della Giunta Provinciale non è stata confernata dal diretto interessato. Anzi proprio Ferrarese in una intervista ha dichiarato trattarsi di un normale passaggio di metà legislatura oltretutto già da tempo preventivato. Ma è evidente che alcune scelte dei singoli partiti -o forse sarebbe il caso di dire il modo capotico con il quale certe decisioni sono state portate avanti- hanno creato una notevole fibrillazione nel centro sinistra dove se non siamo al “tutti contro tutti” poco ci manca.

Ora tutto appare possibile persino una totale rivisitazione delle alleanze e dei relativi candidati sindaco. Insomma, acque ancora agitate nel centro sinistra brindisino ed è pertanto da salutare come opportuna -e forse necessaria- la sortita del Presidente Ferrarese che, probabilmente, è stufo dell’ennesimo “teatrino”