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l’omaggio, piu che alla bellissima canzone, è alla bravissima ed indimenticabile interprete. Mia Martini è morta in circostanze tragiche, ancora non del tutto chiarite. Un dramma. Ma parimenti drammatico -se vero- il fatto che nel mondo dello spettacolo venisse ghettizzata e stigmatizzata (addirittura si riteneva fosse una “portajella” che non è ben chiaro cosa significhi!). Ora è in quello che  i nostri padri chiamavano “mondo della verità”. E giunga, fin lì, il nostro pensiero. Ed una sincera preghiera.

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robyn hitchcock

There’s a house burning down on the radio, but
We’re in luck, we don’t mind, we’re as far as I can tell
Everyone worries so much about themselves
There’s nothing happening to you that means anything at all

There’s a plane crashing down on the studio, but
We’re in luck, we’re not there, so we’re somewhere else instead
Everyeone wishes so much upon themselves
There’s not a thing that you can do that’ll make me come again

There’s a house burning down on the radio, but
We’re in love, we don’t mind, we’re as far as I can tell
Everyone worries so much about themselves
There’s nothing happening to you that means anything at all

Un brano (ed un video) forse un po’ triste ma bello, terribilmente bello. Si, lo confesso: sono infinatamente ed inesorabilmente innamorato del pop britannico dei miei Anni Ottanta. E qui siamo in pieni “eighties” sotto ogni punto di vista. Vi auguro una bella Domenica, Giorno del Signore, ricordandoci di Lui prima di tutto il resto. Ciao!

DOMENICA, MUSICA, SUNDAY MORNING-VIDEO, YOU TUBE, THE BOLSHOI, ANNI OTTANTA, EIGHTIES, YOU TUBE, GIORNO DEL SIGNORE

GIANDOMENICO CARAMIA

Giustamente fiero delle sua brindisinità (precisamente del piccolo e grazioso centro di Villa Castelli) se ne è andato Giandomenico Caramia, 41 anni, musicista eclettico. La morte è avvenuta in seguito alle complicanze di un intervento chirurgico cui si era sottoposto. In tanti stanno, giustamente, in queste ore ricordando la sua figura. E ci uniamo volentieri a questo omaggio. A Dio, Gianni!

Ho naturalmente una mia opinione sul cantante modenese Vasco Rossi: e riguardo i “messaggi” contenuti nei suoi brani e gli effetti sui suoi numerosissimi fans. Ma, per il momento, me le tengo per me. Intanto offro ai miei lettori (a proposito: GRAZIE! SIETE SEMPRE PIU NUMEROSI!) queste considerazioni non mie ma di Danilo Quinto apparse oggi sul Quotidiano online “La Bussola” (http://www.labussolaquotidiana.it/ita/home.htm )

 

 

«Chi-mi-ca pisce è bravo», scrive Vasco Rossi sulla sua pagina di facebook, annunciando che «assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro, studiato da un equipe di medici che mi mantiene in questo ‘equilibrio’ accettabile».

 Il messaggio è rivolto ai giovani suoi fans, per far loro conoscere direttamente le ragioni del suo ricovero in ospedale. «Se sono vivo – aggiunge – lo devo a loro e a tutta questa valanga di chimica che assumo. Non avrei superato tutte le consapevolezze le sofferenze e la profonda depressione nella quale ero sprofondato nel 2001».

In molti, nei giorni scorsi, hanno esaltato questo messaggio. Ad esempio, il professor Giovanni De Plato, che insegna Psichiatria all’Università di Bologna, ha commentato così a Repubblica: «Vasco Rossi ha lanciato un messaggio dal forte contenuto pedagogico ed educativo. Molte persone colpite da questo tipo di disturbi si vergognano a dirlo. Spesso si sentono sole, emarginate e faticano a rivolgersi ai servizi pubblici. Il fatto che una rockstar abbia esternato quelle emozioni, serve da esempio».

