GUIDA 1

Non è un mero capriccio infantile ma solo un atto di verità. Provo a spiegare: da un po’ di tempo il sito Linkedin ha cominciato a chiedere ai contatti una sorta di conferma che le competenze indicate nel proprio profilo corrispondano al vero. Per puro caso mi son accorto che nessuno –dicasi: nessuno- ha confermato una dei miei titoli che corrisponde ad una competenza professionale. Mi riferisco al mio essere guida turistica. Ed  anzi,  detto per esteso: “operatore in grado di accompagnare e guidare, conversando anche in lingua straniera, persone in luoghi di interesse storico-culturale e paesaggistico-turistico, illustrandone i valori e le caratteristiche ambientali”.

Io non so quante persone che operano come guida turistica in Puglia abbiano questo titolo e, in fondo, mi interessa relativamente. Se sto rimarcando il possesso di questa competenza e di questo titolo (che non è l’unico che ho in ambito turistico) è in quanto ho notato che i miei contatti linkedin , come ho detto, non hanno confermato il possesso di tale mio requisito. Come se fossi un millantatore. Non è così. Il corso era serio, biennale, della durata complessiva di 1000 (mille) ore, con tanto di tirocinio pratico su e giù per il tacco dello stivale (250 ore) e prova di valutazione finale: un vero e proprio esame.

Ecco. Solo questo. Il problema di chi esercita abusivamente la professione c’è e rimane e non spetta a me risolverlo né devo dare patenti o pagelle a questa od a quella guida o alla miriade di “cooperative turistiche” che sorgono dal nulla, come funghi, appoggiati ai potenti di turno (ed è una chiara forma di clientelismo politico). Io ho solo voluto dire –attestato alla mano- che possiedo questo titolo: GUIDA TURISTICA. Punto e basta.

GUIDA 2

GUIDA 3GUIDA 4PUGLIA

Guida Turistica della mia splendida Regione: la PUGLIA

https://lasplendidapuglia.wordpress.com/

Il candidato sindaco della coalizione di centro destra ha incontrato Paola Ciannamea, direttore generale della Asl di Brindisi e ha chiesto indicazioni precise per il sistema sanitario a Brindisi. “Tocca alla regione trovare le soluzioni adeguate”, dice D’attis.

 

D’ATTIS: “MANTENERE ALTA LA QUALITA’ DELL’OSPEDALE PERRINO”

COMUNALI BRINDISI - D'ATTIS: “MANTENERE ALTA LA QUALITA' DELL'OSPEDALE PERRINO”, PDL,

“Avere garanzie che l’ospedale Perrino non venga ridimensionato e fare in modo che i piani di zona vengano resi più funzionali alle reali esigenze del territorio. E’ quanto ho chiesto a Paola Ciannamea, direttore generale della Asl di Brindisi. ho ricevuto precise garanzie a riguardo.

In particolare, il nostro ospedale resta, anche a livello regionale, un punto di forza e va potenziato ad esempio nella psichiatria e nella pneumologia. al tempo stesso, va rivisto l’intero sistema di assistenza, decongestionando sul territorio e creando una rete di servizi che coinvolga medici e reparti.

Secondo il titolo V della Costituzione, spetta alla Regione Puglia trovare le soluzioni adeguate, ma chi si candida ad amministrare la città deve poter ascoltare e aiutare le scelte in sanità con meno ipocrisie e più competenze, anche nell’integrazione tra sanità e servizi sociali”.

E’ quanto affermato da Mauro D’Attis, candidato a sindaco per la coalizione del centro destra, a margine dell’incontro avuto con Paola Ciannamea, direttore generale della Asl, e accompagnato dai consiglieri regionale Maurizio Friolo e Pietro Iurlaro.

comunali brindisi - d'attis: “mantenere alta la qualita' dell'os,pdl

 

I movimenti di sinistra ‘Alternativa comunista’ e ‘Sinistra critica’ criticano la legge regionale approvata ieri per far ridiventare ente pubblico (da societa’ per azioni) l’Acquedotto Pugliese e lo stesso ‘Comitato pugliese Acqua bene comune’ sottolinea in una nota che ”non si potrà parlare di Acquedotto pugliese pubblico fin quando rimarrà una società per azioni non in grado, fra l’altro, di garantire l’erogazione gratuita del minimo vitale e, quindi, il diritto all’accesso all’acqua potabile”

Una ulteriore posizione è stata espressa da Michele Emiliano, Sindaco di Bari:  dalla sua pagina Facebook, Emiliano,  insiste nella sua richiesta che i manager di Acquedotto Pugliese, l’amministratore unico Ivo Monteforte e il direttore generale Massimo Bianco, se ne vadano a casa. Emiliano aveva gia’ chiesto l’altroieri il licenziamento: Aqp, nel giorno dell’esito del referendum sull’acqua bene comune, aveva privato dell’acqua 84 famiglie di sfrattati che abitano in case prefabbricate a Japigia. L’acqua era stata tolta perche’ il Comune di Bari,cui arriva la fattura per le case degli sfrattati, non accetta di pagare quanto chiede Aqp.

 

Certo loro (degni eredi del PCI) erano e sono maestri nelle spartizioni e lottizzazioni: con la corrotta diccì eran pappa e ciccia ed han letteralmente dissanguato il nostro Paese con immensi sperperi di denaro pubblico. Ma ora la notizia è questa: il Segretario Regionale del partito di D’alema, Rosi Bindi e Bersani attacca Nichi Vendola. Ecco quel che dice l’Agenzia Ansa:

”Non sono in discussione le qualità soggettive degli attuali direttori generali; ma è certo, come purtroppo ampiamente risulta dalla storia e dalla cronaca di questi anni che gli attuali direttori generali sono stati nominati sulla base di un consolidato metodo di lottizzazione”.

Lo afferma il segretario regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi, il quale chiede di ”rompere definitivamente con il passato e di dare, sul piano politico, una chiara risposta nel segno evidente della discontinuità in cui il merito ed una nuova generazione di manager lavori per una sanità migliore”.

Se uno dovesse infierire potrebbe ipotizzare che la spartizione, forse, è andata male ed allora i piddini non ci stanno. O forse baffino, che mai ha digerito l’ascesa del terlizzese (una volta disse “Lui il nuovo?Ma se me lo ricordo da trentanni dentro il partito”), cerca di far un pò di “sana” demonizzazione verso l’alleato scomodo (e pericolosamente ambizioso!). L’unica cosa buona dei comunisti è questa: litigano sempre fra loro, non sono mai uniti, e si bloccano a vicenda l’un l’altro. Riesce a tenerli uniti (ma solo temporaneamente) l’odio comune verso qualcuno (un politico) o verso una idea .