Se si tratta di un «messaggio di forte contenuto pedagogico ed educativo», allora vuol dire davvero che invece di stare su questa terra, a volte è come se vivessimo sulla luna, perché davvero lunari ci sembrano questo tipo di considerazioni rispetto alle parole di Vasco Rossi, che passa dall’esaltazione della droga a quella dei cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro. Per i giovani e i giovanissimi suoi fans e per coloro che leggono queste frasi, attraverso i mezzi di comunicazione che le amplificano, si tratta di un messaggio devastante, che  ripropone – in una versione riveduta e corretta, i tempi cambiano – l’esaltazione della cultura dello “sballo”, quella già descritta in tante sue canzoni ed in una particolare in Vita spericolata: «Voglio una vita maleducata/Di quelle vite fatte fatte così/Voglio una vita che se ne frega/Che se ne frega di tutto sì/Voglio una vita che non è mai tardi/Di quelle che non dormi mai/Voglio una vita di quelle che non si sa mai/E poi ci troveremo come le stars/A bere del whisky al Roxy Bar/O forse non ci incontreremo mai/Ognuno a rincorrere i suoi guai/Ognuno col suo viaggio ognuno diverso/E ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi».

Dal “viaggio” con droga, si passa al “viaggio” con i farmaci. C’è un fatto, però. I 120 milioni di ansiolitici ed ipnotici che vengono venduti ogni anno in Italia, non sono frutto del caso. Si aggiungono alla piaga delle droghe (l’ecstasy, le colle, le sostanze chimiche inalanti, la cocaina, che 7,5 milioni di giovani europei ammettono di aver usato almeno una volta) e presto le soppianteranno. E’ un fenomeno già in larga parte avvenuto negli Stati Uniti, dove da più fonti si apprende che l’utilizzo di antidolorifici, stimolanti, sedativi e tranquillanti, ha superato quello delle droghe illegali e dove il Comitato Internazionale per il controllo dei narcotici, lancia allarmi rispetto all’abuso dei farmaci.

I farmaci sono anche contraffati e dell’affare se ne occupano le organizzazioni criminali, che in base ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gestirebbero un traffico di farmaci  pari a 23 miliardi di euro – il 10 per cento del totale delle vendite mondiali, con punte del 50% nei paesi in via di sviluppo – causando mezzo milioni di morti l’anno.

Internet è il mezzo di diffusione e acquisto principale per questi falsi: secondo l’Oms, più del 50 per cento dei farmaci acquistati sul web, su siti che non rivelano la propria sede fisica, è contraffatto. In Europa, e anche in Italia, si assiste a una distribuzione incontrollata di benzodiazepine o di barbiturici, seguiti dalle sostanze anoressanti. La classifica dei farmaci più venduti on line vede in testa gli antidolorifici, seguiti dai tranquillanti, dagli anoressanti e infine dagli stimolanti.

L’abuso dei farmaci riguarda anche i bambini. Basta andare a leggere l’homepage del sito www.giulemanidaibambini.org. Sono 11 milioni negli Stati Uniti i minori che ogni anno utilizzano farmaci psicoattivi (per tutte le patologie); 20.000.000, il numero di ricette compilate in USA ogni anno per la somministrazione dei soli psicofarmaci di tipo stimolante ai bambini; 10%, la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe dell’ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione; 27% – 6%, la differente incidenza percentuale dei disturbi del comportamento in USA rispettivamente nei minori delle classi sociali a basso reddito e nei minori delle classi sociali agiate; 2,1 miliardi di dollari, il giro d’affari per la vendita di psicofarmaci stimolanti per bambini nei soli Stati Uniti; 100%, l’incremento del consumo di psicofarmaci per l’iperattività in oltre 50 paesi, tra i quali Belgio, Germania, Inghilterra, Olanda, Islanda, Irlanda, Norvegia e Spagna.

 

I maestri alla Vasco Rossi, esaltati dalla cultura edonistica dominante, che inganna tutti, distorcendo la percezione reale dei problemi, dovrebbero diffondere questi dati, magari utilizzando la loro pagina di internet. Questo significherebbe compiere un atto laico di contenuto “pedagogico ed educativo”. 

 

 

 

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